GRECIA: UN INCUBO SENZA FINE

GRECIA: UN INCUBO SENZA FINE

Gli scontri in tribunale per l’asta sulle case

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Nuovo incubo, nuovo pacchetto di provvedimenti lacrime e sangue approvate lunedì scorso dalla maggioranza parlamentare che sostiene il governo Tsipras, maggioranza che oltre ai parlamentari di Syriza e Anel si è allargata a una parlamentare liberale eletta con l’unione di centro trasferitasi – non succede solo da noi – dall’opposizione alle file governative.

Tra le misure di “austerity” imposte dalla Troika e dai creditori internazionali, gli stessi che Tsipras voleva buttare fuori dalla Grecia e che invece continuano a spadroneggiare ad Atene, ci sono misure che limitano fortemente il diritto di sciopero e nuove procedure per la vendita all’asta di abitazioni sequestrate per mancato pagamento del debito alle banche.

Uno sciopero potrà essere indetto solo se alle assemblee partecipi almeno il 50% degli iscritti ai vari sindacati di categoria, finora bastava il 20% e in alcuni casi solo la decisione degli organismi dirigenti di un sindacato, una misura che rende quasi impossibile la protesta dei lavoratori.

Le vendite all’asta degli immobili pignorate da questo momento si svolgeranno via web per metterle al riparo dai blocchi e le contestazioni organizzati dai partiti e dai sindacati veramente antiliberisti e per l’uscita dalla UE.
A seguito di ciò, pochi giorni fa son seguiti violenti tafferugli di cui NESSUN media ha dato notizia.

Con questa legge inoltre anche la prima casa se supera una certa metratura potrà essere messa all’asta. Altro incubo ma di quelli spaventosi.

Mentre tutto questo succedeva e nel bel mezzo di uno sciopero concomitante dei trasporti e del sistema sanitario e con una manifestazione con scontri davanti al parlamento, il premier Tsipras annunciava, in tipico stile UE, che: “il Paese sta entrando in una nuova fase, che darà coraggio a milioni di cittadini. Cittadini che in tutti questi anni, hanno fatto grandi sacrifici“.

Da sempre il Governo Tsipras promette che i sacrifici che impone serviranno ad affrancare la Grecia dal commissariamento della Troika ma in cambio degli ultimi aiuti economici – dei quali ben poco andrà a beneficio dei cittadini e dei lavoratori ellenici ma andrà a ripagare i creditori stessi – l’Unione Europea pretende ancora una dura riforma delle pensioni peraltro già ampiamente tagliate negli scorsi anni, nuove leggi sul lavoro, l’aumento dell’IVA e l’innalzamento delle imposte indirette.

Distruggere le economie dei paesi europei più deboli, questo il volere della Troika e dei creditori internazionali, ma questo è anche il rischio che corre nei prossimi mesi anche il nostro paese!

È questa è l’altra Europa da incubo che ci promette Tsipras, vero onorevole Forenza?
EUROSTOP E L’USCITA DA EURO E UE

EUROSTOP E L’USCITA DA EURO E UE

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Abbiamo già scritto nelle scorse settimane parlando delle motivazioni che ci hanno spinto a non aderire alla lista elettorale Potere al Popolo relativamente alle contraddizioni che vi sono in quell’agglomerato di forze politiche tra chi, come Eurostop, si era fino a poche settimane fa dichiarato per l’uscita dalla UE (posizione ritrattata proprio in virtù dell’adesione alla lista Potere al Popolo) e chi come PRC dice di voler modificare l’Unione dall’interno.

Ieri su Contropiano, giornale online vicino alla piattaforma Eurostop, appare un articolo a firma Marco Santopadre dal titolo “Si allarga il fronte contro l’Unione Europea. I baschi lanciano l’EHXIT“, nel quale si parla del fatto che, una formazione indipendentista e internazionalista basca, Askapena, con una conferenza stampa ha lanciato la proposta di exit con la rottura dei patti europei.

Ci permettiamo di riportare qui sotto la prima parte dell’articolo: “Si allarga in Europa il fronte delle forze politiche e sociali che, a partire da una posizione internazionalista, antifascista e anticapitalista, non solo contesta l’Unione Europea ma lotta per la sua rottura. Dopo la Piattaforma Sociale Eurostop in Italia, France Insoumise, la Cup in Catalogna, alcuni settori – purtroppo minoritari – di Podemos e alcune realtà della sinistra radicale e comunista ellenica, anche i baschi lanciano la loro campagna per “rompere l’Europa del capitale”.

