MALA TEMPORA CURRUNT

MALA TEMPORA CURRUNT

di Fiorenzo MEIOLI

Il neoliberismo ama lo stato minimo, il mercato, la flessibilità, la precarietà del lavoro e odia tutto ciò che è riferito all’intervento pubblico.

Tutto questo, prima di essere una variabile economica, insieme al totem del debito pubblico, è una condizione culturale.

Nella “genealogia della morale”, il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche scrisse del debito come origine del denaro e ricorda come in tedesco “schuld” significhi sia debito che colpa.

Nella pratica dell’oggi vale però solo per i diritti sul lavoro, per i beni comuni, i servizi e lo stato sociale, mentre non vale per le banche e il capitalismo finanziario.

A Natale furono stanziati 20 miliardi per il salvataggio delle banche da mettere sul groppone del debito pubblico, ai quali vanno poi aggiunti quelli per il salvataggio di banca Etruria e delle altre tre banche.
E così si raggiunse quota 30 miliardi.

In questi giorni per la Popolare di Vicenza e Veneto Banca lo Stato ha messo a disposizione la bellezza di 17 miliardi.
Strano il mondo ai tempi del capitalismo finanziario, eh!

LO STATO NEOLIBERALISTA: DISTRUGGE VITE UMANE E SALVA LE BANCHE

LO STATO NEOLIBERALISTA: DISTRUGGE VITE UMANE E SALVA LE BANCHE

Popolare Vicenza

di Fiorenzo MEIOLI

Il neoliberismo ama lo stato minimo, il mercato, la flessibilità, la precarietà del lavoro e odia tutto ciò che è riferito all’intervento pubblico.

Tutto questo, prima di essere una variabile economica, insieme al totem del debito pubblico, è una condizione culturale.

Nella “genealogia della morale”, il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche scrisse del debito come origine del denaro e ricorda come in tedesco “schuld” significhi sia debito che colpa.

Nella pratica dell’oggi vale però solo per i diritti sul lavoro, per i beni comuni, i servizi e lo stato sociale, mentre non vale per le banche e il capitalismo finanziario.

A Natale furono stanziati 20 miliardi per il salvataggio delle banche da mettere sul groppone del debito pubblico, ai quali vanno poi aggiunti quelli per il salvataggio di banca Etruria e delle altre tre banche.

E così si raggiunse quota 30 miliardi.

In questi giorni per la Popolare di Vicenza e Veneto banca lo Stato ha messo a disposizione la bellezza di 17 miliardi.

Strano il mondo ai tempi del capitalismo finanziario, eh!

BANCA INTESA? ALCUNE DOMANDE

BANCA INTESA? ALCUNE DOMANDE

Banca Intesa

di Fisica MENTE

Provo ad essere schematico, ma non riesco a trovare risposte alle mie domande (che poi non lo sono).

1) Come mai Intesa paga un euro e si piglia le banche senza mettere sul tavolo un piano di risanamento con investimenti? Come conta di gestire il futuro? Ricordo che Santander si comprò il Banco Popular per 1 euro, ma mise sul piatto un progetto da 7 miliardi per ricapitalizzarlo.

2) Come mai i contribuenti italiani si sobbarcano oneri da 17 miliardi (fino a 31) per coprire le falle di due banche? Comprendo la preoccupazione per la salvaguardia dell’articolo 47 della Costituzione, però mi chiedo dove e come possa essere fatta giustizia:

2a) Banca d’Italia dov’era? Come ha potuto permettere che ci fosse un continuo via vai di dirigenti da essa alle banche permettendo un odioso mix tra controllore e controllato? Da quanti anni va avanti questa storia?

2b) I revisori dei conti (Pricewaterhouse Cooper e affini) cosa diavolo hanno firmato bilanci palesemente contraffatti? Anche loro non hanno nulla da rispondere?

2c) La Consob, che ormai non so più come definire, ha osservato e basta? Nessuna responsabilità?

2d) Confindustria, che sapeva di avere Capitani d’Industria che mangiavano allegramente i risparmi sudati dei piccoli risparmiatori, non ha nulla da dire? I nomi dei grandi creditori inesigibili sono gli stessi che si trovano spesso sulle cronache e i tiggi e i tolcsciò, che pontificano d’investimenti, modernizzazione, innovazione e renzismi vari. Niente da dire?

