LA VERITA’ E’ RIVOLUZIONARIA

LA VERITA’ E’ RIVOLUZIONARIA

Antonio Gramsci

di Ivana FABRIS

La situazione politica del nostro paese, nel pensiero comune di chi si definisce di sinistra è la stessa per cui abbiamo il cancro e neghiamo di averlo perchè riteniamo di essere così preparati in campo medico da poter fare un’autodiagnosi che escluda a priori che il nostro problema sia avere una malattia oncologica.

Oppure siamo medici pietosi che al nostro paziente NON lo diciamo di avere il cancro, per paura che si spaventi e fugga via.

Ma non solo. Siccome ci sentiamo impotenti davanti alla malattia che avanza e siccome ci sentiamo troppo deboli per sconfiggerla da soli, chiamiamo ogni possibile medico e mettiamo in campo alla rinfusa una serie di presidi medici e di terapie ormai superate e inefficaci perchè così ci sembra di fare massa critica contro la malattia.

Questo è più o meno il quadro di chi afferma che la UE e l’euro non siano un problema o di chi sostiene che non vada detto perchè una sinistra che afferma un simile concetto perde voti o di chi non vuole neanche lontanamente considerare che il problema che vive il nostro paese richieda un’analisi approfondita e di conseguenza un’azione mirata ad un reale superamento.

Il paragone tra dire o non dire di essere antieuro e contro la UE o di dire uniamoci a prescindere e l’esempio sul cancro, calza a pennello, non crediate…

Da ormai oltre 30 anni la medicina SA che per ottenere la giusta reazione il paziente debba essere messo al corrente delle sue reali condizioni di salute.

Lo stesso vale per chi non vuole sapere e crede di avere sufficienti strumenti per controllare la sua salute.

Peggio ancora chi crede che unendosi a prescindere da quello che si è e si vuole, a prescindere dalla visione e dalla realtà di fatto, basti a superare un problema così grave e ormai così dentro il sistema Stato. Neanche ci si rende conto che chi ci sta dominando cresce esponenzialmente e si rafforza con questo metodo.

Poi, certo, affermerete che per quanto riguarda la UE e l’euro siamo nel campo delle opinioni ma spiace smentirvi, non è così.

Quando si parla di euro e di UE, è di fatti comprovati che si parla, di studi eseguiti, di prove evidenti che si possono tranquillamente paragonare alla scientificità di una diagnosi strumentale così come avviene in campo medico per determinare la malattia e il grado di mortalità.

Dunque, quello sprovveduto romanticone di Gramsci, affermava che la VERITA’ E’ RIVOLUZIONARIA giusto perchè gli piaceva l’idea e perchè gli piaceva il suono della sua voce nel pronunziare questa frase.

O invece lo affermava perchè sapeva perfettamente che solo la COSCIENZA DELLA PROPRIA CONDIZIONE (e questa la determina solo la verità) genera un cambiamento rivoluzionario?

E giova ricordarlo, rivoluzione non significa come tanti pensano, imbracciare le armi.
Significa cambiamento RADICALE.

Significa rovesciamento di un intero sistema di potere.

Pertanto, quando si afferma che non bisogna dire che si è a favore dell’uscita dall’euro e dalla UE, o si crede che non sia quella la soluzione e qui torniamo all’autoreferenzialità delle proprie opinioni a scapito di studi e dati, di documenti e prove tangibili di chi è addentro alla materia economica, o ci si è dimenticati del fatto che ESSERE di SINISTRA implica la LIBERAZIONE delle MASSE dalla SCHIAVITU’ attraverso la consapevolezza della VERITA’.

Ma come crediamo possibile, quindi, smuovere le persone dal loro immobilismo se non si dice la verità?

Come crediamo di cambiare quelle politiche di dominio se non sappiamo chi ci domina e perchè?

Inoltre, spiace dirlo, ma la gente “comune” che non è politicizzata dal centrosinistra, dell’euro e della UE se ne infischia bellamente e sa GIA’ che il sistema euro e la UE sono CONTRO i bisogni della gente.

