MISERIA E MISERABILI

MISERIA E MISERABILI

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra

 

Da ore non faccio che pensare a due carissime persone, due ragazzi poco più che trentenni, validi, preparatissimi, con le loro sudatissime lauree e studi di ricerca che, in questo tempo di miseria e di miserabili, sono praticamente ridotti a far fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Una giovane coppia come tante, con i problemi del quotidiano da affrontare ormai a livelli impressionanti.
Insegnano entrambi, sono precari e col tirocinio da pagarsi.
Dipendenti dello Stato.
E faticano a riuscire a fare la spesa.
Lei con una paga misera.
Lui da due mesi non percepisce più lo stipendio.

Sì, proprio così, non percepisce lo stipendio perchè il Ministero delle Finanze deve prima verificare se ha i fondi e poi (forse) li erogherà al Ministero dell’Istruzione.

Questa è l’Italia del terzo millennio, l’Italia che solo trent’anni fa era una delle più grandi potenze industriali del mondo.
Questa è l’Italia finita nelle mani delle oligarchie finanziarie, dell’ordoliberismo tedesco, di un sistema di potere e dominio che non si fermerà più se non nascerà una vera sinistra di classe.

Per la società borghese finire in povertà significa diventare miserabili.
Ma se per chi è scivolato dal ceto medio alla povertà parliamo di miseria, i veri miserabili sono tutti quei partiti e organismi politici che dicendosi di sinistra, dovrebbero avere il coraggio – e non ce l’hanno – di dare un pugno al tavolo e rovesciarlo una volta per tutte.

Invece no.
Continua il balletto dei politicismi, del partitismo, del sopravvivere a qualunque costo, anche se il prezzo più alto dell’ignavia o del garantire le proprie rendite di posizione e la spartizione del potere attraverso la conta dei candidati da piazzare nelle liste, ricadrà su quel poco che resta di questo paese.

Miserabile chi continua ad usare slogan demagogici che mirano ancora una volta solo ad ingannare e defraudare migliaia di persone del diritto alla ribellione.
Miserabile chi non ha visione e neanche un progetto politico ma usa quelle persone come merce per modificare i rapporti di forza all’interno di un altro progetto non suo.

Miserabile è quella politica marcescente che non vuole morire.
Miserabile chi la pratica senza dignità e uno straccio di vergogna.
Miserabile chi usa tatticismi per fare a sua volta profitto anche a costo di fottere chi soffre.
Miserabile chi si sente superiore della sua furbizia politica.

Noi respingiamo questa politica con tutte le nostre forze.
Per noi meglio la miseria, quella vera, quella autentica, quella dignitosa che fa tenere la schiena dritta.

Saremo sempre dalla parte della miseria perchè in essa è contenuta una nobiltà che i miserabili politicanti non potranno mai nemmeno capire, ma che è anche l’unica che potrà sconfiggere davvero il capitale.
Dimensione carattere
Colors