LA SETTIMANA CORTA: DA STUDENTE A FUNZIONARIO DI BANCA

LA SETTIMANA CORTA: DA STUDENTE A FUNZIONARIO DI BANCA


di Pietro GALANTE

Storico liceo classico milanese. Di gran carriera il dirigente scolastico ha un’interessante novità da proporre. Cinque giorni di lezioni e non più sei, per tutti.
Che bella cosa la settimana corta anche al liceo! Già il venerdì sera ci si sente in vacanza.
Cosa sarà mai un’ora in più ogni giorno?

Qualcuno nel collegio docenti fa notare che forse è troppo pretendere di spiegare a degli adolescenti fisica o greco alle 14.00 o alle 15, dopo che sono sui banchi dalle 8.00.
Quale sarà la loro attenzione e quale, dunque, la loro comprensione? Poi non tutti abitano vicino alla scuola; c’è chi ci mette più di un’ora a tornare a casa.

Oltretutto, non si capisce bene perché, pare che la redistribuzione del monte ore del vecchio e scomodo sabato non sarà omogenea: le cinque ore incriminate non saranno spalmate dal lunedì al venerdì, ma ci saranno alcuni giorni che rimarranno con il vecchio orario, mentre altri incrementeranno fino a sette, o anche otto ore di lezione.

Pian piano, si capisce che tutta questa architettura taglia, copia e incolla dipende – così dice il plenipotenziario dirigente – dalla necessità di ottimizzare il riscaldamento dell’istituto.

Esatto, avete letto bene. In barba a qualità della didattica e benessere psicofisico degli studenti (perché voglio vedere in che stato uscirano da scuola quei poveretti e come affronteranno il pomeriggio).

E quando si studierà? Quando si farà sport? Quando si andrà a ripetizioni?

Ma quante storie! C’è la settimana corta apposta, c’è persino il weekend libero apposta, così finalmente si può partire il venerdì sera!
E se uno non abita in zona 1, non ci mette un quarto d’ora da casa a scuola, non ha una casa vacanza, beh…cazzi suoi!
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