PUTIN: LA RUSSIA, LA NATO E LA UE

PUTIN: LA RUSSIA, LA NATO E LA UE

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di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Vladimir Putin, il Presidente russo tanto bistrattato e odiato dalle cancellerie occidentali, ha vinto, anzi stravinto, le elezioni con una percentuale, il 72%, impossibile da raggiungere da qualunque leader atlantista.

Putin ha vinto perchè, anzitutto ha rinverdito il senso patriottico tipico dei russi e lo ha fatto grazie all’aiuto di quell’occidente che ha provato e continua a provare ad accerchiare la Russia e metterla in un angolo. Fin dagli anni ’90 la NATO ha cominciato una irrefrenabile espansione ad est con l’adesione dei paesi dell’ex Patto di Varsavia e degli Stati Baltici, con il favorire lo scioglimento della federazione Jugoslava con finanziamenti ai nuovi Stati e con l’intervento diretto in Bosnia e in Kosovo.

All’inizio di questo secolo l’occidente ha continuato a stringere il cerchio finanziando e sostenendo con anche l’intervento dei servizi segreti le cosiddette rivoluzioni colorate in Ucraina e Georgia.

La Russia, molto indebolita dopo la fine dell’Unione Sovietica e con un Presidente, Boris Eltsin, molto debole e con posizioni subalterne all’occidente, non reagì se non molto debolmente quando la NATO, dopo aver foraggiato il cosiddetto Esercito di Liberazione del Kosovo, attaccò la Serbia.

Ma intanto a Mosca, proprio in quegli anni cambiava il vento e veniva eletto per la prima volta Vladimir Putin presidente, un uomo che non si distanzia molto sul piano economico e sociale dal modello neoliberista del suo predecessore ma che non accetta di finire subalterno ai dettami politico-militari di Washington e alleati, e spinge la Russia a ritrovare il suo ruolo di potenza mondiale.

Così la Russia criticò aspramente l’intervento NATO in Libia ma non potè sopportare il cambio violento di governo che l’occidente voleva imporre anche in Siria e non potè lasciare soli i russi di Ucraina dopo il golpe nazi-fascista sostenuto apertamente da USA e UE.

La Russia ha sostenuto il referendum che ha portato la Crimea a tornare nella Federazione Russa e sostiene indirettamente le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk che tuttora resistono sotto i bombardamenti ucraini.

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Il resto è storia dei giorni nostri, i russi hanno ritrovato la loro unità e il loro patriottismo con un Presidente come Putin che, piaccia o no, ha assunto un ruolo fondamentale per la difesa di un mondo multipolare. È infatti grazie anche a lui se l’impero nordamericano è in crisi e alcune realtà anche di ispirazione socialista, come Venezuela ed altri, possono continuare a resistere.
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