SI FA PRESTO A DIRE POPOLO DI PECORE E BUOI!

SI FA PRESTO A DIRE POPOLO DI PECORE E BUOI!

di Alberto SCOTTI

Prendi un popolo, lo fai sguazzare scientemente nella più crassa ignoranza, ad esempio distruggendo la tv pubblica, che, bene o male era un formidabile mezzo di trasmissione di buona cultura di massa, dici loro che è meraviglioso vivere in una società libera e opulenta, dove tutto è commercio e appagamento di capricci quotidiani.

Trasformi sostanzialmente questo popolo in una mandria di buoi che passano la loro esistenza transumando da un centro commerciale all’altro, poi togli loro la dignità del lavoro, diritti sociali, trasformi la democrazia in un’oligarchia con partiti e parlamenti che non rappresentano più nessuno e otterrai una massa informe di rancorosi incafoniti che stanno lì con la bocca aperta ad aspettare quel benessere che gli hai promesso e manco hanno avuto. Non hanno né benessere né cultura.

L’unico mezzo rimasto a questi esseri semi-umani, creati da te, politico, in special modo politico di “sinistra”, per sfogare la propria abnorme frustrazione è l’insulto.

Se sei uomo ti augureranno la morte violenta, la maciullazione, la decapitazione, il rinsecchimento dell’uccello e se sei donna, lo stupro di gruppo.

Questa è la società modellata dalla moderna “sinistra”, dall’ulivo mondiale, a partire dagli anni ’90.
Cos’è questa moderna “sinistra” se non la vecchia contessa che affama i suoi contadini, li fa sguazzare nell’ignoranza e poi quando questi le si rivoltano contro, come sanno e come possono, urla sdegnata: “allontanate da me quei rozzi e volgari villici!”?

LA LIBERTA’ DEGLI EGUALI

LA LIBERTA’ DEGLI EGUALI

Il Potere tramite l'autorità del manganello nega la libertà di dissentire.

La libertà degli eguali, scrisse Bakunin…

di Nico Max WEBER

Non tutti siamo uguali, quindi perché creare una moneta unica per farci credere il contrario e qual è la reale verità per cui il Potere l’avrebbe prima voluta e poi realizzata pur sapendo a priori che che non avrebbe funzionato?

E poi, per quale motivo, la massa di cittadini composta da tante individualità ritenne di credere ciecamente che questa moneta potesse essere uno strumento di benessere collettivo?

Iniziamo con un pensiero di filosofia sociale.

“La società non è una semplice somma di individui; al contrario, il sistema formato dalla loro associazione rappresenta una realtà specifica dotata di caratteri propri. Indubbiamente nulla di collettivo può prodursi se non sono date le coscienze particolari: ma questa condizione necessaria non è sufficiente. Occorre pure che queste coscienze siano associate e combinate in una certa maniera; da questa combinazione risulta la vita sociale, e di conseguenza è questa che la spiega. Aggregandosi, penetrandosi, fondendosi, le anime individuali danno vita ad un essere (psichico, se vogliamo) che però costituisce un’individualità psichica di nuovo genere” . (1)

Qualunque sia la sua origine, comunque, LA COSCIENZA COLLETTIVA ISPIRA E DETERMINA LE AZIONI DEL SINGOLO in misura tale che si può affermare che l’individuo è generato dalla società, e non viceversa, in quanto la società e riconducibile alla somma degli elementi cui è composta.

Per nulla scontato dire che l’istinto di sopravvivenza viene usato dagli animali per non soccombere alla fame e agli agenti atmosferici, nell’uomo, quindi nel nostro caso specifico, l’istinto di sopravvivenza serve invece per coltivare il proprio “giardino” e i propri interessi personali, serve quindi per il mantenimento del proprio status sociale, ma si sa, quando qualcuno si arricchisce qualcun altro si impoverisce, ecco il perchè della necessità di lottare contro il conformismo della massa, dove l’uniformità rende ipocritamente tutti uguali, non sapendo che dietro alla paventata uguaglianza i soliti furbi appartenenti alla Politica, alla Finanza e al Capitalismo, fanno invece gli “affari” loro..

E’ cosi che funziona cari amici, non a caso Bakunin si espresse su questo tema scrivendo:

Lo Stato è la più flagrante, la più cinica, la più completa negazione dell’umanità. Esso frantuma la solidarietà universale di tutti gli uomini sulla terra e li spinge all’associazione al solo scopo di distruggere, conquistare e rendere schiavi tutti gli altri. Protegge solo i suoi cittadini e solo entro i suoi confini riconosce diritti, umanità e civiltà. (2)
.

