MACRON E IL VOLTO PIÙ VOLGARE DELLA FRANCIA NEOLIBERISTA

MACRON E IL VOLTO PIÙ VOLGARE DELLA FRANCIA NEOLIBERISTA

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di Luigi BRANCATO – MovES

 

Era solo una questione di tempo prima che il volto più volgare della Francia razzista diventasse istituzionale.
E quale poteva essere il miglior rappresentante di questa feccia xenofoba se non il neoliberista Emmanuel Macron?

Lo aveva annunciato alla fine del 2017, dopo una visita al campo profughi di Calais.
In quell’occasione il primo ministro Francese aveva promesso che “la giungla” non sarebbe stata ricostruita, e che i migranti sarebbero stati obbligati a presentarsi ai centri di accoglienza per presentare il loro caso, e cercare di ottenere asilo.

In quell’occasione, il signorotto gonfio di odio e di arroganza si era anche permesso di criticare l’attività delle associazioni di volontari che hanno addirittura (sic!) aiutato i rifugiati nella costruzione di baracche provvisorie e servito loro un pasto caldo.
I provvedimenti non si sono fatti aspettare: come riferisce un’ANSA di pochissimi giorni fa, il 23 aprile, l’Assemblea Nazionale francese ha adottato – con 228 voti a favore, 139 contrari e 24 astenuti – il progetto di legge su ‘Asilo e Immigrazione’ che prevede un ulteriore giro di vite per espellere i migranti irregolari.

Esistono una serie di motivi per cui i nuovi provvedimenti francesi violano i diritti umani dei migranti:

1- La scadenza per inviare una richiesta d’asilo viene ridotta da 120 giorni a 90 giorni dall’ingresso in Francia. Questo lasso di tempo potrebbe sembrare sufficiente, se non si considera che queste persone spesso non parlano francese e non hanno alcun tipo di aiuto o di supporto legale per contattare le istituzioni e gli uffici responsabili.

2- La decisione d’ufficio sarà presa in soli 15 giorni. Due settimane – al posto dei sei mesi previsti dalla legislazione precedente – durante le quali la corte d’asilo DOVREBBE condurre un’investigazione per verificare l’eleggibilità al diritto d’asilo. Tempi cosí brevi ridurranno quest’investigazione ad un atto puramente FORMALE che impedirà di fatto di prendere in considerazione i – purtroppo frequenti – casi più complessi.

3- In caso di rifiuto, il tempo massimo per presentare domanda d’appello verrà ridotto da un mese a 15 giorni. Inoltre durante questi quindici giorni, ancora prima che il suo caso venga esaminato, il richiedente potrà essere rimpatriato forzatamente.

4- Chiunque abbia ricevuto una risposta negativa potrà essere DETENUTO fino a 90 giorni. Nessun documento impedisce la reclusione di bambini e minori.

Questo governo sta, di fatto, facendo fronte comune con i gruppi di estrema destra di Génération Identitaire che negli ultimi giorni hanno creato dei veri e propri posti di blocco contro il passaggio di migranti al confine tra Italia e Francia.
Veri e proprio presidi, con reti e fili spinati, contro l’ingresso di migranti e clandestini nel paese.

Si legge, sul sito di Génération Identitaire:

Per rispondere a queste minacce, Génération Identitaire lancia la sua nuova campagna dal titolo “Difendi l’Europa!”. La missione “Difendi l’Europa” condotta quest’estate nel Mediterraneo ha dimostrato che, insieme, gli europei possono prendere in mano il loro futuro e far sentire la propria voce.
Oggi è giunto il momento di proteggere la nostra civiltà e i nostri popoli dall’islamismo e dall’invasione migratoria. Contro la loro Unione europea, mostriamo loro che non vogliamo la cancellazione delle nostre radici, dell’apertura dei confini, dell’islamizzazione.”

Un concetto, quello di “invasione migratoria”, che lo stesso Macron ha usato più volte.
Un’espressione davvero infelice che sottolinea l’ipocrisia delle politiche dell’Eliseo e delle potenze capitaliste e imperialiste Europee in generale.

L’ingerenza della Francia nelle politiche Mediorientali, sulla scia della guerra imperialista tutta stelle e strisce, è una delle cause prime di questi flussi migratori.
La povertà generata dallo sfruttamento economico, e la precarietà ed il terrore causato dagli interventi militari della Francia in paesi come Libia, Nigeria, Niger, (persino gli ultimi bombardamenti contro la Siria di appena 10 giorni fa) sono il motivo principale per cui uomini donne e bambini si vedono obbligati ad abbandonare il proprio paese, le proprie radici, i propri affetti e la propria casa per esser trattati con un po’ di umanità e per riguadagnarsi un po’ di dignità.
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