Vorremmo chiedere ai dirigenti di Eurostop in che modo la piattaforma italiana, come viene detto nell’articolo, può continuare a fregiarsi della titolarità di un progetto di “rottura dell’unione europea” presentandosi sotto la bandiera di Potere al Popolo insieme a forze che sono apertamente schierate con la maggioranza di Podemos e con Syriza non con “alcuni settori – purtroppo minoritari – di Podemos e alcune realtà della sinistra radicale e comunista ellenica”.

Qualcuno dirà che stiamo affermando il falso e allora sarà opportuno che legga sempre su Contropiano, un articolo del 10 gennaio “I pusillanimi sull’uscita dall’euro”, in cui si evince con chiarezza che Eurostop non può più legittimarsi come l’unica istanza sociale e politica in Italia che voglia uscire da euro e Unione Europea.
Lo ha firmato Stefano Porcari e vi si legge:

Per onestà dobbiamo ammettere che anche dentro il percorso di Potere al Popolo, contro l’adesione all’Eurozona, non si è riusciti a declinare il terzo NO (oltre a Unione Europea e Nato), che pure è tra i punti costituenti della Piattaforma Eurostop. Un pizzico di coraggio politico in più non avrebbe guastato (…)

Coerenza, compagni, coerenza!

PROPAGANDA DI SINISTRA LIBERISTA, IL CANCRO DEL NOSTRO TEMPO

PROPAGANDA DI SINISTRA LIBERISTA, IL CANCRO DEL NOSTRO TEMPO

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

La situazione politica del nostro paese, nel pensiero comune di chi si definisce di sinistra, è la stessa per cui ci ritroviamo ad essere colpiti dal cancro e neghiamo di averlo perché riteniamo di essere così preparati in campo medico da poter fare un’autodiagnosi che escluda a priori che il nostro problema sia avere una malattia oncologica.

Oppure siamo medici pietosi che al nostro paziente NON lo diciamo di avere il cancro per paura che si spaventi e fugga via.

Ma non solo. Siccome ci sentiamo impotenti davanti alla malattia che avanza e siccome ci sentiamo troppo deboli per sconfiggerla da soli, chiamiamo ogni possibile medico e mettiamo in campo alla rinfusa una serie di presidi medici e di terapie ormai superate e inefficaci perché così ci sembra di fare massa critica contro la malattia.

Questo è più o meno il quadro di chi afferma che la UE e l’euro non siano un problema o di chi sostiene che non vada detto perché una sinistra che afferma un simile concetto perde voti o di chi non vuole neanche lontanamente considerare che il problema che vive il nostro paese richieda un’analisi approfondita e di conseguenza un’azione mirata ad un reale superamento.

Il paragone tra dire o non dire di essere antieuro e contro la UE o di dire uniamoci a prescindere e l’esempio sul cancro, calza a pennello, non crediate…

Da ormai oltre 30 anni la medicina SA che per ottenere la giusta reazione il paziente debba essere messo al corrente delle sue reali condizioni di salute.

Lo stesso vale per chi non vuole sapere e crede di avere sufficienti strumenti per controllare la sua salute.

Peggio ancora accade in politica, dove c’è chi crede che unendosi a prescindere da quello che si è e si vuole, a prescindere dalla visione e dalla realtà di fatto, basti a superare un problema così grave e ormai così dentro il sistema Stato. Neanche ci si rende conto che chi ci sta dominando cresce esponenzialmente e si rafforza con questo metodo.

Poi, certo, affermerete che per quanto riguarda la UE e l’euro siamo nel campo delle opinioni ma spiace smentirvi, non è così.

Quando si parla di euro e di UE, è di fatti comprovati che si parla, di studi eseguiti, di prove evidenti che si possono tranquillamente paragonare alla scientificità di una diagnosi strumentale così come avviene in campo medico per determinare la malattia e il grado di mortalità.

Dunque, quello sprovveduto di Gramsci, affermava che la VERITÀ È RIVOLUZIONARIA giusto perchè era un romantico a cui piaceva l’idea e perchè gli piaceva il suono della sua voce nel pronunciare questa frase.

O invece lo affermava perchè sapeva perfettamente che solo la COSCIENZA DELLA PROPRIA CONDIZIONE (e questa la determina solo la verità) genera un cambiamento rivoluzionario?

E giova ricordarlo, rivoluzione non significa come tanti pensano, imbracciare le armi.
Significa cambiamento RADICALE.
Significa rovesciamento di un intero sistema di potere.

