lula-brasile

 

COMUNICATO POLITICO di Dario BIANZANI per il Coordinamento Nazionale MovES

 

Brasile: Lula, la solidarietà del Movimento Essere Sinistra è un atto fondamentale e indispensabile ad un grande politico che ha tentato di cambiare il suo paese e ha elevato dalla povertà più di 10 milioni di brasiliani.

 

L’arresto di Luiz Inácio Lula da Silva, ex Presidente e futuro candidato alle elezioni presidenziali di ottobre con la certezza di vincerle, è un atto grave per le ragioni vere e per le modalità incostituzionali in cui questo atto viene compiuto.
In tutta l’America Latina è in atto una nuova Operazione Condor manovrata e gestita da poteri che ben conosciamo.

Il Brasile si trova in una situazione di regime di fatto, dopo il golpe parlamentare che ha deciso il vergognoso impeachment della Presidente Dilma Rousseff, dello stesso partito e successora di Lula alla presidenza, sostituita, il 31 agosto 2016, con il suo vicepresidente Michel Temer.

Questi ha creato un governo che ha iniziato subito facendo politiche neoliberiste molto spregiudicate con un progetto di legge di modifica costituzionale che prevede addirittura il blocco della spesa primaria dello Stato per venti anni, come del resto voleva anche il programma di Emma Bonino in Italia.

È evidente che l’arresto di Lula sia stato deciso perchè costituisce un grosso ostacolo alla restaurazione neoliberista in quanto tutti i sondaggi lo danno vincitore con un margine del 20% in più di qualsiasi altro candidato, mentre l’attuale presidente di fatto godrebbe solo del 5% delle preferenze.

L’arresto a seguito della condanna a 12 anni, è scaturito da un processo basato su prove ritenute inconsistenti per un caso di corruzione riguardante l’impresa petrolifera Petrobras e avallato dalla Corte Suprema di Giustizia.

Un atto che è contestato da molti giuristi e costituzionalisti perchè violerebbe l’articolo 5 della Costituzione brasiliana che non consente l’arresto prima che siano terminati tutti i gradi di giudizio, è stato deciso in tutta fretta proprio per impedire a Lula di presentare la sua candidatura alle elezioni.

La reazione dei brasiliani del partito di Lula e dei movimenti sociali non si è fatta attendere. Ci sono state manifestazioni immediate e ci sono già stati scontri con la polizia; i manifestanti hanno istituito nella città dove Lula è detenuto un accampamento permanente di protesta.

Intanto su proposta del premio Nobel Adolfo Perez Esquivel, argentino premio Nobel per la pace nel 1980, è iniziata una raccolta di firme per presentare la candidatura di Lula allo stesso premio Nobel per la pace.

Nessuna reazione, naturalmente dalle cancellerie delle cosidette democrazie occidentali.
Provate però a pensare, cosa sarebbe successo se il Venezuela avesse deciso l’arresto del principale candidato dell’opposizione?

Quello che è avvenuto in Brasile e anche precedentemente in Paraguay con questi golpe parlamentari sostenuti dalla magistratura e da apparati dello Stato complici perchè non modificati dai nuovi governi socialisti debbono farci riflettere sulla reale possibilità di costruire una società nuova mantenendo l’apparato pubblico preesistente.

 

Solidarietà a Lula e a tutti quei governi del cambiamento che in particolare in America Latina sono sotto attacco del neoliberismo e dell’imperialismo targato USA!
Dimensione carattere
Colors
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: