QUANDO UN “MESSAGGINO” TI TOGLIE IL LAVORO. E IL FUTURO

QUANDO UN “MESSAGGINO” TI TOGLIE IL LAVORO. E IL FUTURO

futuro-precarietà

 

di Massimiliano DE ANGELIS – Coordinatore Nazionale del Movimento Essere Sinistra MovES

 

Arriverà il momento in cui, con uno schioccar delle mie dita, tu farai quello che io voglio. Tu, schiavo mansueto, avrai le tue ginocchia tremanti di fronte a me.
Al cospetto di Colui che tutto ti ha tolto.

Immagino come si possano essere sentiti quei quarantacinque “disgraziati”, dipendenti della Arsom di Carpi (MO).
Si sono visti licenziare con un messaggino mandato da WhatsApp, si son visti togliere il lavoro e il futuro con un semplice, asettico tocco dello schermo di un cellulare.
Della serie, “non contate nulla, siete solo oggetti di consumo”.

Milioni di lavoratori e in ogni settore, sia pubblico sia privato, vivono oramai da tempo questa condizione di precarietà, di attacchi continui ai propri diritti; in un periodo poi, che ha visto perdere il proprio potere di acquisto in maniera netta.

La politica continua a dir loro il contrario quando dovrebbe invece fare in modo che essi siano garantiti e tutelati.
Garantiti nei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, della quale ci si fanno, invece, beffe.
Tutelati nemmeno, proprio da chi dovrebbe rappresentarli.

Tutto è stato normalizzato, anzi, narcotizzato.
E’ consuetudine che fatti come questi siano prassi quotidiana; Jobs Act, Smart Job, voucheur e quant’altro hanno sortito il loro effetto: la precarietà assoluta e senza soluzione di continuità.

Ma una simile condizione non è stata possibile senza la complicità della politica di una certa sinistra, che, non non ha dato le risposte necessarie, che non ha più dato rappresentanza. Ed è stata condizione anche della politica del governo che si è reso braccio armato del sistema neoliberista stesso ad ampio raggio e di chi non rappresenta più i diritti dei lavoratori.

La precarietà genera debolezza, paura, e con essa si è dominati: sei ricattabile e accetti tutto pur di avere il “meno peggio” cercando di convincerti che ciò sia normale e ti rassegni dicendoti che potrebbe andare peggio.
Si applica la teoria della rana bollita di Noam Chomsky. Sempre. Un tanto alla volta.

Ma il peggio deve ancora venire. Il sistema neoliberista ha così modificato la struttura della società, ha  disgregato anche le famiglie, facendole sparire per come le abbiamo sempre conosciute.
Ha precarizzato il lavoro, quindi minato il diritto alla salute, alla casa, al vivere civile.

In questo sistema, tutto deve venire distrutto e diviso, anche l i nuclei famigliari spezzati in due dalle privazioni e dalle insicurezze gravi sul futuro. Più siamo soli e isolati nelle nostre vite, più siamo vulnerabili e assoggettabili.
Dividono per imperare in maniera sempre più sfrenata.

Il neoliberismo ha negato l’esistenza a tutti ma soprattutto ai giovani.
Quanti ragazzi, oggi, possono sperare di mettere su una famiglia con la serenità necessaria?
E quanti possono pensare ad un futuro ma che sia dignitoso?

Così, ti ritrovi da solo a pensare…
Hanno svilito il tuo lavoro, a te che li fai arricchire.
Vuoi avere un matrimonio, un figlio e un appartamento, come è normale che sia sempre stato nella storia degli ultimi 50-60 anni.
Vuoi poter crescere e far studiare tuo figlio, come tutti i figli. Rappresentano il futuro ma vivi in un sistema dove il futuro è rappresentato solo dalla finanza, quindi dal benessere per sempre meno persone.
Vorresti garantire alla tua famiglia la salute. Vorresti la serenità, insomma, niente più di questo.
Vuoi avere una vecchiaia dignitosa.

Ma sai benissimo che è un’utopia, ormai.
Se e quando lavori, quel che guadagni è insufficiente a garantire tutto questo, perché con la precarizzazione del lavoro e del futuro, proprio la vita è diventata solo un grande punto di domanda.

Ti hanno tolto quasi tutto.
E tu non hai più la forza di reagire al sistema che ti ha imposto il suo modo di vivere.
Sei solo, isolato, indebolito e impaurito.

Lezioni dal Neoliberismo

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