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COMUNICATO del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra – MovES

 

In fase di crisi, sappiamo bene come il capitalismo, qualunque esso sia, soprattutto attraverso l’imperialismo, regola i conti e riprende la follia della sua corsa al profitto: con una guerra.

La Storia è piena di esempi e niente sarebbe più conveniente anche oggi, per il capitale, come il dare inizio ad un conflitto bellico. Se verso un paese come la Siria ancora meglio, dati gli interessi in gioco, e poco se non per nulla, conta che sia già stato e sia profondamente martoriato.

Da anni parliamo e scriviamo dell’indicibile essenza criminosa ci sia nel progetto di balcanizzazione della Siria.
Un progetto voluto da più parti, deciso a tavolino da potenze che dell’imperialismo hanno fatto la loro bandiera  come gli U.S.A. e Israele e con il pressante interesse e consistente apporto dell’Arabia Saudita e in ultimo anche la Turchia.

Ognuna per ragioni proprie, per interessi economici (il business dell’industria bellica, il controllo di risorse di quell’area in termini di gas e petrolio), geopolitici e geostrategici come la vicinanza all’Iran, politici come quelli che ha la Turchia nei confronti di Curdi. Insomma, uno Stato sovrano come la Siria, è solo una torta da spartire.
I siriani solo un popolo da annientare perchè considerato unicamente come danno collaterale in nome del profitto.

Il punto nodale è che la Siria ha vinto la guerra (motivo per cui non avrebbe alcun interesse a gasare i siriani della Ghouta orientale) grazie alla Russia sua alleata e questo, a giochi ormai avviati e pensando di aver partita vinta da subito, non è un boccone che risulta digeribile a paesi come l’America e come Israele.
Non è neanche pensabile, per l’imperialismo americano e israeliano, piegarsi alla supremazia russa che, in questa guerra, ha fatto una grande differenza con quello che una simile evenienza va a ridisegnare nei rapporti di forza tra America e Russia e a livello mondiale.

L’imperialismo americano non può accettare una simile sconfitta. Troppo alti gli interessi in gioco.
È dunque così che gli U.S.A. mettono in piedi quel meccanismo che meglio gli riesce da quando si sono autoproclamati difensori della democrazia a casa d’altri: il false flag.

Ha funzionato in Iraq, in Libia e altrove, perchè non dovrebbe funzionare in Siria?
Peraltro, lo stesso sistema era già stato utilizzato anni fa e con successo, visto che tutti ricordano Assad come un criminale che ha gasato il suo popolo, salvo poi scoprire – per chi ricerca notizie da fonti autorevoli che non siano al servizio della propaganda – che invece le bombe al gas nervino erano di fabbricazione saudita.

Inoltre, la Siria da tempo non ha armi chimiche stante il blocco impostole anni fa proprio dall’occidente.
Quindi ecco la causa scatenante di una possibile nuova guerra che vedrà il consenso dell’opinione pubblica mondiale: bambini morti. Tanti. Troppi.
Specie per un falso moralismo e condito da un falso pietismo di chi li scopre solo adesso e non ci ha mai fatto caso quando erano gli jihadisti a macellarli.

Già, l’Isis, aberrante creazione americana per stessa ammissione di Hillary Clinton, organizzazione mercenaria al soldo delle potenze a cui interessa seminare il terrore per esercitare maggior controllo e assumere più potere, ricchezze e dominio.

Questi massacratori hanno ucciso barbaramente migliaia di siriani: un genocidio di bambini, donne e vecchi. Indiscriminatamente e con una ferocia inaudita, ma l’occidente non se n’è curato.

Poi, però, parte la propaganda ed ecco il consenso a scatenare una guerra i cui scopi sono per ben altre ragioni che preoccuparsi del popolo siriano.

Trump ieri sera ha dichiarato che entro poche ore sapremo le decisioni di Washington sulle ritorsioni verso Assad a causa dell’uso delle armi chimiche.
Dichiarazioni che fanno doppiamente senso, se si pensa che i primi ad usarle sono stati proprio gli americani in Vietnam.

Da settimane la Russia dichiara proprio quanto sta avvenendo: dichiara che Washington avrebbe accusato  Assad di aver usato le armi chimiche avendo così il suo false flag per dare il via all’aggressione al governo siriano mediante un pesante attacco militare.
Ma affermano anche che il governo russo non starà a guardare e risponderà nel merito.
Voci non confermate di qualche giorno fa, parlano di dichiarazioni russe per le quali questa crisi sia peggiore di quella di Cuba.
Le prendiamo per ciò che sono, solo voci, ma la pericolosità di questo momento è sotto gli occhi e ben visibile a tutti.

Non la vogliamo questa guerra.
Non vogliamo più nessuna guerra, non vogliamo più subire l’imperialismo americano mascherato democrazia imposta con la forza a casa d’altri, per mero interesse.

Non vogliamo più l’ingerenza violenta di Stati i cui governi canaglia come quello di Turchia e Israele, seminano morte e disperazione.

Non vogliamo più questa Unione Europea sempre pù prona agli interessi del capitale che in silenzio osserva lo sterminio, che deporta il popolo siriano martoriato da una guerra voluta dall’occidente e lo sfrutta e, nel mentre, lo usa per abbassare il costo del lavoro dei popoli dei paesi UE, che orrendamente fiancheggia un organismo che non ha neanche più ragione di esistere come la NATO.

Non vogliamo più che l’Italia sia un paese pronto a dare appoggio politico e militare ad ogni guerra.

Vogliamo uscire dalle logiche dell’imperialismo.
Vogliamo uscire dalla NATO.
Vogliamo un’Italia come paese non allineato.
Vogliamo la Pace.

Una Pace vera da costruire abbattendo lo sfruttamento, abbattendo il dominio, abbattendo l’imperialismo.
Per noi e per tutti i popoli del mondo.

 

 

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