COMUNICATO POLITICO MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES
di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra – MovES
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Il mantra propalato a reti unificate della ripresa dell’occupazione, arriva come una sonora, umiliante e bruciante presa in giro pur sapendo che si tratta solo di propaganda di sistema.

Toni trionfalistici ovunque, tutto va bene, anzi, benone.
Ma va bene che cosa, che quest’estate è stato un bagno di sangue, una vera e propria macelleria di lavoratori, di esseri umani che dall’oggi al domani han perso tutto?

L’elenco delle aziende coinvolte, è un rosario di famiglie saltate per aria che non hanno avuto più nessuna certezza NON del loro futuro ma addirittura su come affrontare il mattino dopo il licenziamento.

Questi the day after dell’occupazione, sono stati migliaia tra le famiglie italiane, in luglio e agosto.

Primi su tutti i lavoratori della Ericsson di Genova.
Sono 315 gli esuberi e in buona parte già in atto con il governo che, come logico, se n’è stato bellamente a guardare altrove mentre, per contro, fomentava la campagna antiimmigrati così da distogliere l’attenzione dalle azioni criminali contro ai lavoratori che stava ulteriormente intraprendendo.
Semplicemente vergognoso quanto avvenuto soprattutto a fronte del rifiuto dell’azienda di avvalersi degli ammortizzatori sociali.

In Liguria anche Piaggio Aerospace, vede lavoratori in bilico tra la cassa integrazione e il licenziamento in uno stabilimento inaugurato nel 2014 proprio da Renzi e da lui osannato come fiore all’occhiello. Un fiore adesso appassito tra le mani della nuova proprietà araba che ha fatto scelte di ben altro genere da far pagare sempre e solo ai lavoratori.

A Roma, 124 tecnici della sede della florida e dispendiosa (per gli utenti) Sky che l’azienda ha tagliato come fossero rami secchi malgrado i profitti realizzati e per i quali l’azienda ha imposto di effettuare il licenziamento senza ammortizzatori sociali.

Giova ricordare che i giornalisti che hanno subito la stessa sorte, sono invece riusciti a strappare buoniuscita e incentivi a differenza dei tecnici, giusto perchè il sistema non si risparmia mai la solerzia di generare conflitto tra gli stessi lavoratori avvalendosi del solito sistema del divide et impera.

Nel settore metalmeccanico, alla Ferroli in Veneto e a Siena, ci sono stati giorni e giorni di presidio della fabbrica e se ad un certo punto pareva che l’azienda avesse deciso di avviare le trattative, il tavolo invece è saltato e pochi fa giorni sono ripartiti gli scioperi.

Anche la floridissima Toscana del governatore Rossi, e precisamente la Aferpi di Piombino è sotto scacco con gli operai siderurgici in lotta. Ma la cosa strabiliante è che per loro è intervenuto il Ministro Calenda, perchè si sa, un favore al governatore Rossi non lo nega nessuno in vista delle politiche, tanto da ottenere presso l’azienda la promessa di cassa integrazione fino a fine 2018 e vedremo se la concederanno, perchè, come si dice, finita la festa gabbato lo santo.

Si aggiungono aziende metalmeccaniche brianzole (Lombardia) che, a causa del liberoscambismo liberista mirante a massimizzare i profitti, la delocalizzazione è selvaggia e addio all’occupazione.

Ma pure in Puglia con l’industria per l’arrendamento di Natuzzi, altri licenziamenti e nel passaggio di mano da Esso a Petrolifera Adriatica, altre centinaia di esuberi.

In Umbria alla Perugina, acquistata da Nestlè, altri esuberi e la catena discount Tuodì diffusa in tutta Italia ha gettato nella disperazione migliaia di lavoratori e le relative famiglie rimaste senza stipendi e senza garanzie di cassa integrazione.

Non manca nemmeno un ente pubblico come l’Istituto Superiore di Ricerca Ambientale (ISPRA) che vede i precari dell’Istituto lottare per il posto, come se poi non fosse necessario intensificare proprio quel tipo di ricerca nel nostro paese.

E queste sono solo ALCUNE delle aziende coinvolte tra luglio e agosto – e come possiamo constatare toccano praticamente tutti i settori produttivi del paese – che hanno buttato a mare i propri dipendenti e di certo non per fargli fare vacanze pagate.

Senza parlare del commercio, della piccola e media impresa sempre più in sofferenza e del precariato, dei contratti capestro, dello sfruttamento degli stagisti, una vera assoluta vergogna perchè diventa una schiavitù imposta col ricatto sul bisogno dei giovani e delle loro famiglie.

Quello che però lascia ogni volta basiti è l’assoluta mancata risposta su scala nazionale, dei sindacati confederali come pure di quelli di base.
Se è pur vero che questo sistema non si scompone minimamente di fronte alle lotte più aspre dei lavoratori (vedasi ad esempio le lotte in Francia contro la Loi Travail di quest’inverno) sulle quali passa coi cingoli, è anche vero che il silenzio tombale che riecheggia nel paese continua a far percepire ai lavoratori di essere totalmente schiacciati da questo sistema perchè completamente isolati e lasciati a se stessi.

Superfluo poi dire che un simile silenzio e un tale isolamento fa sì che anche una sinistra anticapitalista e antiliberista che sta rinascendo, faticherà ancor di più a trovare riscontri e credibilità proprio stante la disillusione dei lavoratori rispetto all’inazione dei sindacati e per le azioni di un governo fantoccio e mistificatorio sul suo essere parte di una sedicente sinistra.
Infatti, anche grazie alle lotte sindacali mai cessate, France Insoumise ha trovato tanto fermento e ha ottenuto riscontro in Francia.

Non stupiamoci, poi, se nessuno reagisce in questo paese.
Non c’è NESSUNO a rappresentare la rabbia dei lavoratori ingiustamente lasciati a se stessi esattamente come accade a tutta quella parte di popolo italiano che non ne può davvero più.

Quindi cosa ci aspettiamo se non immobilismo e rassegnazione da parte di una massa di persone che nessuno organizza?

Perciò è vero, il capitalismo finanziario e neoliberista hanno vinto e dobbiamo assumercene TUTTI la nostra parte di responsabilità. Ma, fatte le debite analisi, bando ai piagnistei, all’autocommiserazione, all’autoflagellazione e soprattutto all’autoreferenzialità delle tante belle chiacchiere ai convegni e, avanti con la lotta, senza se e senza ma perchè il tempo adesso per milioni di italiani è davvero scaduto.

 

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Foto Roberto Monaldo