Perchè il futuro non sia più un’ipotesi

 

Un Paese che rinnega i suoi giovani, che li depreda della possibilità di sognare e immaginare il proprio domani, che li spinge ad andarsene, che svende le loro capacità e le loro intelligenze ad altri paesi, è di fatto un Paese che, con compiuta scelleratezza verso chi rappresenta il futuro, quotidianamente si vota a morire.

L’Italia attua tutto questo ogni giorno e ogni giorno opera per alienare la speranza nei giovani che, fra tutte, è la peggiore delle nefandezze: chi ruba la speranza ai giovani compie di fatto un crimine non solo verso il proprio Paese ma proprio contro l’Umanità.
Proprio per queste ragioni, il nostro Manifesto politico, il nostro Programma e la nostra visione del mondo sono l’espressione della volontà di un reale e radicale mutamento sociale e politico del nostro Paese particolarmente per i nostri ragazzi.

Tutta la nostra attività politica per realizzare questa trasformazione è impegno e lavoro per lasciare alle generazioni future non solo una sorta di modello che opera per la realizzazione di un cambiamento virtuoso, ma proprio un corredo di cui dotarsi lungo il percorso dell’esistenza.

Per i nostri figli, per i giovani immigrati di seconda generazione, per tutti gli italiani del futuro.

La politica del MovES è una politica che vuole trasformare la società e le istituzioni politiche attraverso la realizzazione di un nuovo Umanesimo unito e armonico soprattutto nei confronti della Terra Madre.
È quella Politica che dice ai giovani e a chi nasce ora: facciamo questo perché NESSUNO DEBBA PIÙ essere schiavo, essere merce, essere umiliato, essere senza dignità ed essere privato della libertà dell’esistenza ma soprattutto che dice e che fa in modo che nessun giovane debba più provare annichilimento, che nessun giovane debba mai più essere privato della capacità di sognare e immaginare il proprio domani.

Vogliamo un mondo giusto, laddove giusto rappresenta ed è la libertà di essere ciò che ciascuno desidera essere: donna, uomo, madre, padre, lavoratore, artista, scienziato, maestro, e quello che ciascuno spera e desidera di voler essere nel mondo.

Laddove giusto significa che opereremo per eliminare l’ingiustizia, creata dall’uomo e non dalla Natura, della disparità di possibilità dell’esistere.

Vogliamo dare un reddito minimo ma sotto forma di lavoro e non come fosse mera assistenza a chi non ce la fa.
Non ce la fa perché la scuola pubblica di qualità gli è stata rubata, non ce la fa perché i suoi genitori sono stati resi poveri dal sistema economico neoliberista.

Non vogliamo cavarcela con un obolo di Stato, con una paga per i servi della gleba.

Vogliamo uno Stato che non sia più un organismo a sé stante e distante ma che sia Comunità per i suoi cittadini e che replichi quel modello di comunità in ogni territorio con tutto ciò che la parola comunità rappresenta.

Vogliamo che sia lo Stato stesso a creare occupazione nella produzione dei beni e dei servizi collettivi unitamente al farsi carico delle conseguenze della sofferenza psicologica e sociale inflitta a chi è in condizioni di disagio.

Vogliamo ampliare fortemente il lavoro di qualità nel settore della cura e la protezione del nostro ambiente naturale, della tutela della Natura e del nostro meraviglioso territorio, della valorizzazione delle capacità creative ed artistiche possedute dai nostri giovani e della conservazione del nostro immenso patrimonio artistico esistente.

Vogliamo un’istruzione che valorizzi il grande potenziale tecnico-scientifico dei nostri ragazzi, ma soprattutto vogliamo che cambi il modello, che si abbatta la cultura della competitività e che l’istruzione non sia mai più elitaria, che formi alla consapevolezza di un nuovo patto tra esseri umani.

La generazione dei padri, ha commesso errori ed ha reso i propri figli una generazione senza futuro, una generazione che può scegliere solo tra lo schiavismo, l’emigrazione o la marginalità sociale.

La nostra visione e la nostra azione, operano non solo per essere al fianco dei nostri figli nel ricostruire un mondo ma proprio per cambiarlo insieme a loro, attingendo dalle loro intelligenze, dalle loro passioni e dalla loro creatività, ogni possibile pensiero e ogni possibile forma di lotta.

La nostra visione e la nostra azione, non tengono conto di differenze anagrafiche o generazionali ma mirano al mescolarsi e all’acquisizione di valori e conoscenza reciproci, mirano a far sì che la generazione dei padri attinga sapere e consapevolezza da quella dei figli e viceversa per attivare quello scambio osmotico essenziale al rinnovamento del paese.
Per far sì che la nostra storia sia davvero quella di una nazione in grado di costruire un futuro in cui l’essere umano non viva più divisioni e steccati ma comunanza di intenti, passaggio e trasmissione di valori e conoscenza per una crescita reciproca che generi davvero una nuova Umanità.

Ci affidiamo ai giovani, alle generazioni future, offriamo la nostra conoscenza e in cambio chiediamo che ci contaminino con la loro visione e il loro sentire per lavorare insieme.

Per ritornare a sognare, per non perdere il patrimonio di valore passato, presente e futuro, per poter tornare ad essere come quei giovani – molti tra noi – che un futuro l’avevano costruito, con l’impegno, con la lotta, quando la Sinistra era ribellione e costruzione di una società nuova, costituita da una diversa visione della vita.

Ci affidiamo ai giovani per costruire una società umana, solidale e partecipe, per una vita più semplice, più lenta, guarita dalla malattia del consumare, capace di frantumare l’isolamento delle vite di tutti, che si faccia portatrice di socialità, di allegria, di leggerezza e valori, dove il contatto umano torni ad essere privilegiato, dove riconoscersi nell’altro ridiventi condizione primaria dell’esistenza.

 

.

(foto di Andreja Restek)