potere-popolo

 

 

COMUNICATO POLITICO del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA MovES

 

Come abbiamo ampiamente detto, al percorso di costituzione della lista Potere al Popolo eravamo presenti e, oltre a non condividere alcune posizioni politiche essenziali, anche per quanto abbiamo visto accadere abbiamo deciso di non aderire.

In buona sostanza e sintetizzando molto, considerato che abbiamo spiegato dettagliatamente a dicembre, qui di seguito i punti di rilievo che ci hanno portato a decidere di rinunciare a tutto il lavoro fatto nell’arco di quattro mesi:

– l’idea di un coordinamento politico è stata da noi proposta al PCI (con cui avevamo avuto un incontro ai primi di agosto dietro loro richiesta) ed accettata con vivo interesse; ad aderire al suddetto coordinamento si era dichiarato interessato anche Risorgimento Socialista; entrambi i partiti hanno sempre concordato ampiamente con noi, su visione, obiettivi e metodo per dare vita ad un’entità che avesse come punto di ripartenza la POLITICA e NON le elezioni; si è continuato comunque a lavorare tutti per ampliare il fronte dei partiti e degli organismi che potevano essere interessati ad aderire;

– verso novembre anche Eurostop aveva deciso di partecipare ma a quel punto è entrato in campo anche PRC lasciato fuori dal Brancaccio; alla prima riunione collettiva cui Rifondazione ha partecipato (FINE NOVEMBRE 2017) Acerbo si è presentato con l’ex OPG che nel frattempo aveva dichiarato di volersi mettere in gioco; Acerbo ha parlato SUBITO di Potere al Popolo e presentato NOME, SIMBOLO e PROGRAMMA come se da mesi avesse coordinato proprio PRC la gestazione della coalizione di cui parliamo;

– a quella riunione ne sono seguite altre e TUTTE le forze che oggi sono entrate in Potere al Popolo, in quel passaggio avevano dichiarato di non essere in sintonia con metodi, visione, linea politica, riproposizione di una vecchia concezione della politica stessa da parte di PRC; in capo a due settimane, invece, si è arrivati alla riunione decisiva dove PUR di partecipare alla lista, dopo aver dichiarato di continuo che l’obiettivo per tutti non fosse il voto, Eurostop ha rinunciato a 2 sui suoi 3 NO, il PCI ha rinunciato persino al simbolo che, a detta del segretario Alboresi era una richiesta imprescindibile per mandato della base, e Risorgimento Socialista ha rinunciato ai temi no UE cui era particolarmente interessato; il programma proposto da PRC e OPG, infine, di fatto è risultato essere NON modificabile nei suoi punti essenziali e OPG non ha fatto alcun passo indietro rispetto alla volontà di avere nome e simbolo come definiti; NON c’è stata quindi volontà di mediazione;

A fronte di tale costruzione e di tali inversioni di rotta da parte di forze che per mesi non hanno fatto altro che dire e ribadire la loro assoluta determinazione a fare un percorso di reale cambiamento e di superamento delle logiche partitiche ed elettoralistiche, a fronte di una visione politica TOTALMENTE antitetica a quanto ci siamo dati noi del MovES, il Collettivo Nazionale del MovES, riunito dal Coordinamento Nazionale, ha deciso di non aderire.

E arriviamo all’oggi.
Nel corso di questi mesi abbiamo potuto rilevare che la scelta di non entrare in Potere al Popolo sia stata la scelta giusta proprio alla luce di quanto emerso ripetutamente dai punti programmatici di Potere al Popolo. Tali punti non ci sono mai sembrati capaci di rappresentare un reale cambiamento in quanto solo sommatoria che appare come la volontà di accontentare tutte le parti politiche aderenti alla lista, ma di fatto punti slegati tra loro (l’abolizione del 41bis lo dichiara espressamente); per la riconferma che le posizioni di Potere al Popolo sono le stesse di quella sinistra che fiancheggia la UE da oltre vent’anni, che pratica il cosmopolitismo così caro al sistema neoliberista e perchè è sempre più evidente che si mira alla ricostruzione di un’entità politica modello “Altra Europa per Tsipras”.