Ma siamo pur sempre animali e l’Istinto è un istinto che non si può eliminare dall’oggi al domani: ci sono milioni di anni di evoluzione solo per arrivare a questi ultimi duemila anni in cui ci pare di essere usciti dalla condizione animale. E’su questo che conta l’aristocrazia finanziaria e dirigenziale di questo mondo, per continuare a perpetuare il finto concetto egualitaristico. Noi ce ne siamo ubriacati nei decenni trascorsi, adesso cercano di farci comprendere che non possiamo essere tutti uguali. Lo si capisce anche ascoltando i discorsi, non solo dei potenti, ma anche dei giovani che, sono tornati ad introiettare quella che un tempo veniva considerata come una iattura: ovvero l’essere raccomandati o ”figli di….”.

Quando si sente parlare i giovani di questo e di come essi stessi siano costretti ad andare verso questa direzione, dopo avere ascoltato tutta la prosopopea della meritocrazia, fa davvero molto male.

Vedere come la meritocrazia sia declinata anzitutto in chiave classista e poi nepotistica, oppure in chiave di cooptazione per raccomandazione.

No, non siamo mai stati uguali.

Ci si è illusi. Adesso stanno cercando di risvegliarci dal nostro illuderci. E siamo rimasti in pochi in questo amaro risveglio, degnissimo di quanto avviene nella ”fattoria”di orwelliana memoria… La paura è una pessima consigliera e il Potere sa bene come gestirla.

La massa è sempre quella che obbedisce al conformismo dettato dall’istinto di sopravvivenza, anche se questo istinto non sarebbe più da essere. Ma, il paradosso dell’uomo, è che, anche nelle situazioni più apparentemente favorevoli per il suo progresso, riesce a trarre dal suo profondo il peggio di sé, infatti…

Nessun individuo può riconoscere la sua propria umanità né per conseguenza realizzarla nella sua vita, se non riconoscendola negli altri e cooperando alla sua realizzazione per gli altri. Nessun uomo può emanciparsi altrimenti, che emancipando con lui tutti gli uomini che lo circondano. La mia libertà è la libertà di tutti, poiché io non sono realmente libero, libero non solo nell’idea ma nel fatto, se non quando la mia libertà e il mio diritto trovano la loro conferma e la loro sanzione nella libertà e nel diritto di tutti gli uomini miei uguali . (3)

 

nella foto: Il Potere tramite l’autorità del manganello nega la libertà di dissentire.

cit.
(1) Emile Durkheim
(2) Michail Bakunin
(3) Michail Bakunin

SUL CONCETTO DI NORMALITA’ MENTALE

SUL CONCETTO DI NORMALITA’ MENTALE

Vittorino Andreoli

Il concetto di normalità mentale è qualcosa che non si trova insito nel singolo uomo, né all’interno della sua biologia né dentro il suo pensiero, ma nasce dal rapporto individuo-società e dal grado di adeguamento del singolo alle regole imposte a tutta la collettività.

Vittorino Andreoli

Riflessioni politiche. Libertà di dissentire o gregge al pascolo sotto scorta?

Riflessioni politiche. Libertà di dissentire o gregge al pascolo sotto scorta?

di Nico Max Weber

Finora, nel corso della storia la libertà dell’uomo è stata limitata da due fattori: l’uso della forza da parte dei governanti (essenzialmente, la loro capacità di sopprimere i dissenzienti) e, più importante ancora, la minaccia dell’inedia che ha pesato su coloro i quali fossero riluttanti ad accettare le condizioni di lavoro e di esistenza sociale loro imposte”.

Erich Fromm, La disobbedienza e altri saggi, 1981

Sabato 25 Marzo, a Roma si sono svolte varie manifestazioni e cortei per protestare contro l’anniversario dei sessant’anni per i trattati che diedero inizio all’Unione Europea.

Se non notate nulla di strano è evidente che per voi la Libertà è una cosa astratta e non ben delineata.

Se invece vi siete accorti che il Potere, tramite i suoi fidati “servi” chiamati dal popolo “Forze dell’Ordine”, non hanno permesso di manifestare sotto ai Palazzi che lo rappresenta, ma li hanno letteralmente accerchiati sul Lungotevere senza possibilità alcuna di muoversi in altre zone, beh, siete dei veri e attenti osservatori.

