Folla per Corbyn

Documento politico CN-Stato e Economia-01_2017 del 09/06/2017

Lo straordinario risultato elettorale del Labour di Jeremy Corbyn (così come è stato per Jean-Luc Mélenchon) ribadisce e conferma che la sinistra non ha bisogno di elettoralismo ma di programmi e azioni che ritornino a parlare ai bisogni delle classi colpite più duramente dalla crisi generata dalle oligarchie finanziarie globaliste. Esse rispondono e finanziano il disegno di saccheggio, predazione, dominio e distruzione di interi popoli attuando una delle più feroci forme di dominio che la storia moderna e postmoderna abbia mai conosciuto: il neoliberalismo.

Appare evidente, proprio attraverso questi risultati elettorali, che quanto viene proposto da quella che oggi in Italia si definisce sinistra, non solo è scollato dalla realtà oggettiva di milioni di italiani, ma pure che è la reiterazione di un sistema politico autocentrato, autoreferenziale e finalizzato solo a garantire uno status quo che favorisce rendite di posizione partitiche e/o personali ma che niente hanno a che fare con i bisogni del popolo italiano.

Proprio in questi giorni, da parte di quella improbabile nuova coalizione formata da un novero di nomi appena assurti alla ribalta dello showbiz politicante di sinistra, assistiamo ad un martellamento di chiacchiere vuote di senso, una sconfortante sarabanda di vacui proclami di difesa delle classi più disagiate a fronte, però, di squallide aperture a personaggi e organismi politici tristemente e sinistramente noti che hanno prodotto il sistema di sfruttamento dei lavoratori, che hanno consentito il degrado totale della scuola pubblica, che hanno generato la perversa devastazione della sanità pubblica e che hanno favorito la perdita quasi totale dei diritti sociali.

Il tutto permeato dal propugnare il ‘cambiare l’Europa da dentro’, dalla pervicace propalazione del mantra che il ‘problema non è l’euro ma chi governa la moneta’ e che quindi fuori dall’euro sarà l’Apocalisse, per riuscire a mantenere un certo consenso elettorale come fu per Syriza, visto l’euro-indottrinamento indotto dal centrosinistra nella base, per tutto il corso degli ultimi 30 anni.

La mancata ammissione su chi e cosa sia il nostro reale nemico, invece, non fa che alimentare l’impossibilità di cambiare e impedisce ad una massa di persone di vedere esattamente quale sia l’orizzonte da ridisegnare per uscire da questo disastro.

È proprio questo continuo reiterare bugie, false visioni e falso riformismo che lavora a favore del sistema di potere che ci sta opprimendo con un tallone di ferro che non troverà in tempi accettabili, soluzione di continuità.

Il popolo britannico ha invece capito che solo fuori dalla UE esiste la possibilità di autodeterminarsi e laddove invece il voto al referendum sulla Brexit sia stato unicamente di protesta, ha evidenziato il totale rifiuto di un sistema legato ad una governance il cui solo scopo è quello di assoggettare e depredare i popoli europei.

Il voto inglese di ieri, ha inoltre confermato che quando è la SINISTRA a riappropriarsi del proprio terreno di lotta, delle proprie parole, del proprio senso storico, NESSUN partito di destra nazionalista trova spazio e consenso tra la massa.

Un altro aspetto saliente, di queste elezioni, è legato al sistema elettorale.

Il mantra neoliberista che collega il sistema maggioritario alla governabilità, con questo voto ha ulteriormente dimostrato la falsità del suo enunciato.

Una volta di più, si conferma infatti solo come lo strumento delle oligarchie per affermarsi all’interno delle democrazie al fine di raggiungere uno dei suoi obiettivi primari: togliere RAPPRESENTANZA e SOVRANITÀ al popolo.

A fronte di quanto appena affermato qui, RIBADIAMO che il MovES, Movimento Essere Sinistra, ritiene come unica e sola direzione di cambiamento per l’Italia, la scelta di autodeterminarsi. Conferma quindi la sua totale e assoluta convinzione che una sinistra degna del suo nome, debba sviluppare la sua politica partendo dal principio che solo uscendo dal sistema euro e dal vincolo dei trattati UE, l’Italia sarà in grado di riappropriarsi della capacità di decidere AUTONOMAMENTE le proprie politiche a tutti i livelli.

Non sarà mai più possibile, infatti, rilanciare l’occupazione e l’economia, reinvestire nella scuola pubblica, nella sanità, nel welfare, senza la rinazionalizzazione delle banche e di tutto il sistema industriale strategico, senza quindi stampare la propria moneta e decidere i propri investimenti.

Solo una sinistra che ha il coraggio di dichiarare e realizzare quanto affermato qui, può essere credibile perché unicamente partendo da questi assunti può scrivere una proposta politica capace di raccogliere le istanze di quelle classi ormai devastate dal saccheggio neoliberista.

Solo una sinistra che non parte dalla conta dei numeri ma dalla proposta politica e dal tornare a fare politica nelle strade, nelle piazze e nelle case e ovunque serva la sua presenza attiva e fattiva, può raccogliere quel consenso di cui necessita per governare.

Ci auguriamo per il bene di tutti e non solo del popolo inglese, che Corbyn non si riveli una illusoria meteora come è stato Alexis Tsipras e che, come forte opposizione parlamentare, voglia realmente e concretamente rappresentare il suo programma antiliberista.

La lotta contro il neoliberalismo è appena iniziata.

Noi la continueremo con una franca coscienza politica antiliberista e con coraggio, determinazione e passione, esattamente come un’autentica sinistra antisistema deve fare.

 

Documento redatto da Ivana Fabris, Coordinatrice Nazionale Responsabile

(approvato e sottoscritto da tutto il Coordinamento Nazionale del MovES)