Pertanto, quando si afferma che non bisogna dire che si è a favore dell’uscita dall’euro e dalla UE, o si crede che non sia quella la soluzione – e qui torniamo all’autoreferenzialità delle proprie opinioni a scapito di studi e dati, di documenti e prove tangibili di chi è addentro alla materia economica – o ci si è dimenticati del fatto che ESSERE di SINISTRA implica la LIBERAZIONE delle MASSE dalla SCHIAVITU’ del capitalismo attraverso la consapevolezza della VERITÀ.

Ma come crediamo possibile, quindi, smuovere le persone dal loro immobilismo se non si dice la verità?
Come crediamo di cambiare quelle politiche di dominio se non sappiamo chi ci domina e perchè?

Inoltre, spiace dirlo, ma la gente “comune” che non è politicizzata dal centrosinistra, dell’euro e della UE se ne infischia bellamente e sa GIÀ che il sistema euro e la UE sono CONTRO i bisogni della gente.

Non ci rendiamo conto che affermare che non si debba dire usciamo dall’euro e dalla UE, pur essendo favorevoli a farlo, alimenta il sistema che ci sta distruggendo.

Non ci rendiamo neanche conto che portiamo avanti la legge dei numeri, dell’eleggibilità, contro la politica DA FARE sui territori per riportare la gente a CREDERE nella POLITICA.

Non ci rendiamo conto che NON cambi un paese devastato in 30 anni, con un nuovo schieramento che NON FA POLITICA ma che ne parla come fosse un’entità sovrannaturale che discende da una galassa aliena e risolve ogni cosa.

Non ci rendiamo conto che quello che è stato devastato in 30 anni si è reso possibile SOLO PERCHÈ LA MASSA NON HA PIU’ POTUTO FARLA QUELLA POLITICA che la sinistra ha sempre fatto.

Non ci rendiamo dunque conto che SOLO ripartendo a lavorare si potrà cambiare davvero e che richiede TEMPO, che le ammucchiate a sinistra se non partono da un Manifesto condiviso, da un programma condiviso, NON lavorano per il paese e per la gente comune ma solo ed esclusivamente per il sistema partitico che conosciamo e che non condividiamo.

Adesso è il momento di cominciare a dirsi qualche verità scomoda e anche di scontrarci se necessario, ma soprattutto di leggere e approfondire, di dotarci di quel SAPERE che 30 anni di centrosinistra che ci ha indotto a lasciare la politica attiva sui territori, ci HANNO TOLTO.

Poi ognuno rimarrà delle sue opinioni, ma DUBITARE e INFORMARSI prima, è d’obbligo.
Nelle sezioni di partito si è SEMPRE fatto. Da che abbiamo perso la parte attiva della politica, abbiamo perso ANCHE IL SAPERE dell’essere di sinistra.

Siamo colonizzati ma non ci vogliamo credere.
Forse è arrivato il tempo di sapere, se non vogliamo morire come accade in Grecia.

Credete davvero che se il popolo greco avesse saputo a gennaio 2016 che fine gli sarebbe toccata stando dentro la UE e l’euro, non avrebbero voluto uscire?
Tsipras e tutta Syriza NON DISSERO MAI la verità al popolo greco.
I risultati di questa scelta politica sono sotto gli occhi di tutti.

La denunciamo e ci indigniamo ma poi?
Poi se si dice usciamo dalla UE, ancora troppe persone sono terrorizzate e condizionate dalla propaganda del centrosinistra e rifiutano a priori la possibilità di esser state manipolate dal PD, da PRC, ieri, da MDP, da SI e pure da Alleanza Popolare oggi.

Eppure è accaduto, perchè se qualche anno fa il 44% della popolazione italiana ha votato PD, significa che il potere manipolatorio di quel partito esiste e che se ci sono partiti che oggi propugnano la teoria fantasmatica di cambiare da dentro un sistema di potere che non andrebbe giù neanche facendo saltare il parlamento europeo, riescono ad avere consensi senza dire la verità, significa che siamo manipolabili più di quanto crediamo.

La propaganda ci induce a pensare in una certa ottica. Intanto il cancro avanza.
Il condizionamento è tale per cui anche se tutto è palese ed evidente, alla verità noi non vogliamo credere.
Far nascere un dubbio, è il primo e fondamentale passo per capire la realtà storica che viviamo e quindi per salvarci.
Su questo dovremmo ragionare.

