IN MORTE DI UNA PINETA. E ANCHE NOSTRA

IN MORTE DI UNA PINETA. E ANCHE NOSTRA

Leggete Antimo Palumbo, storico degli alberi e quello che dice sulla condizione di ROMA in tal senso.

Anche noi, come Antimo Palumbo, chiediamo silenzio e rispetto per le migliaia di alberi e di esseri viventi morti in querst’altro orrendo rogo.

Coordinamento Nazionale del MovES

di Antimo PALUMBO

Non ci resta che piangere.

Oggi per gli alberi a Roma è una giornata di lutto.

In una città nella quale la cura la conoscenza e la cultura degli alberi sono completamente assenti, in una città nella quale gli spazi verdi sono abbandonati a se stessi (si taglia e si sfalcia punto) e le ville storiche sono nel degrado totale, è andata a fuoco la pineta di Castelfusano.

Migliaia gli alberi e gli animali morti.

A questa tristezza si aggiungono le parole vuote di una Sindaca che non ama gli alberi (o perlomeno gli alberi non fanno parte delle sue scelte politiche) parole che non significano nulla, ma proprio nulla.

Queste le sue parole “E’ chiaro che la situazione necessita di una presa in carico da parte di tutti, sicuramente il Comune c’è, serve un aiuto e il supporto della Regione e del governo”.

Ma che vuol dire Il Comune c’è quando è andato a fuoco uno dei suoi polmoni verdi, uno dei suoi luoghi verdi storici?

C’è per cosa? Doveva e poteva stare in silenzio davanti a una tale tragedia, ma invece ha parlato è ha detto che il Comune c’è.

Con il cuore pieno di profonda tristezza oggi però non serve nessuna polemica.

Di questo disastro, un disastro annunciato, non sono responsabili gli attuali amministratori (amministratori che ignorano e quindi sono degli amministratori ignoranti) MA I CITTADINI ROMANI che li hanno votati e quelli che non hanno votato.

 

PIROMANI D’ACCATTO E COMPAGNIE MILIONARIE. A CHI GIOVANO I ROGHI?

PIROMANI D’ACCATTO E COMPAGNIE MILIONARIE. A CHI GIOVANO I ROGHI?

di Raffaele VESCERA

Arrestati ben 4, dico quattro, presunti piromani di quelli che starebbero mettendo a fuoco mezzo mondo.

Uno a Sciacca, in Sicilia, un contadino che provava ad appiccare il fuoco a delle stoppie con un accendino. Ma potrebbe essere solo un poveraccio che per antico malcostume o per inconsapevole menefreghismo del rischio di estendere il fuoco, faceva quanto da secoli fanno i coltivatori per ripulire i propri terreni dalle sterpaglie.

Un altro, dicono settantenne, arrestato in Salento per la stessa ragione, provava ad accendere sterpaglie, anche il pensionato come arma del delitto maneggiava un accendino.

In Campania, invece arrestato un giovanotto rumeno di 24 anni, è stato visto accendere del legno in un bosco, alla vista di un carabiniere ha gettato via un tizzone ardente. Ma potrebbe aver fatto quanto abitualmente fanno i nomadi per boschi e campagne, accendere barbecue più per saziare l’appetito che per piromania. Il solito Salvini non ha perso la ghiotta occasione e si è buttato lancia in resta contro lo straniero invasor, a suo avviso responsabile di dar fuoco all’italico suol, auspicando per il rumeno una condanna esemplare.

Ironia del destino, nelle stesse ore a Roma, nei pressi del bosco di Castel Fusano, è stato arrestato un giovane idraulico lombardo, di Busto Arsizio, il paesano lumbard è sospettato di aver dato fuoco alla storica pineta romana, sorpreso dicono a lanciare fazzolettini, forse infuocati.

Aspettiamo il post indignato di Salvini contro il suo conterraneo, il quale non si capisce che ci faceva a Roma, per i leghisti terra straniera fino a poco tempo fa.

Ma il poveraccio potrebbe essere stato sorpreso a fare i propri bisogni nel bosco, fuggendo alla vista dei carabinieri.

In questo, come negli altri casi, sarà la Magistratura, che si dice tanto sicura della dolosità dei fuochi, a fornirci una verità.

Nei boschi toscani invece nessun arresto, ma sono stati trovati possibili inneschi incendiari, lì piazzati dagli untori, la scientifica è al lavoro, mentre apprendiamo che la gestione degli aerei Canadair e degli elicotteri antincendio, per una spesa da 350 milioni di euro, è affidata dallo Stato a varie compagnie private, al modico prezzo di 14.000 euro per ora di volo.

Come ci informa sul suo profilo Facebook, il docente universitario fiorentino Gherardo Chirici, professore associato di inventari forestali e telerilevamenti che, in un post del 13 luglio, scrive: “Tutti forse lo sanno già… ma vorrei ricordare che la nostra famosa flotta di 19 Canadair cosi come la maggior parte della flotta di elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi è privata. Ogni anno i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e gli altri enti danno in appalto questi servizi di soccorso dal cielo. I contratti se li aggiudicano sempre le stesse ditte.

Così il prof Chirici che poi aggiunge: “Tant’è che dopo aver osservato un campione di 18 gare d’appalto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha: “RITENUTO, pertanto, che le condotte sopra descritte poste in essere dalle società Babcock Mission Critical Services Italia S.p.A. (già Inaer Aviation Italia S.p.A.), Airgreen S.r.l., Elifriulia S.r.l., Heliwest S.r.l., Eliossola S.r.l., Elitellina S.r.l., Star Work Sky S.a.s. e dall’Associazione Elicotteristica Italiana sono suscettibili di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE.Testo del provvedimento – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, 14 Marzo 2017.”

