LA TERRA COME VENERE MA QUESTA VOLTA NON SI TRATTA DI AMORE

LA TERRA COME VENERE MA QUESTA VOLTA NON SI TRATTA DI AMORE

Venere

dal Coordinamento nazionale MovES

«Siamo vicini a un punto di non ritorno oltre il quale il riscaldamento globale diventerà irreversibile. (…) la Terra oltre questa soglia e farla diventare come Venere, con temperature oltre 250 gradi e piogge di acido solforico»

Stephen Hawking, il grande astrofisico, lancia un grido di allarme molto grave, ma chissà, forse lui grida da un altro pianeta perché a quanto si constata nessuno lo sta a sentire.

Punto di non ritorno, una frase che sentiamo dire spesso e forse a forza di dirlo ci siamo abituati anche a questo.

Temperature spaventose ci attendono e se Hawking ha ragione, le piogge acide devasteranno la fauna a livelli impressionanti.

Solo a livello ittico, la moria di pesce sarà mostruosa con conseguenze terribili per le popolazioni nordiche la cui alimentazione è soprattutto basata sul pesce, senza parlare di tante altre specie fondamentali, come i pronubi.

Ma che a forza di sfruttamento massivo delle risorse, inquinamento con ogni genere di sostanza chimica, impoverimento dei terreni a causa delle colture intensive e deforestazione selvaggia, il pianeta è ridotto alla disperata realtà di mutamenti profondi che comporteranno la perdita, prima, di moltissime forme di vita animali e vegetali e, subito successivamente, anche quella del genere umano.

Non importa niente di quanto accadrà tra qualche decennio o cinquantennio, al capitalismo che sempre viù feroce, avido e vorace, depreda e saccheggia tutto.

Il capitalismo è il solo parassita dell’ambiente che arriva a distruggere l’organismo ospite pur di ingozzarsi di profitti elevatissimi.

Le porteranno forse nella tomba quelle montagne di denaro che stanno accumulando i pochissimi super ricchi della terra, una volta morti?

Siamo certi di no, ma che importa? Per i capitalisti conta solo fare piazza pulita, divorare tutto e distruggere tutto pur di accumulare ricchezze che noi comuni mortali non siamo neanche in grado di contabilizzare in termini di zeri di cui sono composti i loro capitali.

Intanto proprio in questi giorni è andata distrutta dal fuoco, la macchia mediterranea laziale.
Un danno INCALCOLABILE per flora, fauna e per gli ESSERI UMANI.

Ma Hawking dice che dovremo pensare di colonizzare la Luna o altri pianeti.

Anche no, Professore, anche no.

Non vogliamo vivere in un ambiente in cui la luce è artificiale, l’aria è artificiale, il sole è artificiale, in cui il cibo saprà di plastica e le specie vegetali e animali saranno prodotti nei laboratori di una qualche multinazionale.

Giorni fa abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook, i dati proposti da Antimo Palumbo, storico degli alberi, sui benefici di UN solo albero proprio sugli effetti del riscaldamento ambientale.

Ve li riproponiamo, chissà mai che serva a comprendere dove risiede il VERO problema:

“Un albero secolare (per esempio una quercia o un platano) alto 25 metri e con una chioma di 15 metri di diametro, produce, per ogni ora di attività, 1710 kg di ossigeno e assorbe 2350 kg di anidride carbonica.

Al giorno, produce quindi ossigeno sufficiente alla respirazione di tre persone e assorbe l’anidride carbonica prodotta in una giornata in un appartamento di grandi dimensioni.

La sua chioma ha un volume di 1800 metri cubi con 600.000 foglie che offrono una superficie fogliare esterna di 1600 metri quadri e una interna, somma delle superfici cellulari assimilanti, di 160.000 metri quadri.

In un’ora lo scambio gassoso effettuato da ciascun metro quadrato di superficie fogliare, in condizioni ottimali di luminosità, umidità e temperatura è di circa 5000 litri d’aria.

In una sola ora, quindi, questo albero potrebbe ricambiare 8.000.000 di litri di aria, in dieci ore un volume pari all’aria respirata da 800 persone in una giornata di lavoro pesante.”

Vi è più chiaro adesso perchè si deforesta in Brasile e si capitozzano gli alberi in Italia?

Perchè qualcuno ci specula e ci fa grandi profitti.

Moriremo di sete e di fame d’aria che ci faranno rimpiangere di non aver lottato per difendere la natura e l’Ambiente.
Ma in compenso avremo tanti bellissimi, sfavillanti e ultramegatecnologici condizionatori d’aria.

A rivederci, dunque, sulla Luna?
A noi come MovES l’idea fa orrore, per questo ci impegnamo e ci impegneremo sempre al massimo per la Terra Madre che, giova ricordarlo, non abbiamo avuta in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli.

E poi, comunque, la Luna sarà solo per chi potrà permettersela.

Ovviamente…

L’URLO DEI MEDIOCRI

L’URLO DEI MEDIOCRI

di Francesco MALAVOLTA

Non esiste nessuna invasione di migranti.

L’unica invasione é quella di titoli ed articoli allarmistici scritti da burattini senza morale comodamente seduti sotto i condizionatori e manovrati da editori che ignorano il significato di libertà di stampa.

