FOGLIOLINE E BRAVE BAMBINE: COSÌ CI VUOLE LIBERI E UGUALI

FOGLIOLINE E BRAVE BAMBINE: COSÌ CI VUOLE LIBERI E UGUALI

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

Insomma, la montagna ha generato il topolino.
Un topolino vecchio di millenni, ovvero come Liberi e Uguali considera le donne.
Foglioline…eh già, giusto un abbellimento all’albero, al patriarca, al padre, padrone e padreterno, qualcosa che origina da qualcosa, magari dalla solita vecchia costola, niente di più, niente di meno.

Siamo passate dall’essere la foglia di fico di un sistema partitico e politico cattolico di centrosinistra, quando è servito raccattare voti usando le lotte femministe, all’essere semplici, adorabili, tenere foglioline.

Son soddisfazioni, non c’è che dire, specie quando la forma delle foglie ricorda molto quelle dell’Ulivo.
Toh, che combinazione, che caso strano…

Questi politici di una certa area di sedicente sinistra, non cambiano mai, non cambiano proprio mai.
Come si possa pensare proprio oggi ad una simile simbologia e supportarla pure dalle scoranti dichiarazioni di Piero Grasso, proprio risulta assurdo, ad una prima lettura.
Poi pensandoci su, risulta chiara la riconferma della motivazione: riportarci indietro quanto più possibile, dominare e controllare la patrte più forte e determinante del paese.

Infatti, ecco come veniamo descritte nell’intervista di Grasso: “saranno le madri, le mogli, le sorelle…”.
A questo punto non ci stupiremmo se come inno dovessere scegliere “Profumi e balocchi“.

Un bel ritorno al passato, alle icone cattoliche di 60/70 anni fa.
Spose, sorelle, madri…

Vien voglia di mettere lorsignori sullo stesso piano, giusto per togliere un po’ di aura e valore alla loro identità di PERSONE.
Le conquiste ottenute dalle donne, per questi uomini del Paleolitico, sono finite tutte appese come abbellimento dell’albero del patriarcato molto ben rappresentato da Liberi e Uguali.

In fondo non c’è da stupirsi che gente simile consideri le donne a questo modo.
Da decenni il ruolo della donna è confinato nel recinto dello sfruttamento ad ogni livello.
Prima crescevamo solo i figli e prevvedevamo alla casa, alle cure parentali, poi han pensato bene di regalarci (!) una presunta parità facendoci fare DUE lavori: in casa e fuori casa, il tutto pagandone uno solo.
Probabile che si sia ispirato a questo metodo di sfruttamento chi nel marketing della grande distribuzione ha inventato il ‘paghi 1 e prendi 2‘.

Non contenti ci hanno indotto a pensare di dover rinunciare anche al viverci la maternità, da un lato, come sarebbe nostro diritto, ci hanno conformato al sistema maschile della competitività e dell’assoggettarsi ad un sistema che toglie identità e bisogni per conservare lavoro, professionalità e carriera.
Dall’altro ci vietano in ogni modo la maternità consapevole, come scelta voluta, negandoci l’applicazione della 194.

E chi ha permesso questo tipo di sfruttamento, se non ancora gli stessi che oggi ci disegnano come foglioline?

Insomma la retorica è sempre la stessa – fulgido esempio di quella che è la politica italiana di chi si definisce di centrosinistra verso le questioni legate alla condizione femminile in Italiaed è sempre più repressiva, retrograda e discriminante, soprattutto per il tempo che viviamo che vede le donne ad essere le prime usate dal neoliberismo per sopperire all’assenza dello Stato, cui impone tagli profondi al welfare e le prime ad esser sacrificate a livello occupazionale.

Il concetto che esprime Liberi e Uguali, perciò è semplice: fate le brave, bambine, e tornate al focolare domestico e a subire l’autoritarismo e lo sfruttamento famigliare e sociale.
Accettate di buon grado di essere solo fattrici anche per altri, accettate che lo Stato faccia cassa sui corpi delle donne che si prostituiscono, accettate il medioevo che vi stiamo preparando.
In fondo siete solo spose, madri e sorelle…

Siamo spiacenti. INDIETRO NON SI TORNA.
Foglioline o non foglioline, se era vero negli anni ’70 che le brave bambine vanno in paradiso ma quelle cattive vanno dappertutto‘, oggi lo è ancora di più e della consapevolezza di ciò che siamo e di quanto valiamo, della libertà soggettiva che ognuna di noi si è conquistata, sentirete parlare molto presto.

 

 

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