ilva

 

 

di Fabio BARGAGNA – Coordinatore Nazionale MovES
per il Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra [MovES]

Il Coordinamento Nazionale del MovES, è concorde nel riconoscere che questo accordo non si muove in direzione della rinazionalizzazione dei comparti strategici del Paese, poichè pone l’ILVA nelle mani del privato ma ritiene che in questa fase storico-politico-economica, alla luce degli ultimi trent’anni – seppur non rappresenti la scelta cui la nostra visione politica mira – sia comunque un primo e fondamentale passo.

 

Dopo appunto trent’anni di governi che hanno avviato il paese alla deindustrializzazione e alla macelleria sociale voluti dal sistema neoliberalista, non si può non constatare che questo risultato sia essenziale innanzitutto nei confronti della difesa dei posti di lavoro e per iniziare a rompere la narrazione del sistema oltre che nel dimostrare agli italiani che una diversa politica sull’occupazione si può attuare.

NON È IL NOSTRO GOVERNO, teniamo a ribadirlo, ma questi passi restano comunque fondamentali.
Specie considerando quanto ottenuto dal Ministro Di Maio, rispetto al suo “collega” Carlo Calenda.

Infatti, ad accordo firmato, si tirano finalmente le somme e, le differenze, tra quanto fatto (e non fatto) da Calenda e, quanto fatto in più da Di Maio non sono affatto di poco conto.

Mesi di trattative di Calenda al Mise confluite nel piano presentato il 10 maggio e subito bocciato dai sindacati con 10.000 assunti, circa 1.500 travasati nei lavori di bonifica e circa 2.000 “scivolati” con l’esodo volontario (il cui costo per il contribuente sarebbe stato di almeno 200 milioni).
Per i rimanenti… restavano solo le promesse di Calenda e degli indiani di ArcelorMittal su altre assunzioni in 5 anni.

Di Maio è riuscito ad ottenere 700 posti di lavoro in più (o 200 volendo considerare impegnativa una semplice promessa scaturita dall’ultima trattativa con Calenda…) ma, quello che più conta e che la stampa di regime ha volutamente minimizzato, è che queste assunzioni vengono effettuate con le tutele dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

A parere di chi scrive anche questa è una vittoria importantissima che andrà a costituire il primo vero precedente contro la filosofia neoliberista introdotta con il Jobs Act (inglesismi a parte: Legge sul Lavoro di Renzi per conto della UE).

 

Di Maio, però, ha ottenuto una vittoria anche su un altro fronte: la piena risoluzione di tutti i dipendenti ex Illva.

 

Scompare la società mista (con la partecipazione del Tesoro) per i lavori di bonifica che, non sono uno scherzo e non possono essere considerati un mero riciclaggio di forza lavoro ma, richiedono mano d’opera specializzata.
Quindi gli ultimi 2.500 addetti avranno l’esodo volontario (100.000 euro a testa) che sarà finanziato dall’affitto che il gruppo indiano pagherà annualmente.

Il capitolo della bonifica ambientale, invece, è la nota alquanto dolente anche se è stato ulteriormente compresso a 30 mesi da Mittal e quello che servirà sarà una sorveglianza continua più sulla qualità della bonifica che sul resto.
Va comunque detto che l’impostazione data da Calenda alla gara, avrebbe comportato seri rischi se questa fosse stata annullata senza i termini di legge.
Nel caso di un ricorso al TAR da parte di Mittal, le possibilità di vincere e poi dettare le condizioni per assorbire l’ILVA, sarebbero state altissime e il governo insieme ai lavoratori, completamente esautorati di ogni potere contrattuale.
Resta comunque imprescindibile pensare ad un piano industriale, per il nostro paese, specialmente in aree di elevato interesse paesaggistico, che vada verso uno sviluppo sostenibile se si vuole davvero superare la visione capitalistica dell’economia.

Intanto anche il sindaco di Taranto (contento per il gettito fiscale assicurato dal mantenimento dell’operatività dell’acciaieria) ha manifestato il proprio assenso.

I sindacati approvano, Landini approva e Bentivogli approva. Un bravo, dunque, all’ex steward del San Paolo, Luigi Di Maio.
Ah, dimenticavo, Michele Emiliano approva?

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