COME IN GRECIA…CORAGGIO, FACCIAMOCI AMMAZZARE

COME IN GRECIA…CORAGGIO, FACCIAMOCI AMMAZZARE

grecia

 

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra [MoveS]

 

Parafrasare un famoso film, mi è venuto spontaneo dopo aver sentito e letto il mainstream sulla mirabolante guarigione della Grecia dopo la cura della Troika.
Eh sì, in pratica da Moscovici all’ultimo dei giornalisti italiani, è tutto un esser lieti anche se ‘del doman, non v’è certezza’.
Ha vinto il dio mercato quindi che certezza hanno i popoli, del domani?
NESSUNA. E la Grecia meno che mai, visto l’accordo raggiunto sul memorandum.

Scene di giubilo, dunque, all’Eurogruppo con un paese che dopo il passaggio della Troika, è lastricato di morti (veri), di cadaveri ambulanti, di disperazione più nera, di sopravvivenza con cifre procapite che fanno tremare al solo pensiero, con il welfare completamente distrutto.

Con i pensionati manganellati dai poliziotti mandati dal governo di quel grande eroe rivoluzionario che è Tsipras, durante le manifestazioni per i colpi di scure alle pensioni, con le case vendute alle aste online e intere famiglie scaraventate in strada e picchiate dalla polizia.

Un vero successo, insomma, magnificato con frasi come “atterraggio morbido” “periodo di grazia” “momento storico” “accordo eccezionale“.
Peccato per il pubblico, ci pare piuttosto assente al momento, dopo una cura costata vite umane e tutti i beni dello Stato unitamente alla totale perdita di sovranità e quindi anche di democrazia.

Ma ieri (venerdì, ndr) nel mainstream tutti godevano come matti a dire che la terapia d’urto ha funzionato, che per pagare i debiti (quali debiti, contratti come, generati da cosa, mai che lo dicano) bisogna soffrire. Così, tanto per portarsi avanti col lavoro propagandistico in previsione del nostro turno.

Eh sì, popolacci colpevoli, non lo sapete che quando si contraggono debiti perchè ci si comporta da cicale e non da brave formichine, poi si va incontro ai guai?
Sempre i soliti, noi mediterranei.
Ci piace la bella vita, il dolce far niente mentre, nel nord Europa sì, che si lavora, si produce e si risparmia!
E avanti con la narrazione, olè!

Poi, che il sistema finanziario, che la UE, che la Commissione Europea, che persino tutti gli dei dell’Olimpo, sapessero che QUEL debito lo hanno creato loro oligarchi, che importa?
Che lassù, nelle piovose lande del nord, sapessero tutti che i bilanci della Grecia fossero falsi e truccati all’evenienza, da molto tempo prima dell’intervento della Troika, nessuno lo dice.
E neanche dicono, obviously, che a Bruxelles, una volta scoperto l’arcano, hanno avallato e sfruttato il misfatto.

Già. Hanno finanziato a go-go le banche greche ormai fallite, per aumentare l’indebitamento, ponendo un’ipoteca mostruosa su tutti i beni del paese ma soprattutto su ogni singola vita. Hanno in pratica dato corda alla Grecia così che, una volta fosse andata a gambe all’aria (e che ci sarebbe andata, lo sapevano, ahhh se lo sapevano), finisse strozzata da loro criminali usurai fino ad un attimo prima dell’asfissia. Anche questo nessuno lo dice.

Si è invece detto con una campagna di propaganda mondiale che definire mistificatoria non rende – in previsione dell’intervento della Troika che ci sarebbe stato da lì a poco – che il popolo greco avesse speso più di quanto poteva, che i greci avessero vissuto tutti al di sopra delle proprie possibilità (i greci?).

Il neoliberismo e l’ordoliberismo avevano bisogno di darsi un’immagine pulita agli occhi del mondo, proprio in previsione del massacro che avrebbero compiuto, una volta che la Grecia fosse arrivata al capolinea.
Sapevano che, dalle banche del nord, avrebbero dato l’assalto alla Grecia e tirato su le reti con un pescato di immane valore: dai beni dello Stato ai servizi, al risparmio privato, agli immobili, persino all’aria che i greci respirano.

 

Non a caso, udite udite, il nostro amatissimo Mario Monti, disse che l’esperimento euro era RIUSCITISSIMO perchè il test (in vivo, sulla carne viva del paese) effettuato in Grecia aveva dato i frutti sperati.