Soprattutto NESSUNO di Potere al Popolo in questi mesi HA DETTO, HA SCRITTO la sola cosa che si dovrebbe dichiarare in un programma: COME REPERIRE LE RISORSE per attuare il programma che presentano.

Si sono riconfermate quindi: la visione europeista, il cosmopolitismo, il non interesse alla sovranità, l’assenza di un programma economico di rilievo capace di andare al di là degli enunciati e le posizioni che rivolgono la propria attenzione soprattutto ai diritti umani (si vedano le dichiarazioni su GPA e prostituzione di alcuni candidati che COMUNQUE rappresentano tutto Potere al Popolo) senza poter invece incidere in quelli sociali.

Ultimo, ma non meno importante, ci ha sempre fatto MOLTO pensare come possa stare insieme una coalizione che al suo interno ha due posizioni politiche FRANCAMENTE DIFFERENTI: quella EUROPEISTA e quella NO UE e NO Euro.
Tali visioni sono tutt’altro che dettagli perchè il discrimine tra cosa consentirà a questo paese di cambiare davvero, è TUTTA contenuta in questa visione, anche se ai più apparirà marginale non avendo individuato il vero nemico dell’occuopazione e della giustizia sociale in questo paese.

Dentro la gabbia dell’euro, MAI ci sarà la possibilità di nazionalizzare le banche, di nazionalizzare i comparti strategici, di provvedere alle misure d’emergenza occupazionale a livello nazionale e soprattutto locale, di superare il pareggio di bilancio, di FAR ATTUARE la Costituzione e soprattutto di riportarla alla sua dignità che l’aver aderito a Maastricht e al resto dei trattati le ha tolto, di risanare i danni profondi che sono stati inflitti alla classe lavoratrice, alla scuola, al sistema pensionistico, alla sanità, alle donne, all’ambiente e ai giovani.

SENZA SOVRANITÀ L’ITALIA RIMANE NÈ PIÙ NÈ MENO UNA COLONIA QUALE È OGGI.

Ultimo ma non meno importante, il 18 febbraio è stato presentato PARTE COSTITUENTE nel cui Manifesto è dichiarato espressamente che Potere al Popolo convergerà in questo organismo e che gli obiettivi sono quelli di creare un contenitore che guardi ad una parte di Sinistra Italiana, a fuoriusciti dal PD, che guardi alla UE e che ha come riferimento il GUE.

Il Manifesto e il programma del MovES, frutto di una discussione, di un confronto e di una elaborazione COLLETTIVA tra iscritti e simpatizzanti durata mesi, guardano in tutt’altra direzione.
Quella dei bisogni e delle risposte CONCRETE e REALIZZABILI da dare alle classi subalterne che maggiormente sono colpite dall’aggressione del sistema e a tutti.

A nostro modo di vedere, NON è con una elezione che si POSSA CAMBIARE un paese.
L’elettoralismo e il leaderismo si instaurano e prendono piede QUANDO VIENE A MANCARE UNA PROPOSTA PROGRAMMATICA seguita dall’AZIONE.

Noi siamo invece convinti che solo partendo dal principio che vada restituita dignità alla politica tramite l’attuarla con le persone, che il solo modo in cui la sinistra torni ad essere se stessa, è ancora la strada, è a fianco delle persone, che solo così potrà esserci la possibilità di generare la risposta necessaria a ricreare coscienza e sapere politici nella massa, FONDAMENTALI per attuare il cambiamento di cui il Paese ha estremo bisogno.

Forse dovremmo ripeterlo come un mantra, tutti quanti: il voto può essere SOLO LA FINE di un percorso, NON l’inizio acchè il cambiamento avvenga al fine di dare davvero potere al popolo.
Proviamo almeno a ricordarcene.

Dimensione carattere
Colors
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: