CHI LOTTA PUO’ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO…

CHI LOTTA PUO’ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO…

di Antonio CAPUANO

Sui gruppi universitari, io sono a Scienze Politiche a Napoli, comincia a circolare la notizia che, causa sciopero, potrebbe saltare la sessione autunnale.

I commenti e le reazioni di tanti miei colleghi studenti, mi lasciano sbigottito e rappresentano l’emblema del perché l’Italia sta morendo.

Zero argomenti e un egoismo sconcertante: “Stiamo scherzando?”; “Non c’è rispetto per gli studenti!”; “Si vergogni chi aderisce…”, etc.

Ma davvero?

Sappiamo per cosa si sciopera, di grazia? Ce lo siamo chiesti? Bontà vostra?

Oppure siamo davvero giunti ad un punto in cui, in questo Paese, mentre lo Stato demolisce il settore pubblico , il sociale, le fasce deboli, i diritti e la democrazia, non solo non si alza più un dito, ma addirittura ci si arrabbia a priori per il diritto ad uno sciopero e alla rivendicazione dei diritti?

Ho capito che il ’68 è finito e che purtroppo in molti avete drammaticamente deciso che la politica non vi riguarda e ognuno pensa solo a se stesso, ma non è che possiamo adeguarci tutti.

Stiamo scherzando?

Noi fortunatamente no e andremo avanti in questa giusta battaglia.

Spero vivamente che invece lo stia facendo chi commenta arrabbiandosi…

SENZA MIGRANTI, UN PAESE ANCORA PIU’ POVERO

SENZA MIGRANTI, UN PAESE ANCORA PIU’ POVERO

di Jaki BALDI

Si dibatte sullo jus soli, ma se immaginiamo un paese senza migranti, lo vedremo più povero sia a livello umano che culturale, nonchè numericamente.

Infatti, viste le condizioni di precariato globale dei nostri giovani, risulta quasi impossibile crearsi un famiglia loro.

Cosa ci insegnano i migranti?

Per esempio a rialzare la testa contro lo sfruttamento lavorativo.

Giorni fa il facchinaggio ha scioperato in tutta Italia ed alla testa dei lavoratori c’erano proprio gli “stranieri” di prima e seconda generazione.

Ne avete avuto notizie dai media? io no..

SCIOPERO SI. E CI PENSO SU

SCIOPERO SI. E CI PENSO SU

Annuncio soppressione treni

di Stefania GATTA

Delrio dichiara che servono nuove regole sullo sciopero nei trasporti.

Lo sciopero è l’arma più importante nella difesa dei diritti dei lavoratori e proprio per questo le affermazioni dei vari esponenti politici vanno considerati esclusivamente come un attacco, l’ennesimo, ai diritti sul lavoro.

Però, però…scioperi nel trasporto pubblico si ripetono da anni con cadenza quasi mensile tanto da sollevare dubbi, critiche, rabbia da parte dei fruitori e forse è proprio questo che si vuole.

L’insistenza sulla rappresentatività, giusta di fondo, fa pensare ad un attacco ben definito ai sindacati che non sono la cosiddetta triplice, ormai assimilabile al “sindacato di stato”.

Così, penso, se da un lato il discorso della rappresentatività è corretto, dall’altro viene usato come grimaldello per attaccare i piccoli sindacati, quelli che non sono omologati.

Forse sarebbe il caso che questi non cadessero nel tranello che gli viene fatto proclamando uno sciopero ogni mese su ragioni che non sono trasparenti o pubblicizzate.

La TPL, a Roma, una delle aziende private cui l’ATAC demanda il trasporto nelle periferie, paga gli stipendi ai suoi dipendenti con molto ritardo.

Però la situazione di questi dipendenti la conoscono in pochi: ennesimi lavoratori precari che stanno sostituendo quelli fissi con un costo lavoro più basso e a diritti quasi zero proprio partendo dallo stipendio.

Forse i lavoratori dovrebbero tornare ad acquisire una coscienza sindacale impegnandosi in prima persona senza demandare ai soliti noti che li usano e in questo caso, poi, ritengo sia lampante, senza proteggerli.

Quindi, purtroppo, penso che ci sia qualcuno, anche in quei sindacati autonomi di base, a fare il gioco dei grandi e questo non me lo toglie dalla testa nessuno.

SCUOLA: SGB (SINDACATO GENERALE DI BASE), IL SENSO DI UNO SCIOPERO

SCUOLA: SGB (SINDACATO GENERALE DI BASE), IL SENSO DI UNO SCIOPERO

 

di Barbara MORLEO

Presso la Prefettura di Bologna, in rappresentanza del mio sindacato SGB (Sindacato Generale di Base), ho partecipato al mio primo tentativo di conciliazione con l’Amministrazione del Comune di Bologna, a seguito dello stato di agitazione proclamato in vista dello sciopero del personale delle scuole materne comunali e dei nidi comunali.

Ovviamente la conciliazione è fallita.

L’amministrazione cercherà di far passare che la mancanza di accordo con i sindacati e le lavoratrici sia relativa al progetto “Luglio” ma questo è solo la punta di un iceberg.

Il malcontento delle lavoratrici è andato aumentando negli anni fino ad ad assumere proporzioni non più accettabili dopo il contratto di assunzione che è stato stipulato lo scorso anno con l’ente locale.

Questo contratto, che è andato a sostituire il vecchio contratto scuola, si è rivelato presto, per le tante precarie che aspettavano da anni la stabilizzazione, il collaudo di una forma di sfruttamento a tempo indeterminato.

È aumentato il numero di ore frontali settimanali da fare con i bambini ed è facilmente comprensibile quanto sia difficile garantire anche la semplice vigilanza dopo 5 o 6 ore frontali con 25/26 bambini di questa fascia d’età.

Le giornate di 7 ore lavorative si sono dimostrate presto usuranti.

In un solo anno il numero delle malattie è aumentato in maniera rilevante.

Col nuovo contratto è aumentato sensibilmente anche il monte-ore annuale, da utilizzare in modo non frontale. E la cosa peggiore è che parte di questo monte-ore, viene fatto utilizzare illegittimamente alle maestre per coprire le assenze delle colleghe e quindi nuovamente in modo frontale con i bambini.

A questo si aggiunge il taglio dei collaboratori, che fa ricadere sulle maestre, diverse mansioni che sarebbero competenza dei collaboratori.

In questa cornice si inserisce la richiesta da parte dell’amministrazione di prolungare il servizio fino a luglio.

È chiaro che l’unico interesse dell’amministrazione è il risparmio e non la qualità del servizio che si fa ad offrire. Speriamo che di questo si avvedano anche le famiglie.

A fronte della denuncia di demansionamento, sostenuta dalle maestre, l’amministrazione risponde che si tratta di prosecuzione dell’attività didattica.

Ma è semplice capire che, essendo aperte la metà delle scuole, molte maestre saranno spostate in scuole differenti dalla normale sede di lavoro e dovranno occuparsi di bambini che non conoscono in alcun modo…oltretutto in sezioni che raggiungono e superano anche i 30 gradi (essendo le sezioni sprovviste di condizionatori).

L’amministrazione ci dovrebbe spiegare come si può fare attività didattica in queste condizioni.

È chiaro a tutti che la scuola non può proseguire oltre il mese di Giugno e che a Luglio i bambini hanno bisogno di attività all’aria aperta da svolgere nel modo più ludico possibile e preferibilmente ove sia possibile anche rinfrescarsi, quindi preferibilmente in piscina.

E per tutto ciò ci sono le Polisportive che hanno il loro personale perfettamente formato per far fronte a queste differenti esigenze e necessità.

A fronte di tutte le problematiche fin qui elencate ce n’è un’altra per noi ancora più grave, ovvero la decisione assunta dal Comune di Bologna di sostenere economicamente le famiglie che iscrivono i propri figli ai nidi privati e quindi di incentivare questa scelta, anziché sostenere e implementare le sezioni dei nidi e delle materne comunali, da sempre patrimonio e vanto pedagogico non solo italiani ma europei.

Queste sono le ragioni per cui la conciliazione è fallita e indiremo lo sciopero.