 

Ebbene sì, lo ha detto.
E questa fa il paio con il messaggio passato venerdì dai media: signori, la cura funziona (!), vedete? La Grecia era morta ora è di nuovo viva e vegeta, il mercato è il dio supremo che tutto vede e tutto sa, il neoliberismo, la UE sono i paladini della libertà e della stabilità dei popoli e ci dà la garanzia che nessuna guerra in Europa scoppierà mai più!

 

Insomma, gente, il messaggio del maistream è forte e chiaro: non dubitiamo mai dei tecnocrati e ricordiamoci sempre che fuori dall’euro è il diluvio perciò carichiamoci, con viva e vibrante rassegnazione, la nostra croce sulle spalle, saliamo al Golgota e, coraggio, facciamoci ammazzare…

CONSULTAZIONI, IL VALZER TRISTE CONTINUA

CONSULTAZIONI, IL VALZER TRISTE CONTINUA

valzer-consultazioni

 

di Marta CONTINI – MovES

 

È davvero un valzer triste quello delle consultazioni per la formazione del governo.

Anche ieri, nulla di fatto con Mattarella cui è venuta fretta a causa dell’imminente conflitto con la Siria nel suo momento più difficile e complicato. Ed è tutto dire, perchè neanche si riesce ad immaginare un Mattarella che va in accelerazione massima.

Onestamente, non nascondiamo qualche preoccupazione relativamente ad un suo possibile tilt, visto il sovraccarico energetico a cui si sta espondendo, ma forse anche lui se ne rende conto che non ja’a fa’ tanto che si ventila di un possibile incarico per le consultazioni, a Madame Maria Elisabetta Alberti Casellati Vien da Arcore.

Intanto, però, a quanto pare, i capricci continuano.
Da un lato la Lega spinge perchè un governo coi 5 stelle vada in porto, con un Salvini mai visto in cotanta eleganza di espressione, roba che lascia quasi shoccati. Dall’altro lato, però, è lo stesso Berlusconi a non volerlo e si può solo ipotizzare che miri a resuscitare il Nazareno. D’altronde Pasqua è passata da poco e dunque perchè non tentare un nuovo miracolo, così, per confermare al mondo di essere ancora unto dal Signore?

Cosa fa, dunque, per dare corpo al suo progetto e riprendersi la scena? Sgomita a lato Salvini sin dall’inizio delle consultazioni, con l’abilità di chi gioca da anni al gioco della sedia sin dalla pubertà, sfila il posto a Salvini e si siede a fianco di Mattarella. Non contento, conta tutti i punti che vengono elencati da Salvini enumerandoli sulla punta delle dita con il suo sorriso a 32 denti, in favore del pubblico. Ancora non pago (una sceneggiatura perfetta questo sketch), dopo essere stato il primo ad infilare l’ingresso dalla Vetrata, si prepara all’uscita in modo sornione.

Ed è lì, che si tocca il massimo del coup de théâtre, è lì che parte la boutade berlusconiana e finalmente il Sivio nazionale può tornare se stesso esibendosi! Così, dà una spintonata a lato a Salvini, agguanta il microfono e…Colpo di scena! Amici telespettatori! (cit. da Mike Bongiorno) nella migliore tradizione cabarrettistica della politica nostrana, dicendo: “Mi raccomando fate i bravi, sappiate distinguere fra chi è un vero democratico e chi non conosce neppure l’abc della democrazia. Sarebbe ora di dirlo chiaramente a tutti gli italiani“.

Da vecchio e consumato teatrante, da insuperabile imbonitore delle folle, eccolo in azione e…Bingo! giusto per restare in tema televisivo.
Ed ecco, infatti, anche la reazione piccata di Luigi Di Maio.
Con il savoir-faire di un bimbetto di 5 anni a cui hanno sottratto le caramelle, si mette nell’angolo, picchia i piedini per terra e dice: “Io non gioco più“.
Esattamente il profilo più alto che dovrebbe tenere un politico che si candida alla Presidenza del Consiglio.
Non osiamo immaginare cosa potrà succedere il giorno che il leader di una qualche potenza straniera dovesse fargli un torto.
Ci auguriamo non arrivi a chiamare mamma Beppe in sua difesa dai cattivi.

E sì, a volte Di Maio è proprio un piccolo bimbo sperduto che gioca con i cattivoni della Casta.
Ma la domanda vera è: quand’è che questa classe dirigente lo capisce che quello che accade al paese è tutt’altro che un gioco?

