DON ANDREA GALLO, PARTIGIANO E UTOPISTA

DON ANDREA GALLO, PARTIGIANO E UTOPISTA

 

di Don Andrea GALLO

Se il tuo Dio è bambino di strada
umiliato, maltrattato, assassinato,
bambina, ragazza, donna violentata, venduta, usata,
omosessuale che si dà fuoco senza diritto di esistere,
handicappato fisico, mentale, compatito,
prostituta dell’Africa, dei Paesi dell’est,
che tenta di sfuggire la fame e la miseria creata dai nostri stessi Paesi,
transessuale deriso e perseguitato,
emigrato sfruttato e senza diritti,
barbone senza casa né considerazione,
popolo del Terzo mondo al di sotto della soglia di povertà,
ragazza mai baciata, giovane senza amore,
donna e uomo cancellati in carcere,
prigioniero politico che non svende i suoi ideali,
ammalato di Aids accantonato,
vittima di sacre inquisizioni,
roghi, guerre, intolleranze religiose,
indigeno sterminato dall’invasione cattolica dell’America,
africano venduto come schiavo a padroni cristiani,
ebreo, rom, omosessuale o altro dissidente
sterminato ad Auschwitz e negli altri lager nazisti
o nei gulag sovietici,
morto sul lavoro sacrificato alla produzione,
palestinese, maya o indigeno derubato della sua terra,
vittima della globalizzazione;
se il tuo Dio ti spinge a condividere con loro
ciò che hai e ciò che sei,
a difendere i diritti degli omosessuali e degli handicappati,
a rispettare quelli che hanno altre religioni e opinioni,
a stare dalla parte degli ultimi
a preferire loro all’oppressore
che vive nei fasti di palazzi profani o sacri,
viaggia con aerei privati,
viene ricevuto con gli onori militari
e osannato dalle folle;
se egli considera la terra e i beni
non come privilegio di alcuni, ma come proprietà di tutti,
se ama ricchi e oppressori
strappando loro le ingiustizie che li divorano come cancro
togliendo il superfluo rubato
e rovesciando i potenti dai loro troni sacri o profani,
se non gli piacciono le armi, le guerre e le gerarchie,
se non fa gravare, come i farisei,
pesi sugli altri che lui stesso non può portare,
se non proibisce il preservativo che ostacola la diffusione dell’Aids,
se ha rispetto per chi vive delle gravidanze non desiderate,
se non impone alle donne le sue convinzioni sull’aborto
ma sta loro vicino con amore e solidarietà,
se non è maschilista e non discrimina le donne,
se non toglie alle persone non sposate il diritto di amare,
se non consacra la loro subordinazione,
se non impone nulla, ma favorisce la libertà di coscienza,
se rispetta gli altri dei e le altre dee,
se non pensa di essere il solo vero Dio,
se non è convinto di avere la verità in tasca e cerca con gli altri;
se è umile, tenero, dolce, a volte smarrito e incerto,
se si arrabbia quando è necessario
e butta fuori dal tempio commercianti e sacri banchieri,
se ama madre terra, piante, animali, fiori e stelle;
se è povero tra i poveri,
se annuncia a tutti il Vangelo di liberazione degli oppressi
e ci libera da tutte le religioni degli oppressori;
allora qualunque sia il suo nome, il suo sesso, la sua etnia
il colore della pelle, nera, gialla, rossa o pallida,
qualunque sia la sua religione, animista, cattolica, protestante,
induista, musulmana, maya, valdese, shintoista,
ebrea, buddista, dei testimoni di Geova,
Chiesa dei santi degli ultimi giorni,
di qualsiasi Chiesa o setta
non m’importa
egli sarà anche il mio Dio
perché manifestandosi negli ultimi
è Amore con l’universo delle donne e degli uomini,
nello spazio e nel tempo
e con la totalità dell’essere,
amore cosmico
che era, sta e viene
nell’amore di tutte le donne e di tutti gli uomini,
nei loro sforzi per la giustizia, la libertà, la felicità e la pace.

(da “Il Vangelo di un utopista”)

COSA VUOI DIRMI SUI ROM?