Non ci rendiamo conto che affermare che non si debba dire usciamo dall’euro e dalla UE, pur essendo favorevoli a farlo, alimenta il sistema che ci sta distruggendo.

Non ci rendiamo neanche conto che portiamo avanti la legge dei numeri, dell’eleggibilità, contro la politica DA FARE sui territori per riportare la gente a CREDERE nella POLITICA.

Non ci rendiamo conto che NON cambi un paese devastato in 30 anni, con un nuovo schieramento che NON FA POLITICA ma che ne parla come fosse un’entità sovrannaturale che discende da una galassa aliena e risolve ogni cosa.

Non ci rendiamo conto che quello che è stato devastato in 30 anni si è reso possibile SOLO PERCHE’ LA MASSA NON HA PIU’ POTUTO FARLA QUELLA POLITICA che la sinistra ha sempre fatto.

Non ci rendiamo dunque conto che SOLO ripartendo a lavorare si potrà cambiare davvero e che richiede TEMPO, che le ammucchiate a sinistra se non partono da un Manifesto condiviso, da un programma condiviso, NON lavorano per il paese e per la gente comune ma solo ed esclusivamente per il sistema partitico che conosciamo e che non condividiamo.

Adesso è il momento di cominciare a dirsi qualche verità scomoda e anche di scontrarci se necessario, ma soprattutto di leggere e approfondire, di dotarci di quel SAPERE che 30 anni di centrosinistra che ci ha indotto a lasciare la politica attiva sui territori, ci HANNO TOLTO.

Poi ognuno rimarrà delle sue opinioni, ma DUBITARE e INFORMARSI prima, è d’obbligo.

Nelle sezioni si è SEMPRE fatto. Da che abbiamo perso la parte attiva della politica, abbiamo perso ANCHE IL SAPERE dell’essere di sinistra.

Siamo colonizzati ma non ci vogliamo credere.

Forse è arrivato il tempo di sapere se non vogliamo morire come accade in Grecia.

Credete davvero che se i greci avessero saputo a gennaio 2016 che fine gli sarebbe toccata stando dentro la UE e l’euro, non avrebbero voluto uscire?

Tsipras e tutta Syriza NON DISSERO MAI la verità al popolo greco.

I risultati di questa scelta politica sono sotto gli occhi di tutti.

La denunciamo e ci indigniamo ma poi?

Poi se si dice usciamo, ancora troppe persone sono terrorizzate e condizionate dalla propaganda del centrosinistra e rifiutano a priori la possibilità di esser state manipolate dal PD, da PRC, ieri, da SI e da Alleanza Popolare oggi.

Eppure è accaduto, perchè se il 44% della popolazione italiana ha votato PD, significa che il potere manipolatorio di quel partito esiste e che se PRC e tutti gli altri che oggi propugnano la teoria fantasmatica di cambiare da dentro un sistema di potere che non andrebbe giù neanche facendo saltare il parlamento europeo, riescono ad avere consensi senza dire la verità, significa che siamo manipolabili più di quanto crediamo.

La propaganda ci induce a pensare in una certa ottica.

Il condizionamento è tale per cui anche se tutto è palese ed evidente, alla verità noi non vogliamo credere.

Far nascere un dubbio, è il primo e fondamentale passo per capire la realtà storica che viviamo e quindi per salvarci.

Su questo dovremmo ragionare.

SIA CASA O SCIALUPPA, LA SINISTRA DEVE ESSERE AFFIDABILE

SIA CASA O SCIALUPPA, LA SINISTRA DEVE ESSERE AFFIDABILE

Costruire nave

di Gualtiero VIA

Molte persone in queste settimane stanno guardando con grande fiducia al ruolo e alla proposta rappresentate da Anna Falcone nel tentare di unire le forze a sinistra del PD.

Se ne sta discutendo – di questo ma anche di molto altro – anche nel Movimento Essere Sinistra (MovES), alle cui posizioni mi sento particolarmente vicino.

In più di un caso ho visto come le qualità personali e la competenza di Anna Falcone siano avvalorate come garanzia dell’affidabilità del suo tentativo.