Tutti a prendersi le misure su chi piscia più lontano mentre a noi interesserebbe capire cosa succederà sui PROGRAMMI e sugli OBIETTIVI, considerato che non siamo così sicuri che siano coincidenti tra questi due partiti.
E allora sì, che ci sarà da divertirsi in quello che potrebbe finire con l’essere un gioco non meno rischioso di una roulette russa per il bisogno degli italiani.

Non solo.
Avanti di questo passo con le schermaglie pseudoamoroso-infantili, nel valzer triste della consultazione politica, rischia quindi di diventare il valzer degli addii, a quel poco ma proprio poco di democrazia che rimane in questo paese.

Infatti, la possibilità che Mattarella dia un colpo di reni e si risolva per un famigerato governo del Presidente Mario Monti style, obviously, è altissimo.

A quel punto, sì, che Mattarella non si curerà del possibile colpo della strega che un simile gesto comporta perchè tanto, la strega Troika, poi le farà scontare tutte a noi.
Sempre, con la oscura, sempiterna, immancabile e immarcescebile regia esercitata con viva e vibrante soddisfazione, naturalmente.

 

 

 

 

 

 

ELEZIONI PER FINTA DI UNA TIRANNIDE VERA

ELEZIONI PER FINTA DI UNA TIRANNIDE VERA

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di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del MovES

 

Considerando che da queste elezioni verrà fuori un nulla di fatto – anche in virtù della legge elettorale – riporre tante speranze nel loro esito, dannarsi a discutere della tal formazione o dell’altra, insultare l’avversario politico o il leader che non vorremmo mai vedere a Palazzo Chigi, non serve a nulla.

Questa, ormai, è una democrazia di facciata, quel prodotto finito da vendere alla massa per farle credere di poter contare ancora qualcosa esprimendo un voto per un partito o per l’altro.

Questa, ormai, è l’Italia neoliberista.
Il sistema ha vinto, inutile nasconderselo.
Ha vinto applicando tecniche collaudate da anni e perfette nel distruggere la Politica, lo Stato e quindi anche la Democrazia.

Le decisioni si prendono a Bruxelles – le elezioni sono solo un atto formale – e i governi nazionali devono solo metterle in atto al meglio della perversa creatività di cui sono dotati.

Pensare che un voto espresso oggi, anche per creare una probabile opposizione di sinistra, possa determinare un cambiamento, è illusione.
Illusione anche per la qualità dei programmi che sono stati proposti che altro non sono che materiale per rappresentare solo la parte della sinistra politicizzata del paese e nulla altro di più.

Come si possa, poi, credere che basti una tornata elettorale partendo da ZERO consenso popolare (quello che si ottiene nelle strade costruendo una risposta ai bisogni) organizzato in due mesi a fronte di una distruzione durata TRENT’ANNI, davvero, non è dato sapersi.

Delegare tanta speranza, quindi, non solo è inefficace ma produrrà ulteriori delusioni e in più impedisce l’individuazione del vero nemico.

Soluzione? Andiamo pure a votare ma non aspettiamoci NIENTE di buono o di risolutivo dalle elezioni e cominciamo invece ad alzare lo sguardo oltre il confine, sia di questo sistema partitico sia di potere.

Ma soprattutto cominciamo ad organizzarci seriamente per costruire un’alternativa antisistema che riunisca tutte le forze che davvero vogliono cambiare e non solo amministrare un po’ più decentemente l’esistente con qualche rappezzo qui e là.

Anzi, questo è l’altro vero pericolo per tutti noi.
Chi mette in atto questo processo illusorio, altro non fa che creare la valvola di sfogo di una pressione interna che invece dovrebbe proprio essere gestita in modo tale che esploda e cominci a produrre danni ingenti al sistema che sta strangolando milioni di persone.

MOSCOVICI E LA DITTATURA NEOLIBERISTA EUROPEA

MOSCOVICI E LA DITTATURA NEOLIBERISTA EUROPEA

 