COSA VUOI DIRMI SUI ROM?

Campo Rom - Magliana

di Antonio CAPUANO

Perdonatemi,

cosa si intende esattamente con frasi tipo “non si può pensare che tutti i Rom siano cattivi, ma nemmeno che siano tutti buoni ed avere così un atteggiamento buonista a prescindere…“?

In primo luogo, tale assunto è applicabile a tutto il genere umano, dato che è pacifico asserire, come buoni o cattivi ci siano in tutte le razze, classi e etnie, nessuna esclusa.

Ciò detto, nessuno vuole favorire i Rom rispetto ad altri, si vuole solo garantire pari accoglienza, assistenza e dignità ad ogni essere umano che ne palesi il bisogno, senza differenze culturali o etniche di sorta.

Perché vedete, mai come in fatto di solidarietà, accoglienza e integrazione, non sussiste di grazia, la via di mezzo che spesso si decanta, dato che non esistono esseri umani di serie A o di serie B, quindi o si è solidali con tutti o semplicemente non lo si è, punto.

In ultima istanza, chiedo venia per questa mia richiesta, ma si potrebbe gentilmente abolire l’obbrobrioso termine “buonista”?

Da quando un concetto puro e nobile come la bontà, ha assunto un accezione negativa o è divenuto condannabile?

Siamo alla morte della società civile, bontà vostra.

Sto esagerando? Non credo, perché il declino di un Popolo inizia sempre dal impoverimento del bagaglio lessicale dello stesso, più una lingua è chiusa e incerta sul senso della parole di cui si serve e più essa divide.

Lo dice la storia…

L’ITALIA HA PROBLEMI PSICHIATRICI (anche a causa dei suoi media)

L’ITALIA HA PROBLEMI PSICHIATRICI (anche a causa dei suoi media)

I pazzi sono fuori

di Francesco MAZZUCOTELLI

Tre ragazze rom muoiono nell’incendio doloso del loro camper alla periferia di Roma. Moltissimi i commenti razzisti di giubilo. Qualcuno più cautamente dice che la colpa è loro perché vivevano in quelle condizioni, omettendo però chi ha lanciato un ordigno incendiario. A forza di dire impunemente che gli zingari vanno bruciati tutti, va a finire che qualche scellerato lo fa per davvero.

Una ragazza sedicenne compie un gesto terribile. Furiose erinni, pennivendole professioniste della polemica si accaniscono sulla ragazza, anche se i motivi e i contorni dell’insano gesto non sono ancora chiari. Si scatena una lapidazione verbale. Tra i commenti, carichi di atroce e disumano sarcasmo, si intravedono persone che hanno fatto per anni le spaccone, poi hanno preso una sventola dalla vita e ancora devono trovare qualcosa o qualcuno su cui sfogare la propria rabbia.

Marina Punturieri già Lante della Rovere poi Ripa di Meana va in televisione a parlare del suo volto sfigurato da una terapia. Non mi è mai stata simpatica, ma riconosco il coraggio di parlare di un argomento simile in programmi che solitamente trasformano queste storie nel circo Barnum degli orrori. Un editorialista di punta di un quotidiano sedicente progressista ci scrive un pezzo di dieci righe, infilando per ben due volte un riferimento totalmente gratuito al velo nell’islam, ovviamente condito di giudizi semplicistici e sprezzanti. Dalla chemioterapia allo hijab: di che stiamo parlando?

Un tizio a me totalmente sconosciuto, ma evidentemente assai popolare in altre fasce di popolazione, scrive di aver rischiato di essere assalito da un mezzo matto fuori dalla Stazione Centrale di Milano. Si sente in dovere di aggiungere che era un mezzo matto “di colore”, e questo ancora ci sta. Si sente in dovere di asserire che “era uno di quelli che noi andiamo a salvare dalle guerre”. Negro uguale profugo uguale psicopatico che assale le persone alla fermata del tram.

L’ho scritto in passato, e lo riscrivo ora.

Il problema in Italia non è neanche più politico. È psichiatrico.

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