Dirò, su questi argomenti, alcune cose di cui mi sono in questi anni convinto.

Lo so che ad avanzare riserve su un progetto di unità della sinistra è facilissimo essere etichettati come “duri e puri a cui non interessa vincere”. Chi mi conosce saprà se sono così etichettabile. Quelli a cui non interessa ragionare possono fermarsi qui.

Tutti/e le/gli altri/e spero vorranno continuare a leggere.

Una premessa: a me della “unità dalla sinistra” in sé e per sé non importa più nulla. NULLA.

Mi può interessare se essa è (o diventa) un mezzo efficace per le battaglie cruciali, urgenti, necessarie che incombono.

Queste battaglie secondo me sono: creazione di posti di lavoro (veri), uscita dal fiscal compact e dall’euro e comunque dall’austerità, giustizia sociale, rilancio del pubblico, ambiente, pace (vera). Mi fermo (tralascio ricerca e istruzione e altre cose), spero che ci capiamo.

Su tutto e tutti, rispondere a quella che chiamo crisi educativa e morale.

Allora, dicevo che non trovo decisivo l’argomento che il proponente di un progetto (idea, appello, ecc.) è molto credibile, stimabile professionalmente, ecc.

Mi darete ragione, spero, se ricordo che la competenza in un campo specifico, da specialista, da sola non garantisce nulla. Lo dice l’esperienza.

Dirò una cosa che forse a qualcuno potrà suonare bestemmia, ma la politica è una tecnica e uno specialismo, molto specifici l’una e l’altro. Aggiungo subito: NON E’ SOLO QUELLO. Però quello è, intanto.

Uno dei pregi assoluti, a mio personale parere, del MovEs, che io ho scoperto da poco, è che mantiene (o rimette in auge) la elementare, normale razionalità politica, come metro di valutazione di cose, situazioni e proposte.

I motivi per cui imprese varie e diverse, degli ultimi decenni, non potevano che naufragare, erano ovvi e banali.

Girotondi, referendum dai quesiti ipertecnici e in realtà, effettivamente, toccanti cose marginali, unità finte volute da piccoli gruppi di leader in realtà esausti, vagheggiate “unità” o volontaristici collegamenti fra lotte territoriali, ciascuna, specifica e particolare, magistrati prestati alla politica con improvvisazione e superficialità assolute… Mi fermo per carità di patria.

Una tenda, un riparo improvvisato, si arrangia come si può e dove si può, e si fa prima a farlo che a parlarne.

E passata la notte lo si disfa, o abbandona.

Non così, però, una casa. Non così una scialuppa, se ci si deve affrontare il mare aperto.

Che sia più casa o scialuppa quello che dobbiamo costruire dobbiamo capirlo insieme, ed è cruciale, ma quale che sia la risposta, dev’essere un qualcosa in cui crediamo davvero, tutti/e, e che potremo non solo sentire nostro, ma in cui potremo sentirci in piena coscienza di invitare tanti, tanti, tanti altri/e, chiunque si renda disponibile.

Per questo le scorciatoie non esistono.

Una casa sta in piedi e offre riparo o no.

Una scialuppa tiene il mare ed è ben governabile o no.

In questo, i materiali e il progetto sono decisivi. E’ così.

La realtà funziona così. La vita funziona così. Quando dico che la politica è “una tecnica” è questo che intendo.

Una cosa può funzionare quando i suoi materiali e il progetto con cui è realizzata danno affidabilità, non quando una persona onesta, ma non strettamente qualificata (come leader politico, dico), per buona volontà e ottimismo ce la consiglia.

Dobbiamo essere molto esigenti, intanto con noi stessi, perché poi verremo richiesti di affidabilità da chi non conosciamo, da chi è diverso da noi, da chi è distante da noi (se ciò non avvenisse vorrebbe dire che non riusciamo ad uscire da recinti limitati, penso io).

L’ho fatta troppo lunga, scusatemi.

Queste cose dobbiamo dirci e chiarirci, credo, con grande onestà.

