2018: ELEZIONI IN ITALIA E PANICO FINANZIARIO SUI TITOLI DI STATO E SULLE BANCHE

2018: ELEZIONI IN ITALIA E PANICO FINANZIARIO SUI TITOLI DI STATO E SULLE BANCHE

onde agitate

di Alfredo SPANO

Cosa succederà nel 2018?

Intanto, a gennaio terminerà il cosiddetto “Bazooka” di Draghi, il QE della Banca Centrale Europea che acquista i titoli di Stato italiani rimasti invenduti sul mercato, consentendo al nostro Paese di finanziarsi.

Poi, tra febbraio e marzo, si dovrebbe finalmente votare, ma quasi certamente sarà molto difficile formare maggioranze parlamentari e governi stabili e duraturi.

A causa di questi due fattori congiunti, in primavera saremo quindi pesantemente attaccati dalla speculazione finanziaria sui nostri titoli di Stato: lo spread salirà alle stelle e tornerà la questione del vincolo esterno, cioè dell’impossibilità per l’attuale classe politica di uscire dalla gabbia neoliberista imposta dai Trattati dell’Unione Europea.

Se a questo aggiungiamo la scarsa capacità di tenuta di molte banche italiane, la cui pancia è piena di crediti deteriorati, la situazione si prospetta veramente grave: sarebbe ora che le sinistre antagoniste iniziassero seriamente a riflettere su questo scenario se vogliono farsi trovare pronte e suggerire le più opportune soluzioni ai gravi problemi che si annunciano.

D’ALEMA: ULTIMA CHIAMATA PER UNA POLITICA MORTA

D’ALEMA: ULTIMA CHIAMATA PER UNA POLITICA MORTA

Berlusconi e D'Alema a Porta a Porta

di Ivana FABRIS

Solo lui, solo il leader Maximo poteva avere l’ardire di fare le affermazioni contenute nell’articolo del Manifesto.

L’ultima chiamata per la sinistra? Quale sinistra, Massimo?

La TUA sinistra, quella fatta a tua immagine e somiglianza, quella che fa accordi sottobanco, quella che maneggia a suo piacimento, quella che inganna e sfrutta ancora il sentimento della base per il proprio particolare interesse, quella che distrugge i diritti dei lavoratori perchè la tua razza politica li ha venduti al capitalismo finanziario?

Spiacenti, questa sinistra, Massimo, non ci riguarda perchè NON è sinistra.

Da comunisti a liberisti è un film dell’orrore che se solo qualcuno ce lo avesse spoilerato 30 anni fa non ci avremmo creduto.

E ancora insisti, insisti e spargi mistificazioni di ogni genere com’è contenuto in questa dichiarazione che hai rilasciato.

Estremismo al Brancaccio…se non ci fosse da piangere, visto il dramma che vive il paese, dramma che avete generato tu e i tuoi degni compagni di partito ex comunisti come te, ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere.

Eppure Fassina vi lancia ancora un’ancora di salvataggio mentre la Storia sta per condannarvi definitivamente al rango dei peggiori traditori delle classi lavoratrici che questo paese abbia mai conosciuto.

Quel Fassina che tanto hai denigrato, adesso ti fa comodo perchè apre a te, a Gotor (l’uomo dei voucher) e tutti i pisapiani di renziana genìa, in nome di una presupposta unità.

Sì, l’unità della sinistra con cui vi riempite la bocca e incaprettate ancora migliaia di persone che la inseguono come un miraggio che vi servirà unicamente a garantire voi stessi e il PD alle prossime politiche.

Tu la sinistra, Massimo, neanche te la ricordi.

Ma neanche lei (a parte i tuoi fan e le tue groupie) ricorda te, se non per quella firma da segretario sulle tessere della FGCI del tempo che fu, trampolino di lancio verso il firmamento liberista che oggi ti vede burattinaio indiscusso di un’altra tra le più vergognose operazioni.

Insomma, è l’ultima chiamata per te e NON per la sinistra dato che di sinistra non è rimasta parvenza nella tua visione politica se mai c’è stata, quindi perchè dovresti smentirti?