UN GRAVISSIMO ATTACCO ALLA DIGNITA’ DEI DOCENTI E DELLA SCUOLA PUBBLICA

UN GRAVISSIMO ATTACCO ALLA DIGNITA’ DEI DOCENTI E DELLA SCUOLA PUBBLICA

Manifestazione per la scuola pubblica
Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato sindacale di SGB-settore scuola che risponde alla vergognosa proposta del Ministero dell’Istruzione di istituire un Concorso Pubblico che prevede, per i docenti neoassunti (che dovrebbero essere tirocinanti), un emolumento di 300 euro al mese. Senza alcuna sicurezza, senza alcun rispetto delle competenze e del valore dell’educazione pubblica.

 

di Sindacato SGB-Scuola

Mentre dentro e fuori dalle scuole cresce la polemica e la discussione in merito alle Prove Invalsi, ecco che il nostro Ministro dell’Istruzione e il Governo, Valeria Fedeli, dopo l’approvazione delle 8 deleghe della Legge 107/15, si prepara a scagliare quello che può sicuramente esser definito come uno degli attacchi più tristi e vergognosi che mai siano stati sferrati, nella storia della Scuola della Repubblica, contro gli insegnanti.

E la beffa sta nel fatto che questo abominio si presenta in un schema di decreto, per la precisione il Decreto Legislativo N. 377 della Legge 107/15, il cui titolo è :

“Schema di decreto legislativo recante riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione formazione iniziale e di accesso al ruolo di docente, per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione” (Atto n. 377)

Sapete in cosa si traduce la valorizzazione sociale e culturale della professione?

Ai sensi dell’articolo 8 e successivi non potrà superare i 117 milioni di euro annui, corrispondenti circa a 400 euro lordi mensili a tirocinante.

E per tirocinante non si intende un ragazzo di 18 anni al termine delle scuole superiori (come avviene nel Nord Europa dove viene così retribuito durante la formazione scolastica), no signori,

si intende un Laureato che abbia superato un Concorso dello Stato.

Ciò significa che oltre ai cinque anni previsti per la laurea (nei quali vengono pagati svariati …mila euro in tasse universitarie) e i due anni di studio per il superamento delle prove scritte ed orali di un Concorso Pubblico, il fortunato vincitore dovrà poi affrontare tre anni di tirocinio (quindi senza neanche la certezza di essere assunto al termine di questo girone infernale),

sottopagato…anzi diciamolo pure…schiavizzato!

 

Insomma forse a trent’anni se tutto va bene, dopo 10 anni di formazione universitaria e post-universitaria, potrà aspirare a prendere 1200 euro al mese!!!

ALTRO CHE VALORIZZAZIONE!

SI PARLA DI CIFRE UMILIANTI NON SOLO PER UN DOCENTE, MA PER QUALSIASI LAVORATORE, FIGURIAMOCI PER UN LAUREATO.

E’ EVIDENTE LA VOLONTA’ DI DELEGITTIMARE E UMILIARE LA CATEGORIA DEI DOCENTI DELLA SCUOLA PUBBLICA.

E’ impossibile a questo punto non chiedersi il motivo di tanto accanimento contro gli insegnanti.

E la risposta sta nel fatto che gli Insegnanti e la Scuola Pubblica sono l’ultimo baluardo alla salvaguardia dei valori democratici di questo Stato, gli ultimi che possono aprire gli occhi ai giovani sulle ingiustizie sociali che si stanno perpetrando a colpi di Leggi e decreti, gli ultimi che possono risvegliare le coscienze e prepararle ad una nuova Resistenza.

Dopo quest’ultimo gravissimo attacco alla dignità di noi insegnanti, riteniamo che chi si assoggetterà a sostenere le prove Invalsi si renderà complice di questo sistema di distruzione della Scuola Pubblica.

Chi in questi anni ha continuato a sostenere che un Governo che “investe” nella scuola ha poi il diritto di controllare come sono stati utilizzati i soldi investiti, adesso cosa sarà capace di inventarsi ancora?

ADESSO E’ VERAMENTE ARRIVATO IL MOMENTO DI INCROCIARE LE BRACCIA E DIRE BASTA!

E BISOGNA DIRLO SOSTENENDO LOTTE IN TUTTE LE SCUOLE.

E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI PASSARE DALLA RESISTENZA AL CONTRATTACCO.

CON SGB PUOI.

fonte: http://www.sindacatosgb.it/pubblico-impiego/scuola/430-gravissimo-attacco-alla-dignita-dei-docenti-e-della-scuola-pubblica

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