Pierangelo Bertoli, Rosso Colore, Settembre 1974

Pierangelo Bertoli, Rosso Colore, Settembre 1974

Pierangelo Bertoli.

 

di Bruno DELL’ORTO

Sono passati quasi 43 anni da quando, in un’epoca diversa per impegno delle masse operaie e studentesche ed una grande mobilitazione nei pensieri e nelle azioni di una grandissima base sociale, il pezzo fu scritto.

Le grande battaglie di quel periodo portarono con enormi sacrifici a conquiste epocali per le classi meno abbienti in termini di tutela e sicurezza, anche per merito di una forte rappresentanza sindacale.

I problemi che si presentavano erano simili a quelli di oggi, ma in un certo senso era tutto più facile per la coesione delle masse e le tensioni ideologiche che le pervadevano, compattandole.

L’antagonista, poi, era facilmente individuabile in una borghesia industriale che era restia a redistribuire risorse e concedere diritti che finivano per ridurre i propri profitti.
Profitti che venivano comunque ottenuti principalmente producendo ricchezza reale.

Dopo lo smantellamento delle tutele e l’erosione dei salari da parte di un neoliberismo sfrenato e feroce, oggi è tutto più difficile, a cominciare dalla individuazione del nemico e fin nel dettaglio delle cause reali.

Purtroppo i problemi rimangono gli stessi ancorché acutizzati per misura ed estensione delle fasce colpite, e quella pialla che passò sulle ideologie dagli anni ’80 in poi, livellandole con un devastante qualunquismo, ha tolto coesione e spinta alle sempre più numerose vittime.

Ed ascoltare le parole per poi sollevare lo sguardo mettendo a fuoco la realtà che ora ci attornia mi provoca una fitta al cuore:
vecchie logiche applicate ma con rinnovata efficienza e ferocia, vecchi problemi che si concretizzano in un conto presentato da pochi privilegiati a sempre maggiori “più”…

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