 

UNIONE EUROPEA DEI POVERI, NON DEI POPOLI

UNIONE EUROPEA DEI POVERI, NON DEI POPOLI

.
di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra MovES
.
L’ESPERIMENTO IN GRECIA, esperimento in vivo, cioè nella carne vive del popolo greco (precisiamolo che è meglio) da parte dei tecnocrati della famosa Unione Europea dei popoli, è PERFETTAMENTE riuscito.
I neoliberisti della UE lo affermano a piè sospinto, Mario Monti prima di tutti gli altri.
 
Lo affermano e lo applicano come un protocollo di passaggi già testati e perfettamente funzionanti a TUTTI i paesi della zona euro.
Chiaramente con livelli ed effetti diversi ma non così diversi come crediamo.
 
QUINDI CI CONVINCONO che non sia il sistema neoliberista e ordoliberista, il problema, ma CHE SIANO I NOSTRI POPOLI a non fare bene i famigerati compiti a casa, ad essere spendaccioni, a volere un welfare che non si possono permettere perchè hanno abusato delle casse dello Stato.
 
IN GRECIA FECERO LO STESSO.
La propaganda è stata micidiale negli anni della fase preparatoria all’intervento del MES* (vedere nota in fondo) e successivamente della Troika.

BEN SAPENDO quale fosse la condizione greca, l’Unione Europea avallò i bilanci truccati rifinanziando a pioggia le banche greche per salvare le proprie, consapevole pure che presto sarebbe saltato il tappo e che quindi paesi come la Germania avrebbero potuto così, dare via al sacco di quel povero paese (intendiamo il popolo greco).

IN OGNIDOVE, in quel passaggio, i media ci hanno stordito del mantra sui greci, affermando che quello greco fosse un ‘popolo di cicale‘ a differenza delle formichine tedesche, e tutto perchè dovevano preparare il consenso dell’opinione pubblica mondiale rispetto all’aggressione che poi la Troika avrebbe effettuato sul popolo greco e sui beni di quello Stato.
 
ESATTAMENTE COME STANNO FACENDO CON NOI, per convincerci che siamo noi stessi i SOLI RESPONSABILI di quanto presto accadrà.
 
MA LA VERITÀ È UN’ALTRA.
La verità è che se Atene piange, Sparta non ride.
Già Sahra Wagenknecht, di Die Linke, il Partito della Sinistra Tedesca, in un suo intervento qui al Bundestag nella primavera 2015 (dal minuto 4.58) e in quest’altro del luglio 2015, dove evidenziava le gravi difficoltà in cui versano le fasce deboli della popolazione tedesca e se guardate un po’ ATTENTAMENTE questo trafiletto di un’ANSA di pochi mesi fa, potete ben capire quali siano le condizioni di lavoro in Germania.
.
 
PERTANTO, se avete letto, DA ADESSO IN POI, mettiamoci TUTTI IN TESTA che la colpa NON è nostra perchè lavoro, scuola, welfare SONO DIRITTI di ogni popolo e sono quei diritti che il sistema neoliberista toglie A TUTTI, per fare cassa e massimizzare i profitti sulla pelle della gente!
In Italia, poi, a dispetto di quanto presumeva l’Unione Europea che sarebbe accaduto, ovvero che la povertà sarebbe scesa di circa oltre 2 milioni di persone, ci ritroviamo invece a leggere che i dati ISTAT dichiarano che le persone ridotte in povertà sono invece aumentate e, rispetto alla previsioni dell’Unione Europea, sono circa 5 milioni IN PIÙ.
 
NESSUNO SPRECO può condurre ad una simile miseria.
Chi afferma una simile bestialità, sta solo sfruttando il sentimento popolare a proprio vantaggio perchè anche eliminando la corruzzzzione e gli sprechi, non cambierà MAI nulla, giacchè il vero problema risiede nelle politiche economiche di questo sistema rappresentato e agito dall’Unione Europea.
Intanto, però, noi italiani ci stiamo credendo perchè ci martellano da anni con questa vergognosa campagna mediatica.
 
QUESTO è ciò che dunque DOBBIAMO COMBATTERE.
Per farlo, iniziate da qui.
LEGGETE, LEGGETE e fate sapere a TUTTI quale sia la verità!
 
