La libertà di NON poter manifestare

La libertà di NON poter manifestare

Avete letto tutti la notizia che tra i black bloc nel G8 a Genova c’era un poliziotto inglese. E sappiamo cosa stavano lì a fare. A distruggere con la violenza una libera e pacifica manifestazione per poi permettere la più atroce repressione.

E’ questo il livello attuale di infiltrazione del potere, di repressione e di manipolazione delle popolazioni.

C’è la libertà di manifestare, nella nostra Costituzione, ma i Governi non tengono in conto quello che è scritto in Costituzione.

Questa cronaca kafkiana di un manifestante CONTRO i Trattati Europei il 25 Marzo a Roma, dimostra che la libertà di manifestare è ancora rimasta lì, sulla Carta. E il popolo è completamente SOTTO CONTROLLO. E deve liberarsi.

di Simone ZAGAROLO

Li ho fotografati a poche distanza dal corteo, quando ormai era tutto o quasi, terminato.

Erano delusi per non aver avuto l’occasione di poter mettere in pratica la loro “missione” e si vedeva!
Per queste foto che in realtà ritraggono poliziotti in tenuta Black Bloc, sono stato trattenuto per tre ore, isolato, strattonato, sbattuto contro il muro, circondato da quattro o cinque di loro.

“Cinque di voi, palestrati, contro un vecchietto di 65 anni? Qual è il pericolo che rappresento?

Alla richiesta di presentarsi, mi mostravano di sfuggita, velocemente, una placca d’oro. Ma non capisco se è vera o una patacca,
“Ma siete veri o fingete di essere poliziotti?”

Volevano le foto, e sequestrarmi la Memory card.

Al mio rifiuto (“occorre un mandato del giudice”, rispondevo) si sono infuriati, alla fine gli ho dato una copia di una memory card che avevo di riserva, e che avevo velocemente scambiato.
L’hanno distrutta e si sono ritenuti soddisfatti.

“Tesserino di giornalista!” Mi urlavano!
“Ma io sono solo un fotografo e blogger, non ho tesserino! Non è necessario un tesserino”

“E qual è il tuo blog, e dove pubblichi le tue foto, chi ti paga, per chi lavori?” Domande a raffica! Le mie risposte a termine di legge, li faceva infuriare ancora di più!

Hanno trattenuta la mia carta di identità “per l’identificazione”.

Poi la messa in scena del poliziotto “cattivo” e di quello “buono”, quello del dialogo e quello che mi strattonava e mi minacciava di chissà quali conseguenze.

“In fondo facciamo il nostro lavoro” E qual è il vostro lavoro? Il più infuriato era quello che si era presentato come “ispettore”, come se questo fosse stato come il “basta la parola”.

Rosso, paonazzo, con gli occhi rossi, ho presente il suo volto! Pareva “pippato” o “pasticcato”.

Dopo avermi schedato mi hanno “consigliato” di non farmi vedere più in giro a fotografare poliziotti in borghese per chissà per quali missioni segrete.

Questa volta, la loro missione è andata buca!
Ma hanno portato a casa la foto segnaletica di un “sovversivo”.

Che paura!!!!
Suona il cellulare.
Mia moglie.
Tranquilla, tutto normale, sono di ritorno.
NO! Non è successo nulla!
Di straordinario…

Riflessioni politiche. Libertà di dissentire o gregge al pascolo sotto scorta?

Riflessioni politiche. Libertà di dissentire o gregge al pascolo sotto scorta?

di Nico Max Weber

Finora, nel corso della storia la libertà dell’uomo è stata limitata da due fattori: l’uso della forza da parte dei governanti (essenzialmente, la loro capacità di sopprimere i dissenzienti) e, più importante ancora, la minaccia dell’inedia che ha pesato su coloro i quali fossero riluttanti ad accettare le condizioni di lavoro e di esistenza sociale loro imposte”.

Erich Fromm, La disobbedienza e altri saggi, 1981

Sabato 25 Marzo, a Roma si sono svolte varie manifestazioni e cortei per protestare contro l’anniversario dei sessant’anni per i trattati che diedero inizio all’Unione Europea.

Se non notate nulla di strano è evidente che per voi la Libertà è una cosa astratta e non ben delineata.

Se invece vi siete accorti che il Potere, tramite i suoi fidati “servi” chiamati dal popolo “Forze dell’Ordine”, non hanno permesso di manifestare sotto ai Palazzi che lo rappresenta, ma li hanno letteralmente accerchiati sul Lungotevere senza possibilità alcuna di muoversi in altre zone, beh, siete dei veri e attenti osservatori.

Perché la Libertà per essere tale, non deve essere gestita da nessuno, ma solo da noi stessi e dalla nostra responsabilità.

corteo no euro

Ore 17.28 – Bocca della Verità (Vincenzo Bisbiglia)
Qui, alla Bocca della Verità, i nostri manifestanti hanno finalmente capito che non avrebbero potuto avvicinarsi a nessun palazzo del Potere, sono stati per così dire “tenuti al pascolo”.
Questa è la Libertà che ci concede il Potere!

fonte: https://poesiacultura.wordpress.com/2017/03/25/riflessioni-politiche-liberta-di-dissentire-o-gregge-al-pascolo-sotto-scorta/

Trattati di Roma? Sessant’anni di guerre e colonialismo

Trattati di Roma? Sessant’anni di guerre e colonialismo

Fine della UE

 

di Luigi BRANCATO

Sul sito dell’Unione Europea riguardo ai trattati di Roma si legge:

Sessant’anni fa, a Roma, sono state gettate le basi dell’Europa così come la conosciamo oggi
e ha avuto inizio il più lungo periodo di pace della storia europea.

Eppure a noi viene da chiederci: cosa è la pace?

L’Unione Europea si è basata fin dagli inizi non sugli interessi delle nazioni o sulle aspirazioni di pace dei popoli, ma su un continuo accentramento del potere.

Potere, che nella migliore tradizione capitalista è inteso come potere economico.

Sessant’anni di costante impoverimento delle economie nazionali più deboli in Europa, al fine di imporre a quei paesi scelte economiche e sociali antidemocratiche.
Schiavizzare e colonizzare, nella minaccia costante che non esista una via d’uscita che non comporti perdita di valore della valuta nazionale e fallimento economico.

Parlano di pace. Di importanza storica dei Trattati di Roma.

Eppure non parlano dei suicidi in Grecia, di come siano aumentati del 40% dopo le misure di austerity imposte dall’Unione Europea.
E l’Italia non è da meno. Nel 2015 il tasso di suicidi ha raggiunto i massimi storici.

Un pó come quando nel ’29 i banchieri e gli azionisti saltavano dalle finestre. Con la differenza che allora a morire erano gli speculatori, oggi sono i padri di famiglia, gli operai, i manovali, gli statali.

Vittime di una guerra coloniale vera e propria, morti non sotto le esplosioni delle bombe, ma sotto le minacce di miseria e di povertà.
Appesi al lampadario nel silenzio delle loro case, o travolti da un treno in corsa.
Non suicidi, ma omicidi a tutti gli effetti.

Il MovES non ci sta.

Il 25 Marzo non celebreremo il compleanno di una istituzione antidemocratica ed antilibertaria.

Il 25 Marzo noi saremo in piazza a piangere le vittime di questa tragedia economica, sociale ed umana ed a porre le basi per un piano d’azione politico che ci permetta di scongiurare il peggio, finchè siamo in tempo.

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