COMPRARE UN BAMBINO E CHIAMARLO DIRITTO

COMPRARE UN BAMBINO E CHIAMARLO DIRITTO

pancia_bambino

 

 

di Ivana FABRIS – Coordinatore Nazionale Responsabile MovES

 

Per un bambino, la madre è il legame col mondo.
Se la madre è amorevole, contenitiva, rassicurante, allora lo sarà anche il mondo.
Ma una madre che abbandona o che affitta il suo utero vendendo suo figlio, che immagine genererà del mondo, in quel bambino?

Senza entrare questa volta nel merito dello sfruttamento del corpo della donna, non sarebbe male – prima di parlare di diritto alla GPA (gestazione per altri o utero in affitto che dir si voglia) – pensare a quell’essere umano che nasce.

A tutti fa impressione quando i media raccontano di un bambino abbandonato mentre la GPA, no.

Perchè? Perchè ci appare come rassicurante l’idea che una donna in difficoltà economica non debba lasciarlo in strada.
Se per farlo quella donna arrivi a sottoscrivere un contratto per cedere suo figlio ad una coppia che non può averne, poco conta.
Se nel farlo quella donna sarà due volte sfruttata e punita, poco conta. Punita prima dal sistema perchè è povera e deve rinunciare a suo figlio. Punita poi anche da chi avalla una simile atrocità.
Qualunque cosa pur che la nostra ansia e il dispiacere per quel bambino abbandonato, si plachi, anche anteporre NOI stessi e il nostro benessere – da spettatori – a quello del bambino.

Beh, non cambia NIENTE.
Anzi, è doppiamente aberrante.
Quello sarà comunque un bambino abbandonato e per giunta venduto.

Di fatto è così.
È una pratica a dir poco MOSTRUOSA, una pratica narcisistica che soddisfa la frustrazione di non poter generare figli propri e GUAI a parlare di dono, perchè tutto ciò che è regolato dal denaro NON È UN DONO, tantopiù d’amore.
Non c’è nessun amore nel togliere ad una donna suo figlio solo perchè abbienti economicamente al punto di poterlo comprare.

È una distorsione grave della percezione della realtà che solo pretestuosamente parla di diritti civili mentre viola i diritti UMANI di madre e figlio.

Una pratica che mistifica liberismo con libertà.
Una pratica che compie la più grande violenza possa esistere nel sancire definitivamente che l’essere umano è SOLO MERCE.

Il legame tra madre e figlio esiste e dura per sempre.
Averne rispetto e averlo di quella persona che sta nascendo, è un atto dovuto.
Soprattutto al bambino ma conseguentemente anche all’umanità intera.
Gramsci e l’utero in affitto

Gramsci e l’utero in affitto

Antonio Gramsci

Il dottor Voronof ha già annunziato la possibilità dell’innesto delle ovaie.
Una nuova strada commerciale aperta all’attività esploratrice dell’iniziativa individuale.
Le povere fanciulle potranno farsi facilmente una dote.

A che serve loro l’organo della maternità?
Lo cederanno alla ricca signora infeconda che desidera prole per l’eredità dei sudati risparmi maritali.
Le povere fanciulle guadagneranno quattrini e si libereranno di un pericolo.

Vendono già ora le bionde capigliature per le teste calve delle cocottes che prendono marito e vogliono entrare nella buona società.

Venderanno la possibilità di diventar madri: daranno fecondità alle vecchie gualcite, alle guaste signore che troppo si sono divertite e vogliono ricuperare il numero perduto.

I figli nati dopo un innesto? Strani mostri biologici, creature di una nuova razza, merce anch’essi, prodotto genuino dell’azienda dei surrogati umani, necessari per tramandare la stirpe dei pizzicagnoli arricchiti.

La vecchia nobiltà aveva indubbiamente maggior buon gusto della classe dirigente che le è successa al potere.

Il quattrino deturpa, abbrutisce tutto ciò che cade sotto la sua legge implacabilmente feroce.

La vita, tutta la vita, non solo l’attività meccanica degli arti, ma la stessa sorgente fisiologica dell’attività, si distacca dall’anima, e diventa merce da baratto; è il destino di Mida, dalle mani fatate, simbolo del capitalismo moderno.

Antonio Gramsci

Dimensione carattere
Colors