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di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile
Movimento Essere Sinistra – MovES

 

Il fatto che la voglia di indipendentismo si espanda in Europa, è la logica risposta – da parte di chi sta pagando le politiche neoliberiste – all’asfissia che i governi centrali impongono ai popoli.
Lecito pensare che dietro questi movimenti possa esserci anche un manovratore occulto.

 

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Il punto, però, rimane.

La pressione del sistema sulle fasce più deboli è sempre più intollerabile ed è destinata a peggiorare.
Quella su un ceto medio che scivola verso la povertà non è da meno e lo dimostra il fatto che almeno da due anni, neanche avere due stipendi garantisce più, ad una famiglia media, di arrivare a fine mese.

Il vero problema in tutto questo, però, è che questi movimenti a favore dell’indipendentismo proliferano solo perchè non esiste una sinistra di classe.
Quella sinistra che si faccia rappresentante delle istanze di queste fasce sociali, le quali, pur di liberarsi dal giogo delle politiche macellaie dell’austerità, aderiscono a movimenti pseudolibertari ma che, di fatto, sono in netta relazione a nazionalismi di vario genere e forma, quindi niente che faccia ben pensare e sperare.

 

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Perchè il punto nodale, NON è il frazionamento in piccole entità ma il rafforzamento dello STATO in tutte le sue forme.

 

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La strada, dunque, è un’altra, non l’indipendentismo che non potrà mai essere la soluzione alla condizione in cui versano i popoli europei a seguito delle politiche neoliberiste della UE
La strada è quella che si riorganizzi un’autentica sinistra di classe, una sinistra antisistema, anticapitalista e antiliberista e che questa ritorni al più presto a rappresentare e ad organizzare le masse.

Null’altro che questo sconfiggerà il sistema di dominio più predatore e più subdolo che la storia dal dopoguerra ad oggi, abbia mai prodotto.