3) A Berlino, Schaeuble ed accoliti mormorano che certe ricapitalizzazioni con soldi pubblici insomma non andrebbero fatte, usando il condizionale (a lui sconosciuto, visto che un rapace di tal fatta usa solo l’indicativo, o l’imperativo preferibilmente).

Ma è manfrina ad uso interno, elettoralistico. A Bruxelles invece applaudono alla scelta di Pier Carlo Padoan (che poi è quella di Bruxelles, visto che gliel’hanno scritta loro). Anche qui sovranità zero. Ma i 17 miliardi li tiriamo fuori noi. Che razza di comunità è questa? Come se ne esce?

4) Il Wall Street Journal scrive che tale decisione è stata presa per evitare che i piccoli investitori potessero abbracciare i partiti estremisti (populisti). Paura, eh? E invece cosa otterrà questo decreto? Che il resto degli italiani senzienti si sentiranno ancora una volta privati dei loro diritti e abbracceranno i partiti estremisti (populisti). Chi è il genio che ha partorito questo piano degno di Sun Tzu?

5) I risparmiatori gabbati dalle banche venete hanno fatto una sorta di class action (finta, perché in Italia nun se po’ fa) per chiedere il risarcimento.

In Tribunale sarà da dimostrare che essi non conoscevano il rischio a cui andavano incontro.

Si scontreranno con i documenti che essi stessi avranno firmato e su cui tutto era scritto nero su bianco.

Addurranno ignoranza e incapacità di comprensione a fronte di insistenze e scarse informazioni verbali.

Come pensate che andrà a finire?

Ricordate Barabba e Gesù? Ecco, uguale.

BANCA INTESA E IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE VENETE

BANCA INTESA E IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE VENETE

Proposta che non si può rifiutare

di Giuseppe MASALA

E dunque la proposta di Banca Intesa – “di quelle che non si possono rifiutare”, direbbe Don Vito Corleone – per salvare Popolare di Vicenza e Veneto Banca è arrivata, ufficialmente oggi, sul tavolo del governo.

Proveranno a spiegarci che si tratta di un salvataggio sulla falsariga di quello fatto in Spagna da Santander nei confronti del moribondo Banco Popular.

Falso, le cose sono diverse.

Santander si è sì impegnato a salvare Popular pagando un euro ma si è presa tutta la banca, comprensi gli asset tossici ed è costretta a lanciare un aumento di capitale da 7 miliardi, mentre Banca Intesa è disposta a pagare un euro per prendersi solo la parte buona (rete commerciale, titoli di stato, crediti in bonis, ecc.) delle due venete e lasciando ad una bad bank l’onere di prendersi gli asset tossici (crediti inesigibili, partecipazioni azionarie di dubbio o nullo valore, ecc.). Bad Bank che verrà finanziata – inutile dirlo – con miliardi pubblici e con i soldi degli obbligazionisti subordinati che non rivedranno nulla dei loro risparmi.

Una proposta che sa tanto di cappio al collo e che fa leva sulla paura dei politici di dover dichiarare in maniera conclamata la bancarotta incenerendo anche i risparmi in conto corrente sopra i 100 mila euro e le obbligazioni ordinarie (oltre alle subordinate).

Quindi molto meglio – per i politici non certo per lo Stato – provare questa strada. Poi per anni ci diranno che viviamo sopra le nostre possibilità, mentre in realtà stiamo pagando i disastri di Lorsignori.

Non basta, nella proposta capestro di Banca Intesa c’è una pretesa che non ha riscontro a mia memoria: la richiesta di “un quadro normativo” che garantisca la banca lombarda da qualsiasi pendenza legale, presente, futura, certa o ipotetica.

Una proposta oltraggiosa per la democrazia, per il Parlamento e per un Governo degno di questo nome.

Chiedere ufficialmente delle leggi à la carte al Parlamento è una cosa che non è minimamente compatibile con una democrazia manco solamente formale. A questo siamo arrivati.

fonte: https://zeroconsensus.wordpress.com/2017/06/22/banca-intesa-e-il-salvataggio-delle-banche-venete/

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