IL MITO DI UNA SINISTRA UNITA CHE PER FAR MASSA SNATURA LA PROPRIA ESSENZA MI FA ORRORE

IL MITO DI UNA SINISTRA UNITA CHE PER FAR MASSA SNATURA LA PROPRIA ESSENZA MI FA ORRORE

Pseudosinistra

di Bruno DELL’ORTO

La “voglia di seggiola” che impone di esser tanti, a qualsiasi costo, come unico punto d’arrivo, mi sgomenta

Ammorbidire determinati princìpi, smussarli, fin rinnegarli per immolarli ad una logica di facile consenso, mi pare più in linea con logiche aziendali che con la ricerca di una nuova sistemica visione, improntata ad equità e giustizia

Arrivare lì, a qualsiasi costo, coalizzarsi con chiunque, per contare di più, diviene funzionale a logiche che hanno determinato prima e reiterato poi, negli ultimi decenni, aberranti gattopardesche realtà.

Scarrocciare deviando da una rotta naturale mediando su assiomi fondamentali, irrinunciabili per potersi dichiarare di sinistra, rappresenta pratica deleteria per la sinistra stessa, ma ciò che è più grave per chi dovrebbe essere da questa tutelato.

La rinuncia momentanea quindi a contare di più, in questa logica, è cosa nobile, l’isolamento per non andare oltre una fisiologica mediazione per finire fin sulla riva opposta, personalmente mi riempie di orgoglio, il tendere all’equità, alla giustizia alla tutela del debole, per quanto faticosa possa rivelarsi, rende gli sforzi, ai miei occhi, degni di essere prodotti.

Ed alla fine della corsa, ne sono certo, ci sarà una parte importante dell’elettorato che capirà dove collocarsi, che prenderà coscienza di chi davvero sta al suo fianco per far valere i diritti di base, quelli che restituiscono dignità al cittadino e condizione umana ad ognuno di noi…

NON ASCOLTANO, NON LO VEDONO NEPPURE IL POPOLO.

NON ASCOLTANO, NON LO VEDONO NEPPURE IL POPOLO.

di Pier Paolo PASOLINI

… è che sembriamo persone che non vedono la stessa scena, che non conoscono la stessa gente, che non ascoltavano le stesse voci.

Per voi una cosa accade quando è cronaca, bella, fatta, impaginata, tagliata e intitolata. Ma cosa c’è sotto?
Qui manca il chirurgo che ha il coraggio di esaminare il tessuto e di dire: signori, questo è cancro, non è un fatterello benigno.

Cos’è il cancro? È una cosa che cambia tutte le cellule, che le fa crescere tutte in modo pazzesco, fuori da qualsiasi logica precedente.
È un nostalgico il malato che sogna la salute che aveva prima, anche se prima era uno stupido e un disgraziato? Prima del cancro, dico.

Ecco prima di tutto bisognerà fare non solo quale sforzo per avere la stessa immagine.

Io ascolto i politici con le loro formulette, tutti i politici e divento pazzo.

Non sanno di che Paese stanno parlando, sono lontani come la Luna. E i letterati. E i sociologi. E gli esperti di tutti i generi.

Melénchon FA PAURA? MOLTO BENE!

Melénchon FA PAURA? MOLTO BENE!

Jean-Luc Mélenchon

I soliti avvelenatori dei pozzi, i media mainstream, parlando dei quattro candidati francesi, asseriscono che i mercati temono Mélenchon perché populista.

Falsi come Giuda, mentono sapendo di mentire su Jean-Luc Mélenchon.
Servi del sistema, mistificano per continuare ad ingannare una certa italietta che si abbevera alle loro velenose fonti.

 

Certo che Mélenchon fa paura.

Certo che ne fa ai mercati.
Ma di sicuro NON perché è populista.

È di SINISTRA, servi e lacchè che non siete altro, e se va tutto bene, se non si fa prendere dal mantra di una certa sinistra da pensiero magico che immagina la BCE assorbire il debito pubblico dei paesi dell’eurozona, porterà la Francia fuori dall’UE.

Fatevene una ragione, il popolo non è stupido come vi piace pensare e presto vi presenterà un conto salatissimo, ma stavolta il saldo sarà solo a carico vostro.

Salvini: vedi Napoli e poi fuggi!

Salvini: vedi Napoli e poi fuggi!

di Antonio CAPUANO

Attivisti e manifestanti napoletani ieri si sono mobilitati occupando la sala in cui dovrebbe parlare Salvini.

Molti commentano la vicenda e per difendere Salvini tirano in ballo la Costituzione e le libertà di parola e pensiero, che essa in modo sacrosanto tutela e garantisce.Farei però presente che i sopracitati diritti di parola e libertà di pensiero, non sono concetti assoluti e privi di limiti.

Altrimenti in quella stessa Costituzione che impropriamente si cita, non ci sarebbero l’apologia di Fascismo, l’antirazzismo e tanti altri precetti valoriali assolutamente inderogabili.

Voler venire a Napoli è un diritto di Salvini.

Fargli capire, pacificamente ma con chiarezza che non ce lo vogliamo, lo è altrettanto per noi.  (È già pronta una grande manifestazione in tal senso…).

Chi calpesta la Costituzione e i suoi valori ogni giorno, abbia almeno la decenza di non servirsene con fare vile, populistico e strumentale.

La terra di Pino Daniele e Massimo Troisi, non potrà mai essere quella di Salvini e dei Leghisti, non possiamo fargli questo. Anche la proverbiale accoglienza napoletana ha i suoi saggi limiti.

È un fatto finanche antropologico.
Di grazia…

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