SCHIFO E TRISTEZZA

SCHIFO E TRISTEZZA

Riunione al Brancaccio

di Dario MARCHETTI

Schifo e tristezza: questi sono i sentimenti che ho provato di fronte ad appuntamenti come quello del Brancaccio che intendeva riunire tutto quello che si muove a sinistra del PD per riportare quei voti nell’alveo della ditta.

Tralascio il fatto che si tratti ormai di appuntamenti in cui il popolo non è più contemplato, immaginando di potergli calare sulla testa decisioni prese dall’altro, anzi dei quali al popolo non potrebbe fregare di meno, e passo alla sostanza della cosa. 

Di cosa di discute in questi consessi?

Della terrificante situazione di un Paese che vede ormai anche gran parte dell’ex ceto medio scivolare vero la povertà?

Della dismissione di diritti acquisti in decenni di lotte?

Del progressivo peggioramento del potere di acquisto di salari e stipendi?

Della necessità di uscire dalla gabbia UE, in cui le politiche solidaristiche non sono contemplate?

Della privatizzazione dei beni pubblici?

Della distruzione di scuola e sanità pubblica?

Non sia mai, oggetto della discussione sono sempre loro, lor signori: forma partito, alleanze e cazzate consimili.

E qualcuno si stupisce se questi una volta si riunivano al Palazzo dello Sport e oggi non riescono neanche a riempire un piccolo teatro?

ATTUARE LA COSTITUZIONE? MOLTO BENE. E ALLORA PENSIAMO A COSA FARE COI TRATTATI UE CHE VANNO CONTRO DI ESSA

ATTUARE LA COSTITUZIONE? MOLTO BENE. E ALLORA PENSIAMO A COSA FARE COI TRATTATI UE CHE VANNO CONTRO DI ESSA

Come uscire dall'euro

di Fiorenzo MEIOLI

Senza la capacità di rimettere in discussione la relazione fra Italia, eurozona ed Unione Europea, sarà complicato costruire una sinistra in grado di rimettere al centro il lavoro come recita la nostra Costituzione e di superare il centrosinistra degli ultimi 30 anni.

L’Art.1 della nostra Costituzione dice che “l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro” che sostanzialmente vuol dire che il lavoro costituisce l’interesse fondamentale, compresa la sua dignità.

E’ una chiara presa di posizione verso gli interessi dei più deboli, perché i più forti, pensavano i nostri Costituenti, a tutelarsi sono in grado da sé.

Insomma, a sinistra si deve prendere atto che l’Italia fa parte però di un assetto europeo basato sulla competizione del mercato, l’esatto contrario di ciò che invece recita la nostra Costituzione alla quale pensiamo come un punto di riferimento.

Se la sinistra non affronta questo nodo politico, come, ad esempio, si debba riconquistare una quota di sovranità in tema di politica economica e sociale, senza fare chiarezza sulla moneta unica che si è trasformata in uno strumento della vittoria del neoliberismo, nessun progetto a sinistra avrà unità e credibilità.

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