Mentre i carabinieri vietano agli ex forestali sciaguratamente “disciolti” di spegnere gli incendi e ne tengono fermi gli elicotteri perché pare abbiano problemi che fino a che erano della Forestale non avevano. Il docente conclude il post con un avvertimento: “Quando vedete un bel Canadair che sgancia la sua bomba d’acqua di 6000 litri pensiamoci…

Le società coinvolte sono tutte piemontesi e lombarde, tranne una friulana, per buona pace di Salvini, che si scatena contro i poveracci ma queste cose non le denuncia mai, più di tutto se riguardano aziende residenti nella sua Padania immaginaria, come quelle produttrici di armi da guerra utili a distruggere e impoverire paesi indipendenti e a far migrare milioni di uomini.

Come dire, sulle disgrazie c’è sempre qualcuno che ci guadagna.

Certo è che affidare la gestione ai privati di un servizio così delicato quale l’antincendio, è quantomeno avventato, se non ci fossero incendi, le ditte in appalto che cosa guadagnerebbero?

TANTO VA LA GATTA AL LARDO, CHE CRIMINALE È LO ZAMPINO

TANTO VA LA GATTA AL LARDO, CHE CRIMINALE È LO ZAMPINO

rogo vesuvio

di Antonio CAPUANO.

Oltre 100 ettari andati a fuoco, la “Pineta Vesuviana” non esiste più e, nel mentre, il fuoco non placa minimamente la propria fame di vegetazione.

E’ un qualcosa di drammatico e voluto perché si stanno bruciando scientemente varie aree e lo si sta facendo secondo uno schema preciso e riconoscibile, gli stessi gatti arsi vivi, al netto di una smentita in tal senso, non rappresenterebbero eventualmente una tecnica nuova o inusuale.

C’è infatti una palese matrice figlia della criminalità organizzata e credere a singoli piromani folli e senza movente, sarebbe quantomeno semplicistico e assolutamente dannoso.

È una vergogna, viviamo in una nazione che spende un fiume di soldi ogni anno in caccia bombardieri F35 e armamenti da guerra vari, poi però aboliamo la forestale e le tagliamo i fondi.

E va sempre ricordato che i “nostri fondi” sono completamente gestiti dall’Unione Europea, dalla BCE e dalle regole scritte nei Trattati, quindi, usarli per gli armamenti e il salvataggio delle banche è doveroso, ma impiegarli per la salvaguardia del territorio è tassativamente impedito.

Così mentre il “polmone” del Paese brucia, non abbiamo mezzi e fondi per intervenire prontamente e efficientemente. Le politiche pubbliche, quelle intelligenti, insomma.

Uno Stato che assiste inerme, alla distruzione del proprio patrimonio ambientale e, conseguentemente, turistico, è uno Stato al collasso.

La forestale è un corpo che non serve, può essere inglobato: Troppi mezzi inutilizzati, personale inattivo e fondi pubblici sprecati. Questo sostanzialmente disse la cara (si fa per dire) ministra Pinotti non molto tempo fa, negando così un problema storico e strutturale che, al di là degli episodi dolosi di questi giorni, vede le nostre aree verdi fortemente soggette a incendi e conseguenti disboscamenti ogni estate.

Adesso Ministro, la manderei volentieri sul Vesuvio “armata” di una pistola ad acqua, giusto per farle capire cosa provano in queste ore i poveri soccorritori appassionati ma privi di mezzi, nel vedere il disastro compiersi davanti ai loro occhi impotenti…

Da cittadino sia italiano che napoletano, ho il cuore a pezzi nel vedere un simbolo di questo Paese e di questa città dilaniato dalle fiamme e i fumi tossici che ne derivano.

Di chi è la colpa?

Del sistema dell’euro e dell’Unione Europea, del modello ordoliberista che rende la politica completamnete asservita al sistema economico: anche e soprattutto a quelle componenti grigie e oscure del sistema che sono le mafie.

Sono stati assicurati altri 17 MILIARDI alle banche (come vuole la UE) ma non per i Canadair
L’Italia brucia, tutto viene devastato, la crudeltà impera nel distruggere patrimoni ambientali importantissimi tra flora e fauna.

È LA PIÙ ASSOLUTA BARBARIE.

E accade perchè è stato ucciso il pubblico a favore del capitalismo finanziario che sta depredando le nostre risorse e la nostra possibilità di difesa in ogni ambito.
E la colpa è certamente anche di uno Stato e di Istituzioni che, proprio perchè totalmente asservite ai dettami di questo sistema e sue complici, sono completamente e ingiustificabilmente assenti.

Ma, si deve dire, è colpa anche di quei cittadini che non capiscono, come un autentico attentato all’ambiente, rappresenti anche un attentato alla città che dicono di amare e poi invece giornalmente sacrificano sull’altare della criminalità, dell’utilitarismo e dell’omertà.

Queste fiamme ancora “vive” rappresentano un disperato grido d’aiuto perché un uomo che non vive in armonia con la natura, è tristemente destinato a sparire, presto e male.

Vedi Napoli e poi? Muori, a meno che non interveniamo tutti insieme per salvare questa splendida città e le sue terre.

Facciamolo prima che le fiamme ci sbattano in faccia una dura verità tale per cui è troppo tardi e sarebbe solo colpa di tutti noi, nessuno escluso​.

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