Peacekeeping operation. Le chiamano così, le guerre, adesso

Peacekeeping operation. Le chiamano così, le guerre, adesso

Attacco alla Siria

 

di Antonio CAPUANO

Una guerra seppur con un altro nome, mantiene lo stesso profumo di sangue.

E così, gli Stati Uniti d’America ci sono ricascati, hanno nuovamente “esportato la democrazia” a suon di missili e in questi casi guai a parlare di morti, la nomenclatura ufficiale li definisce “effetti collaterali” (si, formalmente decine di morti siriani tra cui 4 bambini, equivalgono al prurito che ti lascia la maglia di lana nuova).

Mentre si fanno proclami retorici contro l’Isis, si attaccano duramente i due paesi che più la combattono e si presta così il fianco alla sua avanzata. La famosa pace all’americana, insomma.

Nel frattempo quei cattivoni di Assad e Putin “osano” reagire all’attacco e ovviamente i Paesi NATO corrono prontamente sotto il gonnellino di mamma Usa, lanciandosi in difese improponibili.

A forza di giocare con il fuoco e fin quando non smetteremo di distinguere tra “guerre giuste” e “guerre sbagliate”, dicendo senza mezzi termini che la guerra va condannata a prescindere dai soggetti e dalle motivazioni, non solo questo circolo vizioso non avrà mai fine ma prima o poi salterà il banco geopolitico Internazionale.

Intanto le navi da Guerra russe sono giunte nel Mediterraneo. Occhio perché per passare dalla visita turistica alla nuova guerra fredda, è un attimo.

Dopodiché a quel punto non vi basterebbero nemmeno la diplomazia e la fine nomenclatura internazionale per limitare i danni.

Statene certi…

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