IL “MISTERO” DELLA POVERTA’ ASSOLUTA

IL “MISTERO” DELLA POVERTA’ ASSOLUTA

Poveri assoluti

di Alberto MICALIZZI

L’ISTAT ha appena comunicato che nel 2016 i poveri assoluti in Italia sono saliti a 4,7 milioni, triplicando in 10 anni! (Il Fatto Quotidiano: “Nel 2016 poveri assoluti 4,7 milioni di italiani..in dieci anni sono triplicati”).

Secondo l’ONU, la povertà assoluta si verifica quando “non si dispone – o si dispone con grande difficoltà o intermittenza – delle primarie risorse per il sostentamento umano, come l’acqua, il cibo, il vestiario e l’abitazione“.

Queste statistiche, assolutamente drammatiche per l’Italia, giungono al termine di un decennio nel quale si sono verificati stimoli straordinari all’economia:

1) i tassi di interesse in Italia sono crollati dal 5% all’1%, quindi in teoria il sistema economico avrebbe dovuto avere accesso agli investimenti come mai in precedenza nella storia;

2) la rivoluzione digitale ha provocato incrementi senza precedenti di produttività del lavoro, aumentando i margini di profitto e creando ricchezza per tutti;

3) Il PIL mondiale è cresciuto del 47%, una media del 4% all’anno (da $51.300 a $75.600 miliardi), creando dunque un effetto traino generale che avrebbe dovuto trascinare il nostro Paese in un percorso virtuoso di domanda, investimenti e aumento della produzione e della ricchezza pro-capite.

E invece? Invece negli stessi dieci anni (2007-2016) l’Italia ha visto TRIPLICARE i poveri assoluti, aumentare di 1,5 milioni gli italiani fuggiti all’estero, raggiungere un disoccupazione giovanile del 40% ed arretrare il PIL del -5% (da $1.943 a $1.850 miliardi – tutti i dati sono presi dal sito di Banca Mondiale).

Dunque, mi domando: Di quali condizioni abbiamo bisogno per crescere in linea con il mondo, se questa tragedia si è prodotta nel decennio forse più favorevole che si annoveri nella storia contemporanea?

Una domanda che mi posi già a Marzo del 2016, commentando i risultati tragici del PIL 2015.. (Demolizione controllata del PIL).

Provo ad immaginare di porre la domanda ad uno dei tanti imbonitori del main-stream, chiamati sistematicamente nelle TV di regime per mentire agli italiani. Ed allora immagino di ascoltare le solite menzogne …che dobbiamo fare le riforme, che dobbiamo recuperare competitività, che dobbiamo ridurre la corruzione, che occorre combattere l’evasione fiscale…… ed addirittura che stiamo pagando la mancata riforma della Costituzione!

Bene, all’imbonitore che mi propinasse tutto ciò risponderei allora che dovrebbe spiegarmi quali riforme, quale incremento di competitività, quale lotta alla corruzione e all’evasione fiscale hanno compiuto Turchia, Polonia e Svezia, tanto per citare tre Paesi molto vicini e caratterizzati da dinamiche geo-economiche simili alle nostre.

La domanda è lecita perché negli stessi 10 anni, il PIL della Turchia è cresciuto del 55% (!), quello della Polonia del 36%, quello della Svezia del 22%, ed infine quello USA del 34%….. mentre quello italiano è ARRETRATO del -5% portando il Paese sul baratro della povertà assoluta!

Ma non è finita qui, non basta lo scempio che hanno compiuto.

Nei rapporti di Standard&Poor’s e di Moody’s di inizio 2017 si chiede maggiore austerità e tagli al welfare, da Bruxelles si impone rigidità di bilancio, il FMI dice che non cresciamo abbastanza e la Troika ci chiede di rimborsare quote di debito pubblico in applicazione del fiscal compact….. siamo accerchiati!

