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COMUNICATO POLITICO del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Allo stato attuale, il PC, Partito Comunista, di Marco Rizzo sembra essere il solo partito ad avere posizioni francamente no euro e no UE.

Nel loro programma (non tanto quello elettorale quanto quello del congresso del 2017) si legge:

“I comunisti devono lottare senza tregua contro unioni e alleanze imperialiste. […] Il Partito Comunista lotta per l’uscita dell’Italia dalla Nato, dalla UE e da qualsiasi altra forma di alleanza interstatale dominata dal potere dei monopoli. In particolare ribadiamo in questo documento la nostra completa avversione di fronte all’Unione Europea”

Quello che lascia perplessi, di questo partito, è in primis il fatto che ha ha avuto comportamenti non cristallini su appoggi a chi ci ha trascinato in questo disastro e che non è chiaro se la loro visione per il cambiamento sostenga che per attuarlo si debba arrivare ad una rivoluzione proletaria rifiutando un certo gradualismo che porti all’uscita dai trattati.

Ultimo ma non meno importante, residua una concezione dello stalinismo a nostro modo di vedere fuori dalla storia unitamente ad un’intransigenza che sconfina nel settarismo.

Detto questo, le domande che ci poniamo sono:

– non varrebbe comunque la pena che, in quanto partito di sinistra che vuole l’uscita dai trattati ed ha franche posizioni No Euro e No UE e quindi anche la sovranità popolare, fosse presente in Parlamento?

– pur con tutte le contraddizioni che questo partito presenta, nel caso di un ingresso in Parlamento di deputati e senatori del PC di Rizzo, è lecito pensare che potrebbe essere una reale possibilità per la sinistra di cominciare a dire qualche verità al popolo italiano, in materia UE ed euro, cominciando a scalfire anche l’egemonia del falso riformismo e dell’europeismo che permea quelle che alla fine sono diventate, nel paradosso che il solo pensarci rappresenta, sinistre di sistema?

– la posizione poco chiara del PC sulla non gradualità di un’uscita dell’Italia dalla UE, in favore quindi di quella ottenibile mediante una rivoluzione socialista, rischia di rinchiuderli in un recinto esclusivo di testimonianza o è una strada comunque che vale la pena di provare a percorrere a prescindere?

A fronte di tutto, per noi resta comunque il dato oggettivo che nel non voler scivolare nell’astensionismo o nel non voler votare turandosi seriamente il naso, pena l’asfissia, forse pensare di dare un voto a sostegno di un partito come quello guidato da Rizzo la cui posizione è francamente anticapitalista, antiliberista e antimperialista, possa valere la pena.

Rappresenta comunque un segnale netto a tutto il sistema di potere e, al tempo stesso, un erodere posizioni di quella sinistra che, al di là dei proclami, è solo interessata ad amministrare l’esistente.

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