ITALIA, PAESE DI FERVENTI ANTICOMUNISTI

ITALIA, PAESE DI FERVENTI ANTICOMUNISTI

anticomunismo-anticomunisti

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra MovES

 

Italia, paese di poeti, santi, navigatori. E di ferventi e praticanti anticomunisti.

Dopo la fine del comunismo da quasi trent’anni nei paesi dell’est Europa, dopo la dissoluzione del socialismo in qualunque paese occidentale, OVUNQUE dilaga lo spettro di ciò che fu il comunismo d’oltrecortina e mai un cenno su quello che ha rappresentato invece il comunismo italiano in questo paese e di come si differenziasse da quello sovietico, che mica erano quisquilie.
No, anzi, anticomunisti anche a sinistra. Certi vecchi vizi non muoiono proprio mai…

Infatti oggi stiamo meglio, vero, senza più un partito comunista che difendeva i diritti dei lavoratori e delle fasce deboli?
Un partito che pur con tutte le sue contraddizioni e gli errori, comunque aveva un ruolo essenziale nella società, che era un ostacolo al capitalismo e che ha ottenuto conquiste che oggi, proprio per la sua assenza, abbiamo perduto finendo in schiavitù.
Un partito capace di aggregare, organizzare e di formare politicamente gli individui. Tutti, nessuno escluso proprio grazie alla penetrazione che l’attività e la militanza politica avevano nel territorio, nei luoghi di lavoro, nelle scuole.

Era così negativa la presenza del comunismo italiano che oggi, in compenso, tutti si disperano per il vuoto politico e culturale nella massa e, più ancora, tutti invocano la giustizia sociale.

Perfetto, ma se non esiste più traccia neanche dell’ideale socialista rappresentato nel contesto politico e sociale, chi altro potrebbe pensare alla giustizia sociale, se non la destra?
Intanto il sistema politico continua a generare entità di centrosinistra, non ultimo Liberi e Uguali che insisterà a non preoccuparsi oltremodo dei bisogni del paese. Quello lo lascerà fare alla destra che se ne farà sempre più rappresentante e fautrice.

Già, perchè dopo questa fase di devastazione dovuta al neoliberismo e all’ordoliberismo, per disperazione delle fasce deboli, si arriverà ad accettarla dal fascismo la giustizia sociale. È il naturale andamento dei ricorsi storici ed in assenza di una VERA sinistra, in qualche modo il neofascismo si strutturerà sempre più e sempre più rapidamente.

Indubbio che siamo già sotto una tirannide ma il caos, generato ad hoc per spingere l’elettorato a votare partiti che malgrado abbiano creato solo povertà perchè asserviti al sistema neoliberista, appaiono rassicuranti, comunque sdogana, normalizza e legittima forze neofasciste. La riprova sta nel fatto che alle prossime elezioni troveremo i loro simboli sulle schede elettorali e dovrebbe fare almeno un po’ di impressione, ma a quanto pare…

Di questo passo, però, nessuno dovrà stupirsi che a forza di non proporre alternative programmatiche francamente anticapitaliste e antiliberiste, che abbiano il coraggio di dire la verità su quel che serve a porre fine all’occupazione delle oligarchie, è sempre meno una ipotesi quella di veder rafforzarsi il neofascismo.

Nessuno dovrà stupirsi di quanto potrebbe accadere perchè le responsabilità storiche dell’aver rinunciato all’ideale comunista nel solco dell’anticapitalismo e dell’antiliberismo, da parte del PCI per aderire a Potere al Popolo il quale sempre più delinea la sua posizione da Syriza italiana, ci sono tutte. La nascita a breve di Parte Costituente, lo dichiara a pieno titolo.

Nessuno dovrà stupirsi poichè l’essere incapaci di raccogliere le istanze di un popolo sempre più provato dalle politiche dell’austerità europee e di proporre una vera soluzione ai problemi del paese attingendo ad un ideale comunista – anche perchè troppo evocativo di un passato che spaventa ancora – risulterà ovvio che, come già successo, ci penserà la destra.

Se come sembra stia accadendo, si genererà un’altra aberrazione politica che presenterà il conto a quella sinistra che si è addormentata da comunista e si è svegliata socialdemocratica secondo il modello neoliberista, nessuno dica che non aveva capito.

Intanto, pero, procede il radicamento dell’anticomunismo. A forza di revisionismo, però, niente cambierà MAI. Fino a che si dichiarerà di ispirarsi agli ideali comunisti o socialisti, ma si continuerà a preferire politiche socialdemocratiche solo un po’ meno liberiste di quelle attuali, mediante programmi irrealizzabili e irrecevibili da parte di chi versa in condizione di bisogno, sarà solo dichiarare di voler cambiare tutto senza di fatto voler cambiare niente.

E il risultato sarà solo quello di continuare a fare politica sulle spalle dei cittadini italiani in condizione di povertà, anzichè divenire quelle spalle per tutti loro.