Si affronta il tema immigrazione parlandone solo in negativo.

Quasi tutti blaterano di una imminente chiusura dei porti alle navi che salvano vite in mare.
Ma questa cosa non è mai stata detta e soprattutto non potrebbe succedere per tanti motivi.

Quei titoli sono voluti da un potere mediocre che cerca voti in un popolino ancora più mediocre che si accontenta di sguazzare sulla superficie delle cose invece di comprenderle.

Perchè nessuno parla delle cause per chi fuggono?

Perchè nessuno si preoccupa di raccontare cosa abbiamo lasciato noi in eredità a quei territori vittime della nostra sete imperialista?

Perchè non raccontiamo la storia, quella vera? Quella fatta di abusi, violenze, guerre e depredazioni le cui conseguenze sono sotto i nostri occhi.

Forse allora cominceremo ad avvicinarci alla soluzione di un fenomeno che non definisce solo la nostra epoca. Ma la nostra stessa umanità.
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Dal sito PHOTOGRAPHERS:

Francesco Malavolta è un fotogiornalista, iscritto all’ordine dei Giornalisti della Calabria.
Si è formato all’Istituto Superiore della Fotografia di Roma e ha poi conseguito un master in Fotografia all’Istituto Europeo di Design di Milano. Dal 1994 collabora con varie agenzie fotografiche nazionali ed internazionali, con organizzazioni umanitarie quali l’UNHCR e l’OIM. Dal 2011 documenta, per conto dell’Agenzia dell’Unione Europea “Frontex”, quel che accade lungo i confini marittimi e terrestri del Continente.

Da subito orienta quasi totalmente i suoi lavori sulle frontiere e di conseguenza sul flusso migratorio dei popoli, in particolare su quello proveniente dal mare. Segue le vicende dall’immigrazione fin dall’inizio degli anni Novanta, dai tempi del grande esodo dall’Albania. Semplice e rigoroso il suo metodo di lavoro: studiare, documentarsi, prepararsi a ogni servizio come se fosse il primo. Non dare mai niente per scontato.

E “disarticolare” con le immagini l’idea che le migrazioni siano una specie di fenomeno idraulico: un “flusso” dove gli individui, il loro nome, la loro identità, e il loro sguardo, non esistono più.

 

(immagine di Francesco Malavolta)

HOMO HOMINI LUPUS

HOMO HOMINI LUPUS

dal Coordinamento Nazionale del MovES

Abbattere i lupi non serve a niente e qui nell’articolo c’è la prova provata che il problema è la visione distruttrice, che manca di ogni cognizione, che distruggere e ammazzare i predatori non serve a null’altro che ad annientare gli ecosistemi.

Ma, d’altro canto il governo, sta mettendo mano alla legge sui parchi per consentire ogni genere di abuso, quindi perchè mai dovremmo aspettarci dalla logica di sfruttamento capitalistico che ci si occupi di ambiente e di ecologia secondo principi atti alla conservazione anzichè al profitto?

Siamo obbligati ad occuparci di gravi problemi impellenti come la disoccupazione, come l’annientamento del welfare, come la distruzione della scuola e non ci rendiamo conto che non solo il rispetto dell’ambiente è dovuto ma che proprio da questo si può attingere per rilanciare buona parte dell’economia del paese e che si può farlo, SI DEVE farlo partendo dalla protezione e dalla conservazione.

I lupi sono naturali predatori di mandrie, greggi ed armenti, quindi per tutti nemici delle attività umane e nessuno dice che esistono metodi in grado di controllarli evitandone l’abbattimento.

Solo gli esseri umani del tempo in cui predare è molto più remunerativo e immediato che conservare, potevano arrivare a dire controlliamo i lupi abbattendoli e trovano consenso tra gli allevatori solo perchè NON esistono politiche di educazione verso chi alleva e di superamento di vecchie logiche e di tradizioni venatorie assolutamente inutili oltre che barbariche.

Noi continuiamo da decenni a vivere contro ogni logica del sistema Terra che ci ospita pensando di poterlo piegare a nostro uso e consumo, esattamente come fa il sistema capitalistico con ciascun vivente.

Continuiamo da decenni a vivere come se non fossimo noi stessi prede di altri esseri umani e senza renderci conto che siamo solo un piccolissimo UNO all’interno di un sistema che si è evoluto in milioni di anni dove la Natura regna sovrana su noi che veniamo sterminati da millenni da altri come noi.

Ma i lupi sono quelli che vogliamo abbattere, senza renderci conto che noi siamo nella loro stessa condizione.

Sarebbe ora che la smettessimo e che capissimo che il nostro impegno deve essere quello di chi appartiene ad un ecosistema che va rispettato, che nel momento in cui saremo capaci di quel rispetto, riusciremo ad esigerlo anche dagli appartenenti alla nostra stessa specie.

Soprattutto dobbiamo comprendere che, anche desertificando e facendo razzia fino all’estinzione di tante specie animali, l’essere umano non potrà MAI dominare il sistema Ambiente fino in fondo.

La natura e l’ambiente vinceranno SEMPRE.

A perdere saremo solo ed esclusivamente NOI.

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