DAGLI STUDENTI UN FORTE SEGNALE DI LOTTA

DAGLI STUDENTI UN FORTE SEGNALE DI LOTTA

 

di Luca CANGEMI – Segreteria Nazionale PCI, responsabile scuola

Dagli studenti un forte segnale di lotta per il cambiamento

“Dai cortei studenteschi viene un forte segnale di lotta contro l’inaccettabile modello renziano di scuola, Un segnale importante che il mondo dell’istruzione nel suo complesso e tutte le forze, che si battono per una società più giusta devono cogliere” – ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI.

“I ragazzi e le ragazze hanno, con forza, denunciato una situazione della scuola italiana ormai insostenibile. Problemi antichi e insoluti, come quello dell’edilizia scolastica, si sommano alle disastrose conseguenze della legge 107 del 2015 (e dei decreti attuativi varati recentemente dal governo Gentiloni). Molto importante è la denuncia studentesca della scandalosa realtà dell’alternanza scuola lavoro, matrice di speculazione e sfruttamento.

La volontà di lotta che viene dalle giovani generazioni rappresenta una grande speranza. Adesso bisogna lavorare intensamente per lo sviluppo di un movimento di lotta che veda insieme studenti, lavoratori e cittadini per cambiare profondamente la scuola.
Domenica 15 ottobre, alle ore 10, il PCI organizza a Roma un’Assemblea Nazionale aperta sulla Scuola per individuare le scelte necessarie nei prossimi mesi.”

 

fonte: www.ilpartitocomunistaitaliano.it

SE AVESSI FATTO ANCH’IO IL MIO DOVERE…

SE AVESSI FATTO ANCH’IO IL MIO DOVERE…

di Antonio GRAMSCI

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti.

Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa.

Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.

E quest’ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile.

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?

 

ANTIFASCISMO SEMPRE!

ANTIFASCISMO SEMPRE!

di Jean DE MILLE

E così in questo paese di merda è possibile che un Brunetta chieda di equiparare comunismo e nazifascismo, e di pretendere che per entrambi sussista lo stesso reato di apologia.

Questo accade nella nostra terra che i partigiani comunisti hanno contribuito a liberare dall’orrore di chi massacrava e sterminava, in questa misera Italia che nel dopoguerra i militanti del PCI hanno salvato dalle tentazioni golpiste provenienti da un apparato statale e da una borghesia più sudamericani che europei.

Non stupisce affatto, nella desolazione generale, che questa proposta giunga da un ex-appartenente al PSI craxiano, del cui viscerale anticomunismo poteva non accorgersi soltanto una mente lungimirante come quella di Napolitano, con la sua consorteria migliorista.

Prima del “pronunciamiento” di Brunetta erano stati i 5Stelle ad opporsi al progetto di legge Fiano volto a contrastare l’apologia del regime fascista e neonazista.

I seguaci del Comico hanno affermato di opporsi ad una legge liberticida, considerando in tutta evidenza che il diritto di propaganda nazifascista rientri a pieno titolo nella sfera delle libertà. E mostrando, con altrettanta evidenza, come il loro concetto di libertà sia basato sul nulla: un nulla etico, filosofico, antropologico.

Un nulla che svuota gli intelletti e le coscienze, e che precipita l’idea di libertà in quella, aberrante, di indifferenza ai valori ed alla storia.

Indigna, ma non stupisce affatto, che anche all’interno di una certa sinistra radical-nonsoché la necessità di opporsi ad una legge “liberticida” abbia immediatamente fatto breccia, trovando i suoi cantori.

Il disastro della sinistra post-classista è fatto di queste smemoratezze e di queste levate d’ingegno, che permettono di considerare l’apologia dei campi di sterminio come un’opinione, appena un po’ più sgradevole di un’altra. Che permettono di infilare la testa nella sabbia e di recitare massime zen, davanti al riaffacciarsi di ideologie criminali sul nostro orizzonte politico.

Restiamo noi, coloro per i quali l’antifascismo non è lo slogan per raccogliere tre voti a sinistra, ma una assoluta priorità.

E noi, ora più che mai, abbiamo il dovere di non fare da spettatori.

Dimensione carattere
Colors