L’ITALIA HA PROBLEMI PSICHIATRICI (anche a causa dei suoi media)

L’ITALIA HA PROBLEMI PSICHIATRICI (anche a causa dei suoi media)

I pazzi sono fuori

di Francesco MAZZUCOTELLI

Tre ragazze rom muoiono nell’incendio doloso del loro camper alla periferia di Roma. Moltissimi i commenti razzisti di giubilo. Qualcuno più cautamente dice che la colpa è loro perché vivevano in quelle condizioni, omettendo però chi ha lanciato un ordigno incendiario. A forza di dire impunemente che gli zingari vanno bruciati tutti, va a finire che qualche scellerato lo fa per davvero.

Una ragazza sedicenne compie un gesto terribile. Furiose erinni, pennivendole professioniste della polemica si accaniscono sulla ragazza, anche se i motivi e i contorni dell’insano gesto non sono ancora chiari. Si scatena una lapidazione verbale. Tra i commenti, carichi di atroce e disumano sarcasmo, si intravedono persone che hanno fatto per anni le spaccone, poi hanno preso una sventola dalla vita e ancora devono trovare qualcosa o qualcuno su cui sfogare la propria rabbia.

Marina Punturieri già Lante della Rovere poi Ripa di Meana va in televisione a parlare del suo volto sfigurato da una terapia. Non mi è mai stata simpatica, ma riconosco il coraggio di parlare di un argomento simile in programmi che solitamente trasformano queste storie nel circo Barnum degli orrori. Un editorialista di punta di un quotidiano sedicente progressista ci scrive un pezzo di dieci righe, infilando per ben due volte un riferimento totalmente gratuito al velo nell’islam, ovviamente condito di giudizi semplicistici e sprezzanti. Dalla chemioterapia allo hijab: di che stiamo parlando?

Un tizio a me totalmente sconosciuto, ma evidentemente assai popolare in altre fasce di popolazione, scrive di aver rischiato di essere assalito da un mezzo matto fuori dalla Stazione Centrale di Milano. Si sente in dovere di aggiungere che era un mezzo matto “di colore”, e questo ancora ci sta. Si sente in dovere di asserire che “era uno di quelli che noi andiamo a salvare dalle guerre”. Negro uguale profugo uguale psicopatico che assale le persone alla fermata del tram.

L’ho scritto in passato, e lo riscrivo ora.

Il problema in Italia non è neanche più politico. È psichiatrico.

Una donna dell’est? Presente!

Una donna dell’est? Presente!

rivoluzionaria

di Ivana FABRIS

Dell’est da secoli di generazioni, nel mio sangue la traccia degli avi, delle sorelle di cui parla mamma RAI e mi permetto di smentire categoricamente il dettato dei 6 punti segnalati col seguente elenco:

 

1) più che il fisico, di marmoreo dopo il parto ci troviamo le palle che ci spuntano immediatamente a forza di tener fuori dalla nostra vita tutti i dogmi, le restrizioni e i luoghi comuni legati alla maternità – ma pure col parto, con le mestruazioni, con la menopausa non si scherza – e a dover subito accudire, oltre al nuovo nato, anche il padre del poppante che ritorna figlio in un nanosecondo appena il nostro bambino ha emesso il primo vagito.
Non entro nel merito dell’enorme numero di suocere che ci considerano solo fattrici e per definizione pessime madri (donne contro donne, tanto per capirci) con le quali ci troviamo a combattere sin dal primo giorno del puerperio. Lì, proprio, le palle da marmoree si trasformano in acciaio forgiato e cementato;

2) sexy lo sono sempre, a prescindere dalla guêpière o dal pigiamone e la tuta. La sensualità appartiene all’intelligenza, non agli indumenti che si indossano e quindi solo al corpo e alle sue forme;

3) perdono il tradimento, ma non quello affettivo e quello intellettuale quindi occhio a chi mi tradisce in quel senso perché se accade, non mi vede più neanche disegnata su una tavola lignea come fossi la Madonna del Cardellino e nemmeno se fa la scala santa in ginocchio per dimostrare il suo pentimento;

4) non sono disposta a far comandare proprio nessuno.
Non comando io, non voglio essere comandata perché come non sono io stessa subalterna a chicchessia, non considero gli altri come tali e non reputo gli uomini, in blocco, come delle amebe da manipolare a mio uso e abuso. Idem per quanto riguarda il MIO uomo. Non posseggo nessun essere umano pertanto non ho prezzo e non sono disposta ad essere la proprietà di nessuno;

5) vero, sono bravissima nei lavori di casa, ma non sta scritto da nessuna parte che debba svolgerli solo io. Sono invece altrettanto brava ad insegnare ad un altro come si fanno, in più sono molto paziente e per nulla maniaca della perfezione, insomma, mi accontento perchè la libera iniziativa e l’autonomia, vanno incoraggiate;

6) anche questo è vero. Non frigno, non mi appiccico e non metto il broncio. Dico quello che penso e sono una specialista dei vaffanculo a quelli che mi trattano come una sottosviluppata mentale al punto di volermi far digerire che le donne dell’est siano delle mentecatte integrali come descritto da questo programma spazzatura della RAI.

Cari uomini che amate le donne dell’est, dopo aver letto questo, siete sempre dell’idea di scegliere una di noi come fidanzata?

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