Mentre questa immane tragedia viene messa in scena, gestita con meticolosità quotidiana e farcita da messaggi di distrazione di massa, la schiera di servi che ha occupato l’esecutivo del Paese sta scientemente portando a termine la missione più importante affidatagli, cioè il progetto di rafforzamento delle banche private italiane in modo che siano pronte ad entrare nell’Unione Bancaria Europea.

Non solo, ma sta perpetrando il piano di demolizione degli ultimi scampoli di struttura industriale con l’annunciata privatizzazione della Cassa Depositi e Prestiti per rimborsare 5 miliardi di (fittizio) debito pubblico e sta smantellando le strutture di difesa ed i beni demaniali nazionali così da renderci totalmente dipendenti da organismi sovranazionali.

E’ il più grande inganno nel quale il nostro Paese sia mai caduto, un inganno iniziato circa 40 anni fa… Questa non è una crisi come tante altre.

E’ una guerra di occupazione, sia chiaro a tutti, una guerra che sta piegando anzitutto i nostri anziani ed i nostri bambini. Per questo, soprattutto per questo, è la più infame delle guerre che potevano muoverci.

fonte: https://albertomicalizzi.com/2017/07/13/il-mistero-della-poverta-assoluta/

RIPARTIRE A SINISTRA, DALL’ANTILIBERISMO ONORANDO DAVVERO LA COSTITUZIONE

RIPARTIRE A SINISTRA, DALL’ANTILIBERISMO ONORANDO DAVVERO LA COSTITUZIONE

di Fiorenzo MEIOLI

Senza la capacità di rimettere in discussione la relazione fra Italia, eurozona ed Unione Europea, sarà complicato costruire una sinistra in grado di rimettere al centro il lavoro come recita la nostra Costituzione e di superare il centrosinistra degli ultimi 30 anni.

L’Art.1 della nostra Costituzione dice che “l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro” che sostanzialmente vuol dire che il lavoro costituisce l’interesse fondamentale, compresa la sua dignità.

E’ una chiara presa di posizione verso gli interessi dei più deboli, perché i più forti, pensavano i nostri Costituenti, a tutelarsi sono in grado da sé. Insomma, a sinistra si deve prendere atto che l’Italia fa parte però di un assetto europeo basato sulla competizione del mercato, l’esatto contrario di ciò che invece recita la nostra Costituzione alla quale pensiamo come un punto di riferimento.

Se la sinistra non affronta questo nodo politico, come, ad esempio, si debba riconquistare una quota di sovranità in tema di politica economica e sociale, senza fare chiarezza sulla moneta unica che si è trasformata in uno strumento della vittoria del neoliberismo, nessun progetto a sinistra avrà unità e credibilità.

LA TRAGEDIA GRECA MA NON IN SENSO LATO

LA TRAGEDIA GRECA MA NON IN SENSO LATO

Sciopero contro Tsipras

di Coordinamento Nazionale MovES

Questo video è di pochi mesi fa.

La notizia di uno sciopero, uno dei tanti che si attuano in Grecia di continuo e di cui nessun telegiornale con grande diffusione o giornale fa menzione.

La ribellione del popolo greco continua nel silenzio del mondo che non solo non sa ma nemmeno vuole sapere.

La paura di fare la fine dei greci è altissima e ancora una volta si preferisce la tecnica dello struzzo al prendere coscienza e alla verità.

Questi pochi minuti di video tratteggiano uno scenario agghiacciante ma sappiamo con certezza che è solo una parte infinitesimale di quello che sta avvenendo realmente.

Quanto viene raccontato qui, è molto molto vicino a quanto sta già avvenendo da noi.
È ora di comprendere, non di far finta che a noi non succederà.

È ora di opporsi e di chiedere di uscire dal sistema finanziario prima che la nostra fine sia segnata, oltre che già nota.

