bolsonaro
di Dario BIANZANI per il Coordinamento Nazionale MovES
Elezioni presidenziali in Brasile: vince l’estrema destra neoliberista, con il candidato Jair Bolsonaro.
Ha vinto nonostante il candidato della sinistra Fernando Addad abbia recuperato nel giro di due settimane 13 milioni di voti in più nei confronti delle preferenze ottenute nel primo turno e nonostante la maggioranza degli altri candidati bocciati al primo turno abbiano deciso di appoggiare Addad come necessità di difendere la democrazia brasiliana contro il candidato vincitore.
Infatti Bolsonaro rappresenta interessi oligarchici e mediatici e, come parlamentare da ben 30 anni non ha mai fatto mistero della sua simpatia per la dittatura civico militare che ha governato il Brasile dal 1964 al 1988 sostenendo che tale dittatura avrebbe dovuto torturare e assassinare molte più persone.
Jair Bolsonaro, inoltre, si dichiara contro i diritti delle donne, i diritti delle minoranze etniche e degli omosessuali, dichiara di voler considerare le mobilitazioni dei movimenti sociali come il movimento dei senza tetto o dei senza terra, come atti terroristici. Insomma si prospetta un possibile periodo molto nero per la democrazia nel più grande Paese sudamericano.
In politica internazionale Bolsonaro intende allontanarsi dai progetti di integrazione sudamericana e probabilmente anche dal gruppo dei BRICS tornando a considerare principale alleato gli USA e assumendo come politica economica il modello neoliberista, svendendo quindi le aziende pubbliche alle multinazionali.
Pertanto, il nuovo Presidente continuerà in modo più deciso le politiche di smantellamento delle politiche sociali ottenute durante i governi di Lula e Rousseff, percorso che aveva già iniziato il presidente golpista Temer.
Nei dieci anni di governo di sinistra dal 2006 al 2016, nonostante varie contraddizioni dovute anche a necessari accordi parlamentari con altre forze, il Brasile ha conosciuto una crescita economica notevole e una redistribuzione dei redditi tale da portare fuori dalla povertà ben 39 milioni di persone. Notevoli anche i passi che si erano fatti dal punto di vista dell’istruzione per tutti.
Bolsonaro ha vinto facendo una campagna di diffamazione pesante sulla rete contro gli avversari e con il sostegno aperto dei principali mezzi di informazione come l’influentissimo gruppo Globo e utilizzando la tecnica di non partecipare ai dibattiti elettorali e di non esplicitare mai il suo vero programma elettorale. Anche dopo la vittoria non si è presentato davanti ai sostenitori ma ha tenuto un brevissimo discorso da casa sua su Facebook.
La sconfitta della sinistra va imputata anche a un cronico vizio delle sinistre in gran parte del mondo, quello di non saper costruire una piattaforma di mezzi di informazione amici e non è da escludersi che, probabilmente, questo in Brasile avrebbe fatto la differenza.
Naturalmente i primi a congratularsi con Bolsonaro sono stati i Presidenti neoliberisti di Argentina, Cile e Paraguay.
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