Sta sereno, Massimo, ti smentiremo noi tutti che non abbiamo MAI dimenticato cosa significhi essere dalla parte della giustizia sociale e contro il capitale, qualunque esso sia.

ATTUARE LA COSTITUZIONE? MOLTO BENE. E ALLORA PENSIAMO A COSA FARE COI TRATTATI UE CHE VANNO CONTRO DI ESSA

ATTUARE LA COSTITUZIONE? MOLTO BENE. E ALLORA PENSIAMO A COSA FARE COI TRATTATI UE CHE VANNO CONTRO DI ESSA

Come uscire dall'euro

di Fiorenzo MEIOLI

Senza la capacità di rimettere in discussione la relazione fra Italia, eurozona ed Unione Europea, sarà complicato costruire una sinistra in grado di rimettere al centro il lavoro come recita la nostra Costituzione e di superare il centrosinistra degli ultimi 30 anni.

L’Art.1 della nostra Costituzione dice che “l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro” che sostanzialmente vuol dire che il lavoro costituisce l’interesse fondamentale, compresa la sua dignità.

E’ una chiara presa di posizione verso gli interessi dei più deboli, perché i più forti, pensavano i nostri Costituenti, a tutelarsi sono in grado da sé.

Insomma, a sinistra si deve prendere atto che l’Italia fa parte però di un assetto europeo basato sulla competizione del mercato, l’esatto contrario di ciò che invece recita la nostra Costituzione alla quale pensiamo come un punto di riferimento.

Se la sinistra non affronta questo nodo politico, come, ad esempio, si debba riconquistare una quota di sovranità in tema di politica economica e sociale, senza fare chiarezza sulla moneta unica che si è trasformata in uno strumento della vittoria del neoliberismo, nessun progetto a sinistra avrà unità e credibilità.

ANCHE LE FORMICHE (E LE CICALE) NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO

ANCHE LE FORMICHE (E LE CICALE) NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO

Carrello spesa

di Maria Emanuela MASSARI

Mi son davvero stancata di sentirmi ricordare che io, in quanto italiana, ho vissuto sopra le mie possibilità, che devo accontentarmi di una pensione contributiva perché, a suo tempo, i miei genitori hanno percepito pensioni retributive e via di questo passo, chi più ne ha, più ne metta.

Il debito pubblico insostenibile è una ottima scusa per toglierci il welfare e i diritti sociali, gli unici veri diritti che fanno davvero la differenza!

In verità io credo che insostenibile per davvero sia solo la vita che si prospetta nel futuro a chi non appartiene alla classe dei ricchi.

Quello che io davvero vorrei, è di vivere senza dover lavorare come un mulo per pagare affitto, luce, gas, riscaldamento e cibo senza che poi nulla mi resti tra le mani.

Vorrei poter vivere senza l’angoscia di non sapere che fine farò quando non sarò più in grado di lavorare.

Ma oggi pare sia chiedere troppo.

Sapete che vi dico?

Tutto quello che può mandare in tilt questo sistema mi aggrada!

VOUCHER: ARROGANZA E PREPOTENZA SENZA LIMITI

VOUCHER: ARROGANZA E PREPOTENZA SENZA LIMITI

UNA TRUFFA CONTRO I LAVORATORI, I CITTADINI E LA COSTITUZIONE ITALIANA

Il fantasma del precario. Manifestazione

di Claudio Morselli

L’arroganza e la prepotenza del governo non ha limiti.

Con la reintroduzione dei voucher, aboliti per decreto per evitare il referendum della Cgil, il governo è responsabile di una truffa ai danni dei lavoratori, dei cittadini – soprattutto di chi (più di un milione) ha firmato i quesiti referendari – e della Costituzione italiana.

Il provvedimento è incostituzionale, per violazione dell’articolo 75 della Costituzione sui referendum.

Il provvedimento è altresì incostituzionale per violazione dell’ articolo 1 della Costituzione (“L’italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”), dell’articolo 4 (“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”) e dell’articolo 36 (“Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”).

I lavoratori continueranno a dover mendicare il poco lavoro disponibile: lavorando da precari e senza diritti.