DIPARTIMENTO A MAMMETA TOIA!

DIPARTIMENTO A MAMMETA TOIA!

Mamma anni '50

di Ivana FABRIS

E così, dopo averci fatto fare, per oltre 50 anni, DUE lavori pagandoci per UNO solo perchè lo sanno tutti che “two is meglio che one” e spesso anche pagate male.

Dopo averci sfruttate come peggio non si sarebbe potuto: casa, figli, lavoro e ancora figli, lavoro e casa.

Dopo averci penalizzate rispetto alla maternitá.

Dopo averci COLPEVOLIZZATE per la maternità: prima perchè facevamo troppi figli, tra cui troppe femmine in quanto incapaci di figliare dei maschi, poi perché lavorando toglievamo loro troppo tempo, poi perchè li facevamo e questo creava problemi ai datori di lavoro, adesso perchè non ne facciamo più.

Dopo averci tolto il lavoro, dopo averlo tolto ai nostri compagni costringendoci a qualunque lavoro sottopagato e sfruttato pur di mettere insieme almeno un pasto al giorno.

Dopo averci tolto la 194 costringendoci a tenerci figli che non possiamo o non vogliamo avere.

Dopo aver devastato quel po’ di stato sociale che avevamo togliendo consultori e servizi sanitari gratuiti grazie ai colpi di scure su tutto ciò che è pubblico per ingrassare coi nostri soldi le banche.

Dopo averci ricondotte alla sudditanza…OGGI il governo ci dice che ha istituito il Dipartimento Mamme.

Beh, potevate farci sapere senza tante cazzate semantiche che in realtá avevate in mente di trascinarci indietro al 1920 e che da questo momento in poi possiamo solo essere deputate o al ruolo di schiave o al ruolo di fattrici.

Magari diteci anche che se i nostri compagni ci pesteranno o ci faranno fuori, sarà stato perchè ce la siamo cercata e il quadro è completo.

Poi vi stupite se siamo furiose ma state sereni, niente di personale da parte nostra, ci mancherebbe!

Solo così, giusto per essere informate quel tanto che basta a noi per dirvi che il vostro Dipartimento Mamme, popolato da mamme con stipendi da 15.000 euro o da signore e signorine la cui più grande preoccupazione è decidere per noi quello che neanche sanno delle nostre vite, ve lo potete mettere dove non batte il sole perchè se pensate che quando ci chiederete figli per la patria col vostro Dipartimento, ci troverete rassegnate e arrese, avete sbagliato a capire.

DIPARTITEVI VOI membri di questo partito patriarcale anarco-capitalista che è il PD, le vostre dipartimentiste Signore e Signorine Coccodè e tutto il vostro Dipartimento a mammeta e pure a soreta!

LA SINISTRA ORWELLIANA

LA SINISTRA ORWELLIANA

People Orwell

di Fiorenzo MEIOLI

Oggi, la politica e i media puntano molto su parole come riforma, il nuovo, modernizzazione, innovazione e tanto altro ancora.

Sono tutte parole banali se non vengono rapportate alla situazione di profonda crisi e incertezza che viviamo.

Bisogna, dunque, chiedersi: innovazione per andare dove?

Il nuovo ed il vecchio rispetto a che cosa?

Un conto è costruire un programma di modernizzazione basato sulla solidarietà, incentrato sull’uguaglianza e su una più equa distribuzione delle risorse, diverso è intendere il nuovo in sostanziale continuità con il “pensiero unico” dominante.

Difendere i diritti, valorizzare il lavoro, combattere la povertà, lavorare per una società più giusta non è una posizione conservatrice, il vecchio sta, secondo me, in chi vuole riproporre le vecchie ricette liberiste che, a partire dagli anni ottanta, hanno teorizzato la centralità del mercato, del consumismo, l’individualismo più sfrenato e lo sfruttamento delle risorse naturali.

Non può essere oggi considerato il nuovo quel liberismo degli anni ottanta che ha creato i guasti che sono sotto gli occhi di tutti: l’economia di carta che ha sconfitto l’economia reale, la finanza che ha sottomesso la politica, le diseguaglianze mai state così scandalosamente profonde.

Non può essere considerata moderna quella “sinistra” che crede nell’ineluttabilità dell’economia neoliberale, a cui le politiche dei partiti e degli stati devono adattarsi, quella “sinistra” che dà un grande impulso al passaggio alla postdemocrazia descritta da Colin Crouch: un regime in cui contano sempre meno i cittadini, le organizzazioni politiche e i loro iscritti e sempre di più i media e la personalità dei leader.

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

Tempi moderni - Chaplin

Mentre si parla dell’età della moglie di Macron e della proposta di matrimonio di Fedez alla Ferragni, il Governo ha approvato a larga maggioranza (Forza Italia, PD, e tantissimi astenuti che non hanno avuto il coraggio di votare CONTRO) una legge sulla tutela del lavoro autonomo e del “lavoro agile”, quello dei cosiddetti “smart worker”, che vanno da coloro che spostano merci nella grande distribuzione ai traduttori.

Però non vedo parlarne.

Non è il job act. E’ peggio.

Se proprio lo volete chiamare in inglese chiamatelo “SLAVERY ACT“.

Non c’è nessuna previsione di sicurezza del “lavoro agile”. Sarà agile come quello del trapezista che fa un salto mortale.
Senza rete.

Ah, le decisioni le prende solo il datore di lavoro. Perchè tutto viene deciso in accordi tra le parti, senza tutela sindacale.

Tra chi mi offre un lavoro, e io che non so come pagare l’ultima bolletta della luce, chi è la parte contrattuale in posizione di forza?

Comunque adesso è chiamato “lavoro autonomo con unico committente“. Si chiamava lavoro dipendente un tempo. Però adesso sei uno “smart worker”. Pagato meno di uno smartphone.

Ho ascoltato senatori della Repubblica affermare che le cose sono cambiate, che questo è il futuro, che non si può tornare indietro.

E invece SIAMO TUTTI TORNATI INDIETRO. Al 1800.

Però, oh. Fedez è un fico, dai.

Massimo Ribaudo

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