elezioni-politiche-2018

 

 

Comunicato Politico del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra – MovES

 

Politiche 2018, elezioni che sono volere di tutti ma anche dilemma di molti

 

È ora di fare un po’ il punto della situazione elezioni che ormai incombono e riteniamo necessario partire da una riflessione più generale.
Chi è di sinistra è sempre stato indirizzato a votare a qualunque costo.
Questo sia per la nostra stessa storia e per quel che il voto rappresenta per noi, sia per quanti hanno dato la vita affinchè avessimo la libertà di votare.

E il neoliberismo lo sa, lo sa bene quanto siamo affezionati al voto.
Lo sa il sistema e lo sanno i partiti, cosa pensi il popolo della sinistra, del voto.

 

Per questo motivo ci hanno convinto che fosse ormai tempo di passare dal sistema proporzionale a quello maggioritario; per questo motivo ci hanno spinto, voto dopo voto, ad andare al seggio turandoci il naso.
Il sistema ogni volta ha messo in campo una narrazione, non ultima il voto di scambio che invece è continuato senza problemi anche col maggioritario, anzi, persino di più.

Per questo ci hanno portato a non credere più nella forza del voto attraverso i listini bloccati, in cui l’elettore conta solo nella misura in cui mette una croce sulla scheda ma a cui il politico non ha bisogno di rendere conto del suo operato.

 

TUTTA la politica italiana e non, è cambiata profondamente.
Noi siamo legati ad una visione della politica che di fatto NON esiste più.
Ogni processo politico, all’interno dei partiti, gira su numeri, voti, soldi, potere, controllo.

TUTTO, fuorchè la politica che è diventata sostanzialmente SPARTIZIONE.
Di voti, di seggi, di controllo di un territorio, di posizioni, di poteri grandi o piccoli.

 

Amministrazione, quindi, contro politica, una battaglia che la politica ha perso proprio con il ritiro dal territorio della sinistra, con il propugnare l’antiberlusconismo invece di programmi politici che potessero sconfiggere Berlusconi.

Una battaglia che le segreterie dei partiti della sinistra non erano più interessate a combattere proprio per l’avvento di un sistema che ha basato anche la politica sul liberoscambismo.

 

Tutto ha un prezzo, tutto porta profitti. E la sinistra ha abdicato al suo ruolo smettendo di rappresentare le istanze e i bisogni popolari, svendendo tutto un patrimonio di valori e di sangue versato, pur di garantirsi quei benefici dato il sistema che si è strutturato nella società.

Questo popolo che tanti insultano con quelle frasi tipiche dell’autorazzismo, perciò, altro non è che il risultato dell’assenza della sinistra proprio dal territorio e dai luoghi di lavoro in cui portava conoscenza e creava coscienza politica.

Il neoliberismo ha voluto fermamente questo processo. Il sistema partitico e politico della sinistra ci si è solo prestato per mille e mille convenienze.

Per questa ragione ad ogni tornata elettorale i partiti si mobilitano mentre sono TOTALMENTE assenti per il restante tempo dai problemi delle persone.

Per questa ragione si fanno ammucchiate elettorali, cartelli senza nè capo nè coda, continue fusioni a freddo pur di arrivare a guadagnare seggi in Parlamento o negli enti locali.
Ma di politica nemmeno l’ombra.

E arriviamo all’oggi, febbraio 2018, anche se ci sarebbe da approfondire molto di più.

Il voto, dunque, per questi lunghi 30 anni ha rappresentato solo un mercanteggiare seggi e potere.
Dalle ultime politiche, MOLTO si sarebbe potuto fare ma NON SI È VOLUTO FARE, salvo prendere la rincorsa a metà 2017 per arrivare infine ad altre ammucchiate senza senso.

 

Oggi, quindi, che sarebbe INDISPENSABILE avere una lista da votare che fondi il suo presentarsi sull’AZIONE politica, sull’ottenimento del consenso popolare, ci ritroviamo invece dinnanzi ad una realtà che non fa ben sperare.

In primis per le ragioni appena espresse, in secundis perchè NESSUNO ha veramente in animo di impegnarsi contro il solo e vero nemico che abbiamo e che ci ha ridotto alla miseria togliendoci OGNI diritto acquisito e conquistato: il neoliberismo.

 

Qualunque forza entri oggi in Parlamento, sia che sieda negli scranni del governo, sia che stia all’opposizione, se non prevede l’uscita dal sistema euro e quindi anche dalla UE, a conti fatti NON ha in mente di CAMBIARE la condizione che viviamo o di opporvisi fermamente, ma solo di amministrarla al meglio, soprattutto delle proprie convenienze.

 

Quindi, ognuno voti secondo quello che ritiene possa rappresentarlo ma, per quanto ci riguarda, riteniamo che, senza un programma autenticamente antiliberista e che quindi preveda l’uscita dall’euro e dalla UE, NESSUNO dei punti programmatici che vengono proposti, siano realizzabili.

 

E non solo per mancanza di fondi ma soprattutto di sovranità politica, economica e pertanto anche monetaria.
Anche invocare la Costituzione o citarla come punto di partenza dell’azione politica, qualora non si preveda l’abolizione del pareggio di bilancio e quindi la conseguente uscita dalla UE, è solo demagogia.

Inoltre, le politiche italiane sono soggette all’approvazione della UE come avviene per tutti i paesi dell’Eurozona.
Dimenticarsene, quando ci si appresta a votare, significa voler credere di essere ancora al tempo in cui la politica viveva di vita propria. E non è così.

 

Anche per questo il nostro voto, su queste basi e in questo passaggio storico, non conta nulla e, anzi, specialmente quando viene dato al meno peggio o turandosi il naso, il più delle volte alimenta ancora il sistema stesso.

 

La politica rinascerà proprio il giorno in cui ci dimenticheremo dell’elettoralismo e torneremo nelle strade a raccogliere le istanze della gente, a proporre alternative e a combattere le battaglie che le persone affrontano nel loro quotidiano che è sempre più drammatico.

 

Il voto è un mezzo, NON un fine e se riusciremo ad appropriarci di questo concetto, ritrovando noi stessi e ciò che è la sinistra, allora avremo un’arma che nessuno potrà più fermare: la politica come solo la Sinistra sa fare.

Ognuno è libero di scegliere. Per noi conta che ci sia consapevolezza di ciò a cui andiamo incontro socialmente e individualmente.

 

Siamo nel 2018, ad una tornata elettorale importante quali sono le elezioni politiche per questo paese oggi, e dobbiamo solo constatare che, a prescindere dal risultato che otterranno, quelle liste nate in poche settimane sono già il fallite poichè pur dicendo di voler rappresentare l’alternativa, altro non fanno che ripetere il vecchio schema consunto delle ammucchiate elettorali funzionali solo ai partiti e ai movimenti che vi hanno aderito e MAI ai bisogni popolari che sono il solo modo perchè la Politica ritorni se stessa insieme alla sinistra, radicandosi definitivamente.

 

Se la volontà fosse stata quella di occuparsi dei bisogni, tutte le forze in campo si sarebbero attivate MOLTO PRIMA della metà del 2017 e invece la corsa cui si è assistito, dalla creazione di Liberi e Uguali originato dal Brancaccio e dalla sua fine, per arrivare fino a Potere al Popolo nato proprio dal fallimento del Brancaccio stesso, dichiarano PALESEMENTE quali siano i veri interessi in gioco.

È questo che vogliamo davvero dal voto che esprimeremo alle elezioni politiche del 2018?

A voi le considerazioni e la decisione finale.

 

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