UNIONE EUROPEA: UN CASO DI BULLISMO

UNIONE EUROPEA: UN CASO DI BULLISMO

Tsipras e Juncker

di Bruno DELL’ORTO

I punti essenziali

  • ALEXIS si mette di traverso
  • La TROIKA alza un sopracciglio
  • LUI si sdraia sulla schiena, zampe al cielo, ventre esposto
  • YANIS si allontana con disgusto recuperandosi a conferenziere
  • EMMANUEL è primo, il più papabile allo stato dell’arte
  • YANIS, tra una conferenza e l’altra, trova il tempo per esprimere compiacimento ed appoggio

Mi pare un classico esempio di bullismo senza neppure la necessità di menare…

ALCUNI VORACI PREDATORI, non potendo creare ulteriori ricchezze poiché plafonati da un sistema finito o, all’interno di esso, dall’ impiego di azioni ritenute di basso interesse profittuale, SPESSO DECIDONO DI ASSECONDARE la loro indole famelica riorganizzando interi complessi, anche istituzionali, per piegare ogni logica ai propri arbitrari bisogni, ed EVOLVENDOSI COSÌ in aggressive specie parassitarie con l’obbiettivo di fagocitare tutto ciò che risulti commestibile e saporito.

A tale scopo approntano tutta una serie di strategie, mezzi e strumenti, acquisendo capacità e creando competenze per perseguire, tramite quelle che si connaturano come sofisticatissime strutture, scopi assai semplici ed improntati a pure logiche di dominio.

VOGLIO IL CAMBIAMENTO!

VOGLIO IL CAMBIAMENTO!

MovES

 

di Alberto L. BERETTA

L’euro è una moneta straniera, non abbiamo più la sovranità monetaria dal 2002 che significa che quando abbiamo bisogno di soldi per sviluppare l’economia, dar lavoro, non possiamo più stamparli.

E la BCE, quando ne stampa altri, li dà solo alle banche, che non li danno a imprese e famiglie, ma ci speculano in titoli tossici e valuta o altro.
Insomma, basta EUrodittatura maledetta, che è tarata sulla finanza e sulle esportazioni intraeuro della Germania degli sciacalli Merkel e Schäuble.

Questo a parte, poi c’è il MES, il famigerato Meccanismo Europeo di Stabilità, come totale mancanza di democrazia reale, come burocratismo idiota.

Il Fiscal Compact ammazza-investimenti produttivi. E quasi tutta la sinistra, la MIA cazzo di sinistra, non l’ha ancora capito? E lascia ai vari reazionari Salvini e Meloni l’antiunionismo?

Ho studiato economia, ho fatto anche Scienze Politiche in università, anche se senza laurearmi, ho lavorato in banca, ho abbastanza esperienza anche politica e di vita.

L’UE è nata male e sta andando a finire peggio…Grecia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Irlanda non insegnano proprio niente?

E l’Italia, che da quando è entrata nell’UE e nell’euro ha conosciuto solo il declino generalizzato, dopo quasi un trentennio di prosperità crescente da prima manifattura ed e economia europea e quinta mondiale, dal 1958 fino alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso?

Questa UE fottuta è solo la Germania che s’ingrassa a spese nostre, a volte in combutta con la Francia, a volte no… E’ un’enorme trappola.

Sono stato anche cofondatore del Partito Federalista Europeo, sezione italiana (2012), un mio scivolone, come la fugace militanza in Italia dei Valori, ma sono pentitissimo, l’ho abbandonato quasi subito, anche perché quasi esclusivamente di liberaldemocratici filo ALDE, di Verhofstadt.

Solo il MovES (Movimento Essere Sinistra) ha nel programma i punti 2, 4 e 5 per l’uscita il più indolore possibile, ma il più presto possibile, da quest’EUrodittatura durata troppo.

Per i problemi che ho oggi, dovrei farmi un po’ i fatti miei, ma non riesco a rassegnarmi, non riesco a non pensare che abbiamo il dovere di non accettare più questa corsa alla distruzione e investire tutte le nostre energie e le nostre risorse, ciascuno per quello che può, nel solo Movimento davvero di sinistra esistente: il MovES.