Amicus Plato, sed magis amica veritas.

NEOLIBERALISMO, UNA SSTORIA DI MORTE E DISTRUZIONE

NEOLIBERALISMO, UNA SSTORIA DI MORTE E DISTRUZIONE

Charlie Gard

di Ivana FABRIS

Charlie Gard, un bambino inglese affetto da una patologia rara, DEVE MORIRE.

Una disoccupata si dà fuoco ieri, un altro si è impiccato pochi giorni fa.

Anch’essi non meritavano il diritto all’esistenza, esattamente come Charlie.

La corte inglese ha deciso che Charlie Gard non meriti di essere curato e che quindi non gli venga più prestata assistenza fino a che non sopraggiunga la morte.

La Commissione Europea decide quali investimenti possiamo fare e quelli in favore dell’occupazione non sono previsti.

I genitori sono ricorsi alla Corte di Strasburgo che ha confermato la decisione.

Benvenuti nell’Europa dei diritti e dei popoli, care signore e signori.

Questa è la vostra UE riformabile da dentro.

Questa è la UE che decide chi vive e chi muore, per una malattia rara o perchè troppo vecchio per aver diritto a cure che comportano dei costi.

La UE che è causa PRIMARIA della disoccupazione che genera una disperazione tale da costringere sempre più persone a togliersi quella vita che ormai per lo Stato non vale PIU’ NULLA.

Siamo al Nazismo conclamato: vivono solo i sani perchè tutti gli altri sono un costo per i bilanci degli stati dissanguati dal neoliberalismo.

Hanno diritto a campare solo i ricchi o i benestanti perchè il sistema neoliberalista ha deciso che tutti gli altri siano tranquillamente sacrificabili.

Discutiamo di diritti civili, giustissimo, ma lo facciamo senza renderci conto che sono negati i DIRITTI PRIMARI all’esistenza.

Non stiamo regredendo all’inizio del ‘900 ma prima ancora, ad un’epoca oscura quale il Medioevo e addirittura invocando di avere più aguzzini con la pia illusione di poter cambiare un sistema spietato e feroce da dentro.

A questo proposito gioverebbe che ci diceste anche COME, perchè al di là del proclama così romantico e visionario e troppo spesso anche ideologico, poi non c’è costrutto, neanche una parvenza.

Intanto la Ministra Lorenzin, già nel 2014, esaltava il sistema sanitario americano dicendo che deve essere il modello da seguire.

Quel sistema per cui se hai più di 75 anni e hai un bel cancro alla prostata decide che non sei meritevole di un certo percorso terapeutico ma ti obbliga ad un altro che comunque ti espone maggiormente a mettere a rischio la tua vita.

Quel sistema che decide chi ha i PARAMETRI che richiedono l’investimento di denaro da parte del Sistema Sanitario.

Complimenti a tutti quelli che “ci vuole più Europa”, a quelli che “soli non ce la possiamo fare”, a quelli che “bisogna lottare per un’Europa diversa” che ci consegnano inermi ad un sistema che farà una strage che i libri ricorderanno come peggiore persino della Shoah.

In Europa i poveri sono oggi oltre gli 85 MILIONI e sono destinati a crescere con una rapidità che fa orrore.

Spiacente, è per l’Italia che bisogna lottare.

E’ per la sua LIBERAZIONE dal colonialismo europeo e più specificatamente ordoliberista (è la Germania a dettare le regole) cui si deve mirare.

Prima pensiamo a liberare noi dal giogo che porterà a brevissimo a mietere altre nuove e continue vittime e DOPO ci preoccuperemo su che Europa dovremo essere.

Sostenere chi commette crimini contro l’Umanità è uguale ad essere complice del sistema e della propaganda del centrosinistra che ha manipolato profondamente le menti di troppe persone.

Non si può cambiare l’Europa se prima non si riafferma il diritto di OGNI POPOLO alla propria AUTODETERMINAZIONE proprio perchè senza poter decidere del NOSTRO FUTURO non potremo MAI PIU’ decidere del futuro di niente e di nessuno.

Dimensione carattere
Colors