 

SUCCESSO DI PIAZZA, INIZIAMO DA QUI

SUCCESSO DI PIAZZA, INIZIAMO DA QUI

 

di Bruno DELL’ORTO – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Un successo in parte annunciato, quello della Manifestazione indetta e organizzata da Eurostop e dai sindacati di base come USB, a cui hanno aderito forze di sinistra di classe, anticapitaliste e antiliberiste come il P.C.I., il P.R.C., il MovES e molti altri, sabato 11 novembre a Roma.
Un successo per l’ampia partecipazione di una decina di migliaia di persone che è stato emozionante toccare con mano, vederlo, esserci.

Ora si tratta di dare vita ad iniziative che diano voce a queste esigenze reali, che nulla hanno a che vedere con atteggiamenti aristocratici e salottieri, ma che piuttosto mettano al centro i veri bisogni delle persone in un ottica di concreta soluzione degli impellenti problemi di fasce di indigenza ogni giorno più ampie.

Ci si muova senza altri indugi quindi, facendo seguire nei fatti e nelle modalità di lotta quanto egregiamente enunciato in molti degli interventi sentiti, ed anziché operare tramite logiche che premino più le alleanze volte al fine della creazione di cartelli elettorali aderenti a semplici, ritriti criteri di conquista del potere, si risponda invece alle esigenze concrete, ci si impegni per restituire condizioni di vita degne a tutte le fasce meno abbienti, quelle che lo sono oggi e quelle che presto lo diventeranno.

E questo senza se e senza ma, privilegiando temi veri, reali, autentici, rinunciando ad approcci che vedono il popolo come semplice fruitore di logiche e strategie imposte da rappresentanze avvezze soprattutto ad un indiscriminato compromesso, volto semplicemente a ricavarsi un posto al sole.

Il consenso, mai come ora, verrà tributato a chi sarà riconosciuto come possibile solutore di problemi concreti, a chi riuscirà ad avvicinarsi alla gente, ne comprenderà le istanze e riuscirà a lottare a fianco di essa.

Se questo slancio, questa entusiastica adesione verrà ancora disattesa con modi di porsi che privilegeranno architetture a fini elettorali, allora temo che disaffezione ed astensionismo saranno destinati solo ad aumentare, rendendo sempre più inutile quella politica verticistica, già ampiamente presente, viziata da una vecchia pratica elitaria e funzionale più al mantenimento di uno status quo che alla miglior qualità di vita delle masse.

Si torni quindi ad una politica che metta al centro l’uomo ed i suoi bisogni, che possa creare un consenso tramite azioni più che enunciati, iniziative concrete più che teorizzazioni. I momenti sono maturi, la gente ha capito ed attende di occupare spazi anche attraverso una partecipazione organizzata, senza dubbio, ma certamente più attiva rispetto al passato.

Non sprechiamo partecipazione ed entusiasmo perché quella sensazione di “ultimo treno” dopo il risveglio da un lungo periodo di cinismo dovuto a rassegnata e diffusa disillusione è tangibile, pressante, netta…

 

 

 

HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

Bertinotti-Carron

di Ivana FABRIS

Non c’è occasione più ghiotta per i morti viventi di uscire dalle cripte, come l’apparire all’orizzonte di un nuovo schieramento politico che si dichiara di sinistra.

Così, anche Bertinotti, oggi lascia saio e rosario e ci dispensa le sue giaculatorie su cosa serva alla sinistra, dicendo pure (!) che “invocare il centrosinistra è un suicidio e che serve una rottura radicale”.

E lui di rotture se ne intende.

Uguale per i suicidi. Come ci ha suicidati lui, forse solo Occhetto.

Ma pure di ciò che è radicale, è davvero un esperto.
Infatti radical-chic come lui, pochi altri.

Bertinotti, riposa. E prega.

Prega che non ti si chieda mai di rispondere davanti al popolo delle tue responsabilità storiche e della tua compiacenza col sistema e del tuo asservimento al neoliberalismo.

LA SINISTRA NEL DESERTO

LA SINISTRA NEL DESERTO

di Ivana FABRIS

Dopo averne detto per anni ogni male possibile, dopo aver nutrito una profonda avversione per i sinistri di quella che era definita Sinistra Dem, dopo aver sparso quintali di sale sulle ceneri di D’Alema onde evitare che a qualcuno potesse venire in mente di farlo resuscitare, ecco che gli stessi che lo consideravano un untore della peste che ha colpito la sinistra, oggi lo riabilitano e con lui tutta la compagine di Art.1-MDP.

Li abbiamo ascoltati per anni dire che MAI! si sarebbe potuta fare una coalizione con D’Alema e Bersani.

Eppure oggi improvvisamente Sinistra Italiana, Possibile e PRC pensano si possa sotterrare l’ascia di guerra, brandita ad ogni piè sospinto, e unirsi a chi ha votato OGNI legge infame che ha ridotto alla disperazione e alla miseria milioni di italiani.

La cosa grottesca è che lo fanno in nome della sinistra.

La cosa ancor più tragica che grottesca, è che la base gli crede perché è davvero convinta che possa tutto – in politica e soprattutto in questo passaggio storico – finire a tarallucci e vino per il bene supremo.

Mah, se questa è la sinistra che tutti vogliono, facciano pure, ma ho come l’impressione che dopo tanto aver patito la sete e il deserto, i miraggi si sprechino.

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