 
.
*Meccanismo europeo di stabilità – MES in inglese European Stability Mechanism, ESM – detto anche Fondo salva-Stati (!!!), anche se in realtà salva solo le banche con i NOSTRI soldi, quelli che ciascun governo aderente ai trattati europei vi accantona ogni santissimo anno, soldi che vengono sottratti agli investimenti ESSENZIALI per la vita di una nazione.
LA PRIGIONE DI YANIS E QUELLA DEI GRECI (In morte di Diem25)

LA PRIGIONE DI YANIS E QUELLA DEI GRECI (In morte di Diem25)

Yanis in prison

 

di Massimo RIBAUDO

L’ex Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ci ha mostrato la verità su quanto successe in Grecia dopo l’elezione di Alexis Tsipras, leader di Syriza a capo di una maggioranza di governo della sinistra che si autodefiniva radicale.

Così radicale, che dopo aver vinto, in modo glorioso, un referendum in cui il popolo greco testimoniava il suo fiero NO alle imposizioni del Memorandum della Troika, queste, formulate anche in modo più oneroso per il popolo greco, sono state accettate in modo completo da Alexis Tsipras, che ha addirittura espulso da Syriza tutti gli esponenti contrari a questo tradimento della democrazia nei confronti di un vero e proprio golpe politico e finanziario da parte della Commissione Europea, del FMI e della BCE.

Yanis Varoufakis ci ha permesso di sapere come e perché si sono arresi, con viltà, Tsipras e il suo partito.

E’ cronaca di questi giorni:

Solo lo scorso 25 gennaio il premier Alexis Tsipras  in udienza pubblica aveva promesso che non un altro euro sarebbe gravato sulle tasche del contribuente greco.

Oggi ha fatto il contrario, perché dall’inizio della crisi siamo in presenza del quarto taglio alle pensioni.

E’ ora difficile invece comprendere per quale motivo si sia arreso, e con la stessa viltà, proprio lui, Varoufakis, il teorico e promotore di Diem25, affermando che in Francia si debba votare Macron, uno degli esponenti ortodossi dell’ideologia ordoliberista tedesca che ha trascinato il popolo greco in catene.

Interessi personali? Forse, ma impossibili da verificare.

Yanis Varoufakis non è un marxista ortodosso, e forse non è mai stato marxista. Sì, ovviamente accetta l’interpretazione scientifica, e chiarissima, di Karl Marx, del modello capitalista ma è troppo inquinato dalle teorie dei modelli neoclassici: di quelle made in Usa, in particolare.

Quindi, di fondo, resta un liberale.

Il quale, dopo aver visto come è stata strangolata la Grecia e dopo averlo denunciato con coraggio, va ammesso, ora chiede di votare proprio per Emmanuel Macron che vuole applicare alla lettera le direttive di Bruxelles, per la Francia. Quelle direttive di austerità del settore pubblico, di morte totale del welfare e della dignità del lavoro, si pensi alla Loi de Travail, per distruggere lo Stato, come l’ordoliberismo vuole, lasciando sopravvivere soltanto la polizia e la giustizia per I ricchi che se la possono permettere.

Yanis ormai vuole vivere nella sua cella, come Diem 24, come Sinistra Italiana, MDP, PRC, come Possibile.

Perché agli altri compagni della prigione neoliberista si possono sempre vendere libri per farli sognare di uscire, o prendere qualche voto per sedere in Parlamento a far vedere che ci si oppone ai secondini.

Sapendo che non si potrà mai uscire. E questo lo ha proprio dimostrato chiedendo il voto per Macron.

Yanis Varoufakis, ascolta il grido dei giovani studenti francesi. Ricorda quando eri un ragazzo sulle spiagge greche.

Ni Patrie, Ni Padron, Ni Le Pen, Ni Macron.

E smetti di prendere in giro chi sogna un’Europa diversa. L’ Europa deve cadere. Al più presto.

 

p.s. Se volete leggere cosa Yanis Varoufakis sa dell’Euro e le sue contraddizioni, ecco i link della sua cronaca del golpe greco.

https://esseresinistra.wordpress.com/2015/09/02/la-primavera-di-atene-1-uno-spettro-si-aggira-per-leuropa-lo-spettro-della-democrazia/

https://esseresinistra.wordpress.com/2015/09/04/la-primavera-di-atene-2-la-medicina-tossica/

https://esseresinistra.wordpress.com/2015/09/08/la-primavera-di-atene-3-come-e-perche-hanno-organizzato-il-colpo-di-stato/

https://esseresinistra.wordpress.com/2015/09/13/la-primavera-di-atene-4-leuro-pone-gli-stati-e-le-popolazioni-in-un-conflitto-continuo/

https://esseresinistra.wordpress.com/2015/09/16/la-primavera-di-atene-5-una-crisi-europea-che-va-risolta-dai-popoli-europei/

Dimensione carattere
Colors