Perché la Libertà per essere tale, non deve essere gestita da nessuno, ma solo da noi stessi e dalla nostra responsabilità.

corteo no euro

Ore 17.28 – Bocca della Verità (Vincenzo Bisbiglia)
Qui, alla Bocca della Verità, i nostri manifestanti hanno finalmente capito che non avrebbero potuto avvicinarsi a nessun palazzo del Potere, sono stati per così dire “tenuti al pascolo”.
Questa è la Libertà che ci concede il Potere!

fonte: https://poesiacultura.wordpress.com/2017/03/25/riflessioni-politiche-liberta-di-dissentire-o-gregge-al-pascolo-sotto-scorta/

Ai cattolici

Ai cattolici

Dj Fabo

Cari credenti, cattolici o come preferite definirvi, forse non ne siete a conoscenza ma le peggiori discriminazioni in quanto donna, in quanto non credente (almeno non in quello in quello in cui credete voi e di sicuro non nel modo in cui voi esercitate la vostra fede), in quanto comunista, in quanto a favore dell’aborto, del divorzio, dell’amore libero, della libertà di autodeterminarsi, del rifiuto del conformismo e del benpensantismo, dell’eutanasia le ho subite proprio da molti tra voi. Certamente non tutti ma purtroppo ancora davvero molti.

Discriminazioni che sono state orrende, vili e meschine, per come si sono esternate in molti casi (una anche molto recente e di una vigliaccheria senza pari), e sono certissima di non essere la sola ad aver subito simili discriminazioni.

Molti invece fra noi che non siamo credenti o cattolici, non si sono MAI comportati allo stesso modo verso chi ha una fede, un credo, una diversa concezione dell’esistenza.

Pur non condividendo molte scelte altrui, le abbiamo rispettate perché ognuno deve potersi autodeterminare, anche compiendo errori e non sta a noi stabilire cosa sia giusto e sbagliato nelle e per le vite degli altri e prendere decisioni per tutti.

Noi crediamo nella libertà, voi scegliete di dominare gli altri con le vostre scelte.
Parlate di un Dio d’amore e poi lo dipingete come punitivo e nel pensarvi fatti a sua immagine e somiglianza, vi sentite autorizzati ad essere ciò che Dio non sarebbe mai.

Perciò, più ancora perché siete credenti, ogni tanto gioverebbe ricordare che non vi si chiede di pensare e di condividere quello che pensiamo noi, ma di non assurgere al ruolo di giudici o di vendicatori di un torto subito e soprattutto di avere la forza di stare un passo indietro rispetto alle vite degli altri.

Ricordate quando un giovane uomo ha scelto di morire?
Si può essere o non essere d’accordo, indubbio, ma un paese civile dovrebbe consentire ad OGNI ESSERE UMANO anche la dignità della morte, perché magari preferite non vedere e non sapere, ma OGNI GIORNO ci sono persone lasciate a se stesse, isolate nella sofferenza, nella tragedia di una malattia incurabile che li conduce al suicidio volontario non potendo chiedere una buona morte.

Ma anche in questo vi ergete a giudici, rinnegando ancora il vostro stesso credo perché non sta a voi giudicare niente e nessuno.
Siete credenti ma troppe volte non conoscete il significato della parola compassione e i casi, ormai, si sprecano.

Lo stesso dicasi per la dignità.
Ne parlate tanto, la rivendicate ma parlate della vostra dignità non di quella degli altri.
Voglio chiedervelo, cari tutti, se trovate dignitoso giudicare un uomo che ruba per fame e, per fare un esempio accaduto non tanto tempo fa, vorrei sapere se trovate dignitoso ridacchiare perchè qualcuno rinchiude delle donne Rom in una gabbia, le filma e poi carica il video su Youtube come se fossero animali da circo da esibire.

Ma più ancora, io mi chiedo se sia dignitoso che vi stracciate le vesti per un uomo che desidera porre fine alle sue sofferenze e che non lo facciate, invece, OGNI GIORNO al pensiero che in questo paese milioni di persone non hanno da mangiare, come se il diritto alla vita fosse solo una funzione prettamente biologica.

Io, anche se non sono credente, ho comunque una fede e una passione incrollabili nell’Umanità, me lo chiedo.
Voi, a parte davvero troppi pochi casi, in generale al momento risultate non pervenuti.

E sono certa di quanto affermo perché, se così non fosse, questo paese oggi vedrebbe proprio voi credenti, osservanti e praticanti il cattolicesimo, impegnati a scacciare i mercanti dal tempio.

.
P.S.: poi, contro il parere generale, ritengo sia il caso di parlare di uno come Adinolfi in quanto esempio tra un certo cattolicesimo di come il Medioevo non sia mai terminato, nei confronti delle donne e, ahimè, non crediate sia un caso isolato. Obbligata da cause di forza maggiore a coesistere in mezzo a focolarini e ciellini, ho visto e sentito cose che Adinolfi al confronto è quasi un’educanda. Quindi a quelli che dicono sia meglio sorvolare, proprio per questo dico no, non si può non parlarne.
Tacere sulle sue affermazioni diventa gravemente dannoso perché sono tanti quelli come lui e far mancare la riprovazione sociale, significa rischiare di finire pericolosamente col normalizzare una simile nefandezza degna del nazismo insito nel tempo che viviamo.

Ivana Fabris

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