PERCHÈ SBATTERE LO STUPRO IN PRIMA PAGINA

PERCHÈ SBATTERE LO STUPRO IN PRIMA PAGINA

 

di Massimiliano DE ANGELIS

Sbattere lo stupro in prima pagina, farlo diventare volutamente un tassello delle tante paure che formano un mosaico, meglio se commesso dallo “straniero” per renderlo più utile all’opera.

Un mosaico che una volta completo servirà allo scopo: quello di arrivare insieme a tanti altri di essi ad ingenerare nella popolazione quel senso di precarietà, di incertezze e di timori al fine di barattare le paure con una presunta sicurezza imposta da una entità tramite, in questo caso, la formazione di una opinione pubblica all’uopo.

In questo è necessario l’apporto di un pensiero che sia anche xenofobo e comunque limitato, superficiale, colpevolmente complice, salvo poi nascondere o minimizzare – perché di “sistema” – reati quali la pedofilia quando toccano il Vaticano in alcuni suoi componenti o politici (caso Ruby), prostituzione, prostituzione minorile e turismo sessuale (e noi italiani abbiamo un record tristemente notorio al riguardo) e che sono gli aspetti più estremi.

Oppure registrare e archiviare velocemente, a volte quasi in sordina, fatti di cronaca anch’essi estremi come il femminicidio e le violenze sulle donne che scaturiscono dalle paure di alcuni uomini che le combattono con differenti modi e mezzi perchè temono la loro forza e la loro indipendenza, non rivestendole della dovuta importanza e gravità quando i fatti non concorrono a creare un mostro comodo al sistema.

Partono dall’interno delle nostre mura domestiche (i panni sporchi vanno lavati in casa) trovando poi riscontro e terreno fertile in una società maschilista, aggressiva e arrogante, volta all’annientamento, al non rispetto, alla cultura del nemico, alla mercificazione dei corpi (non solo mediante la pubblicità) togliendo dignità all’essere, e il più delle volte la donna non riesce a sottrarsi essendone vittima più o meno inconsapevole.

Lo stupro sbattuto in prima pagina serve allo scopo, data la sua gravità, e quindi sono più evidenti gli effetti che sortisce nel volerli vedere risolti ai fini della sicurezza senza analizzarne però mai, sia la causa dalla quale scaturisce e sia le concause per le quali viene favorita nel manifestarsi.

Lo stupro è una malattia sociale ma anche mentale sia come forma di dominio sia come forma di depravazione e come tale deve essere considerata e trattata, ma qualcosa non quadra: sbattere lo stupro in prima pagina e mai le concause, il continuo sottrarre risorse da parte del governo e delle istituzioni per effetto domino alla salute dell’individuo negandogli il diritto all’accesso anche in chiave preventiva è volto al perseguimento di questo obiettivo ed è lo stesso modus operandi utilizzato in tutti i settori del sociale che concorrono allo stato di fatto.

Il tutto viene intenzionalmente ignorato, i mass media asserviti lo devono ignorare, l’opinione pubblica non deve rendersi conto che anche lo stupro viene usato, violentando due volte la donna, per alimentare paure e fra sì che si punti ad uno stato repressivo ma che non sa fare prevenzione, anzi, non vuole farme.

Il maschilismo invece è storico ed ha una sua origine storica che coincide con la scoperta della pratica dell’agricoltura facendo essa da spartiacque nel passaggio dalla società matriarcale a quella patriarcale e rafforzato poi dalle posizioni ideologiche delle religioni monoteiste: per questo il maschilismo è sempre attuale ma fa meno paura dello stupro proprio perché strutturato e portato alla normalizzazione all’interno della società.

Di certo non è meno grave, anzi, visto che millenarmente ha mietuto molte più vittime e ne miete ancora.

Bisogna rifondare la società ripartendo dalle famiglie, dalla scuola, dal lavoro, dalla società intera ma vivere una condizione politica che sottrae volutamente le risorse all’educare e dove possibile, rieducare al rispetto e al riconoscimento dei diritti delle donne – che logica vorrebbe invece essere destinate in quanto naturali ad un adeguato sviluppo sociale a 360 gradi – impedisce di prendere la via di questo processo di presa di coscienza.

Il pesce puzza dalla testa e si continuerà a fare i conti invece con donne stuprate, donne ammazzate, donne abusate, si continuerà a sbattere lo stupro in prima pagina utilizzandolo come notizia del giorno per orientare la massa e al tempo stesso per nascondere impunemente i reati del sistema.
ADINOLFI, L’ESTREMISMO CATTOLICO E L’ANTICA ARTE DELL’OSCURANTISMO (Sicuri che l’Isis sia poi così lontano?)

ADINOLFI, L’ESTREMISMO CATTOLICO E L’ANTICA ARTE DELL’OSCURANTISMO (Sicuri che l’Isis sia poi così lontano?)

di Antonio CAPUANO

Mario Adinolfi ha scritto in un suo post che i 547 bambini del coro di Ratisbona, vittime di abusi e violenze sessuali, “devono vergognarsi” perché hanno mistificato la realtà e sono stati spinti a farlo solo per screditare la Chiesa. Aggiungendo inoltre con vanto, che ai suoi tempi la violenza fisica e non solo, era un normale e sano “orpello educativo” e del resto i risultati che ciò ha avuto su di lui, sono innegabilmente visibili. Direi…

Lo ha scritto, davvero. Giuro.

Quest’uomo al netto di un’ intelligenza palesemente nulla, conosce almeno il significato della parola decenza? Temo di no e a volte anche solo tacere per lui, sarebbe oro colato. Dato che certe parole rappresentano praticamente una seconda forma di violenza perpetrata ai danni delle povere vittime.

Sappiamo da sempre purtroppo che nel mondo clericale si annida questo sordido e tragico problema e cosa ancora più drammatica, sappiamo bene quale oscurantismo veli la cosa e con quali conseguenze,

Casi in serie, vittime colpevolizzate e traumatizzate, episodi sminuiti, preti impuniti e trasferiti.

E via omertosi, fino al prossimo giro di giostra…

Il mondo deve mettersi in testa una cosa: il problema non è la religione, qualunque essa sia, dato che la libertà di culto è sancita costituzionalmente (e anche lì, nessuna religione è “meglio” di un’ altra, se ci evitaste le gare sarebbe l’ideale…).

Il vero dramma è rappresentato da estremizzazioni, deliri e limitazione dei diritti altrui che da essa possono derivarne,

Se odi un uomo e lo accusi senza prove dei peggiori crimini solo perché ha una fede diversa dalla tua, ma poi sei sempre pronto a negare l’evidenza, giustificare e minimizzare ogni vergogna (fin’anche violenza e pedofilia) solo perché compiuta da un rappresentante della tua religione, allora l’unico problema sei tu e non voler accettare che alla base un ministro di Dio, c’è pur sempre un semplice uomo e che il suo ruolo non lo rende certamente al di sopra della legge e della morale. A prescindere dal tipo di fede che professa…

Occhio perché sulla carta siete tutti religiosamente più belli, civili ed evoluti degli altri,

Ma onestamente quando parlate “di pancia” (mai termine fu più azzeccato per Adinolfi, direi…) mi fate sinceramente la stessa impressione dell’Isis.

La minaccia reale non è rappresentata dalla religione in quanto “strumento in sé”, ma dalla scelta quotidiana del singolo che può decidere di servirsene per unire o per dividere…

Dimensione carattere
Colors