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

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Pierre Moscovici, il commissario europeo all’economia si fa notare sempre quando c’è da imporre le scelte del super governo dittatoriale europeo, o meglio del consiglio di amministrazione della multinazionale UE, a qualche paese che non svolge proprio alla precisione i famosi compiti a casa.
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Così, per svariate ragioni, un discreto numero dei 27 paesi dell’Unione vengono segnalati dall’amministratore delegato della multinazionale UE come aziende in crisi che potrebbero diventare, come già la Grecia, dei rami secchi.
Così, il nostro paese – al pari di Austria e della stessa Germania – vengono richiamati per il pericolo instabilità politica che potrebbe mettere a rischio l’economia.
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Perciò, cari connazionali, siete avvisati, se non volete rischiare subito il commissariamento della Troika ma rimandarlo magari di qualche mese, dovete votare bene, ovvero come dice Moscovici.
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Ma non finisce qui, da buon padrone dei tempi nostri, il buon Moscovici, presentandosi in audizione alla commissione esteri dell’Assemblea Nazionale Francese – segnala in un post su Facebook Jean-Luc Mélenchon leader di France Insoumise – dichiara che se anche un paese europeo dovesse bocciare il CETA l’accordo commerciale tra Europa e Canada, lo stesso continuerebbe ad essere applicato come avviene tuttora nella sua modalità “provvisoria” in vigore dallo scorso settembre.
“Questa affermazione di totale violenza politica dimostra quanto il liberalismo economico sia sempre meno libertà, possibilità di decisione per il popolo e sempre più autoritarismo” prosegue Mélanchon che ribadisce la volontà del suo partito di indire un referendum sul CETA.
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Questa Europa è un vero incubo orwelliano, di cui Moscovici è solo una delle tante parti oscure.
Prepariamoci a resistere e a convincerci, cari italiani, che l’unico modo per continuare a vivere dignitosamente e in libertà è tornare ad autogestire il nostro paese.
Uscire dall’euro e dalla UE, sembra difficile ma è l’unica soluzione!

GRECIA: UN INCUBO SENZA FINE

GRECIA: UN INCUBO SENZA FINE

Gli scontri in tribunale per l’asta sulle case

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Nuovo incubo, nuovo pacchetto di provvedimenti lacrime e sangue approvate lunedì scorso dalla maggioranza parlamentare che sostiene il governo Tsipras, maggioranza che oltre ai parlamentari di Syriza e Anel si è allargata a una parlamentare liberale eletta con l’unione di centro trasferitasi – non succede solo da noi – dall’opposizione alle file governative.

Tra le misure di “austerity” imposte dalla Troika e dai creditori internazionali, gli stessi che Tsipras voleva buttare fuori dalla Grecia e che invece continuano a spadroneggiare ad Atene, ci sono misure che limitano fortemente il diritto di sciopero e nuove procedure per la vendita all’asta di abitazioni sequestrate per mancato pagamento del debito alle banche.

Uno sciopero potrà essere indetto solo se alle assemblee partecipi almeno il 50% degli iscritti ai vari sindacati di categoria, finora bastava il 20% e in alcuni casi solo la decisione degli organismi dirigenti di un sindacato, una misura che rende quasi impossibile la protesta dei lavoratori.

Le vendite all’asta degli immobili pignorate da questo momento si svolgeranno via web per metterle al riparo dai blocchi e le contestazioni organizzati dai partiti e dai sindacati veramente antiliberisti e per l’uscita dalla UE.
A seguito di ciò, pochi giorni fa son seguiti violenti tafferugli di cui NESSUN media ha dato notizia.

Con questa legge inoltre anche la prima casa se supera una certa metratura potrà essere messa all’asta. Altro incubo ma di quelli spaventosi.

Mentre tutto questo succedeva e nel bel mezzo di uno sciopero concomitante dei trasporti e del sistema sanitario e con una manifestazione con scontri davanti al parlamento, il premier Tsipras annunciava, in tipico stile UE, che: “il Paese sta entrando in una nuova fase, che darà coraggio a milioni di cittadini. Cittadini che in tutti questi anni, hanno fatto grandi sacrifici“.

Da sempre il Governo Tsipras promette che i sacrifici che impone serviranno ad affrancare la Grecia dal commissariamento della Troika ma in cambio degli ultimi aiuti economici – dei quali ben poco andrà a beneficio dei cittadini e dei lavoratori ellenici ma andrà a ripagare i creditori stessi – l’Unione Europea pretende ancora una dura riforma delle pensioni peraltro già ampiamente tagliate negli scorsi anni, nuove leggi sul lavoro, l’aumento dell’IVA e l’innalzamento delle imposte indirette.

Distruggere le economie dei paesi europei più deboli, questo il volere della Troika e dei creditori internazionali, ma questo è anche il rischio che corre nei prossimi mesi anche il nostro paese!

È questa è l’altra Europa da incubo che ci promette Tsipras, vero onorevole Forenza?
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