UN ECONOMISTA CONTRO IL MODELLO TEDESCO: FEDERICO CAFFE’

UN ECONOMISTA CONTRO IL MODELLO TEDESCO: FEDERICO CAFFE’

di Federico CAFFE’

 

Se per miracolo qualche risultato si dovesse raggiungere, ma andasse nel senso di un riavvicinamento della nostra posizione, poniamo, a quella della Germania, non è questo il destino che augurerei al mio paese.

Si tratta infatti di una situazione in cui i lavoratori, pur godendo di un certo benessere, sono in una posizione fortemente subalterna.

Non credo, in altri termini, che il risanamento della bilancia dei pagamenti e un riassetto dell’economia, senza l’introduzione di veri elementi di socialismo, sia qualcosa che vale.

…Non vorrei apparire retorico, ma tradiremmo l’ideale di costruire un mondo in cui il progresso sociale e civile non rappresenti il sottoprodotto dello sviluppo economico

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

Tempi moderni - Chaplin

Mentre si parla dell’età della moglie di Macron e della proposta di matrimonio di Fedez alla Ferragni, il Governo ha approvato a larga maggioranza (Forza Italia, PD, e tantissimi astenuti che non hanno avuto il coraggio di votare CONTRO) una legge sulla tutela del lavoro autonomo e del “lavoro agile”, quello dei cosiddetti “smart worker”, che vanno da coloro che spostano merci nella grande distribuzione ai traduttori.

Però non vedo parlarne.

Non è il job act. E’ peggio.

Se proprio lo volete chiamare in inglese chiamatelo “SLAVERY ACT“.

Non c’è nessuna previsione di sicurezza del “lavoro agile”. Sarà agile come quello del trapezista che fa un salto mortale.
Senza rete.

Ah, le decisioni le prende solo il datore di lavoro. Perchè tutto viene deciso in accordi tra le parti, senza tutela sindacale.

Tra chi mi offre un lavoro, e io che non so come pagare l’ultima bolletta della luce, chi è la parte contrattuale in posizione di forza?

Comunque adesso è chiamato “lavoro autonomo con unico committente“. Si chiamava lavoro dipendente un tempo. Però adesso sei uno “smart worker”. Pagato meno di uno smartphone.

Ho ascoltato senatori della Repubblica affermare che le cose sono cambiate, che questo è il futuro, che non si può tornare indietro.

E invece SIAMO TUTTI TORNATI INDIETRO. Al 1800.

Però, oh. Fedez è un fico, dai.

Massimo Ribaudo

LA BUONA SCUOLA DEGLI SCHIAVI: A 300 EURO AL MESE

LA BUONA SCUOLA DEGLI SCHIAVI: A 300 EURO AL MESE

Giannini e Fedeli

di Massimo RIBAUDO

Non volevo crederci. 
Avevo letto di sfuggita la notizia su una bacheca di un mio amico su Facebook, ma volevo pensare fosse stata una svista, oppure una “bufala”.

E invece è così.

Il Ministero della Pubblica Istruzione indirà un concorso per nuovi insegnanti, il prossimo anno, ai quali, per il primo anno di assunzione, verrà dato un stipendio netto di 300 euro al mese.

300 EURO AL MESE

Mentre lo scrivo penso di essere in una serie TV dove, come al solito si prefigura, un futuro apocalittico, nel quale la scuola pubblica non esiste più, e solo i ricchi possono frequentare istitutu con educatori pagati con una retribuzione decente. Tutto il resto della popolazione resta ignorante e lavora, come nell’800, per pochi spiccioli. “Poca roba”, come ha detto la Ministra Valeria Fedeli.

Ma non è una fiction, non è un film. E’ IL DECRETO che sta per essere emanato da questo Governo, che qualcuno ancora definisce di centro-sinistra.

E leggo che il sindacato ANIEF, parla di somme risibili, di atto vergognoso del Governo, di rivolgersi ai Tribunali.

300 euro al mese per un’insegnante appena entrato in ruolo.

No, cari sindacati. Forse non è chiaro. Siamo oltre l’assurdo, siamo all’imposizione per LEGGE della fine della scuola, perchè la scuola è l’ultimo impedimento, insieme alla nostra Costituzione, per il completo asservimento della popolazione al sistema neoliberista che ci fa schiavi del debito. E’ un modello, carissimi docenti.

Dovete spiegarlo nelle vostre lezioni, dovete uscire TUTTI dalle aule e chiamare tutte le famiglie alla ribellione.

Ma non lo farete, vi sta sembrando NORMALE, (da quello che leggo sui vostri siti di riferimento) anche se vergognoso (oh, sì, vi indignate), che un governo decida di pagare il vincitore di un concorso trecento euro al mese.

Pensate che lo faccia per salvare I CONTI PUBBLICI.

No, lo fa per creare un precedente, e poi un altro, un altro ancora, fino alla totale sparizione del vostro ruolo di educatori.

E la Ministra Valeria Fedeli, che è stata una sindacalista, permette tutto questo.

Perchè la scuola deve sparire, non serve più. Non serve al sistema. Basta uno smartphone dove chattare e comprare. Basta avere 300 euro al mese per le spese di viaggio, pur di avere un lavoro.

E questo non vi fa scendere nelle piazze per mesi e mesi, con le tende, insieme alla popolazione, fino a quando la Ministra non si dimetta e non ritiri il decreto? Non fa in modo che si rischi il carcere, come i nostri partigiani, pur di impedirlo?

No. Scrivete: “ci affideremo ai Tribunali”. Che forse sospenderanno la prima volta il decreto, ma che poi un giorno passerà. Hanno tempo. Sono trenta anni che distruggono, con ogni “deforma” possibile la scuola e il sistema educativo italiano. E glielo abbiamo permesso in tanti.

E continueremo a permetterglielo se non lotteremo come si è sempre lottato.
Fino all’ultimo sangue.

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