RENZI E D’ALEMA: UNA FACCIA, UNA RAZZA

RENZI E D’ALEMA: UNA FACCIA, UNA RAZZA

Renzi_Dalema

di Ivana FABRIS

“D’Alema: Renzi bugiardo, va sconfitto per rifare il centrosinistra col PD”

Che Massimo D’Alema, oggi ci metta sull’avviso della pericolosità di Renzi e compagnia blaterante, scusate, ma è quantomeno ridicolo.

La prima cosa che viene alla mente leggendolo, è “da che pulpito!”, considerato che fu proprio lui, nell’agosto del 2013 a pochi mesi dalle primarie del PD, a dichiarare in un’intervista* che vedeva “bene Cuperlo a capo del partito, che Letta non aveva futuro e che vedeva bene a Palazzo Chigi Matteo Renzi“, quindi come Presidente del Consiglio.

Qualcuno dirà che anche i migliori sbagliano, ma in questo caso non fu un errore di valutazione ma semplice opportunismo politico.

Il nostro non era al governo, indubbio, ma che il suo ruolo sia sempre stato preminente all’interno del PD è innegabile: D’Alema è potente e conosce bene il mondo in cui vive, sa come si muove e come servirsene, da sempre.

Inoltre è un fine conoscitore di tutto ciò che si muove nel sottobosco della politica, quindi che proprio lui, oggi, ci metta sull’avviso della pericolosità di Renzi se in prima battuta fa ridere, in seconda fa andare letteralmente in bestia.

Lo hanno voluto, sostenuto, appoggiato in ogni modo, Renzi: lui e tutti i dirigenti, onorevoli e senatori del PD, proprio perchè garantiva loro continuità all’interno del sistema politico.

Hanno votato le peggiori leggi contro i lavoratori, contro il welfare, contro la scuola, contro tutto ciò che è Stato e oggi ci mette in guardia?

No, vabbè, dai, scherza…Oppure no, semplicemente ci considera nè più nè meno quello che ci ha sempre considerati: una massa di persone che non meritano niente perchè non capiscono niente: “Io non conosco questa cosa, questa politica che viene fatta dai cittadini e non dalla politica”.
(discorso del 9 marzo 1997 al seminario dell’Ulivo nel Castello di Gargonza)

Parole sue quindi comportamenti, suoi, ovviamente coerenti.

Indubbio che D’Alema sappia di poter contare ancora su una certa percentuale di fidelizzati, ma giova ricordargli che qua nessuno, a parte i pochi soliti aficionados, è fesso al punto di non sapere che la sinistra in Italia da un certo momento in poi, grazie a lui e ad altri suoi esimi colleghi, ha perso OGNI CREDIBILITÀ e FIDUCIA proprio a causa del fatto che la sinistra si è dissolta (nell’acido) del centrosinistra.

E qui arriviamo al punto nodale.

In un paese la cui democrazia era già fortemente pregiudicata dall’assenza della sinistra in opposizione alla destra, in cui oggi il neoliberismo (grazie al suo più o meno ex partito) ha messo le mani e i denti strappandone la carne viva proprio grazie a questa sparizione, in cui la democrazia è in stato di coma profondo, SERVE UN ALTRO CENTROSINISTRA?

D’altro canto perchè stupirsi visto quanto dichiarò nell’intervista a L’Espresso il 19 dicembre 2003: “La sinistra di per sé è un male. Soltanto l’esistenza della destra rende questo male sopportabile.”

La cosa tragica è che in certe testate online si legge che questa posizione è un rinnovato compromesso storico.
No, dico, ma di che parla la gente?

Ma questi che citano il compromesso storico sanno cosa volesse e cosa fosse realmente, secondo come lo concepì Berlinguer?

Viene da dire che prima di scrivere di politica, forse servirebbe STUDIARE e sapere, perché questa continua mistificazione è a dir poco, vergognosa.

Intanto il nostro D’Alema nazionale, continua a pensare che siamo tutti degli sprovveduti che non sanno fare 2+2.

Pensa che non abbiamo capito che la sua operazione mira all’accaparramento di quel 5% (se tale rimarrà la legge elettorale di cui si discute in questi giorni) e che per ottenerlo serve parlare ad un elettorato più ampio della sola sinistra, perchè di sicuro, un D’Alema e compagni, “se li conosci, li eviti”. Come la peste bubbonica.

L’operazione non è solo sporca ma anche rivoltante.

Non bastava aver fatto entrare Renzi dalla porta principale del Nazareno, con Berlusconi al seguito; non bastava aver votato e approvato ogni legge antidemocratica perché contro i lavoratori e contro le classi più disagiate del paese. No no, e perchè mai accontentarsi?

Lui, poi, che non conosce limiti alla sua ambizione, ad un certo momento (giusto per lo scopo che si prefiggeva) si sarà chiesto: perché non arrivare anche alla scissione?

E perchè non vestire i panni del novello oppositore di quel sistema politico che lui stesso e i suoi scherani hanno fortemente voluto?

Così, ecco persino l’avviso che Renzi è pericoloso al pari di Grillo, e il tutto per il fatto che punta solo alla reiterazione e la riconferma in Parlamento di una classe politica che meriterebbe davvero di esser giudicata dal popolo per ciò che ha commesso contro di esso.

Nel mentre, Art.1-MDP dialoga con Pisapia che a sua volta dichiara il suo amour fou per il PD, occhieggia a Sinistra Italiana, apre a Possibile.

E la chiamano pure unità della sinistra.

Sinistra unita - Mauro Biani

POLITICA (e) IMMONDIZIA

POLITICA (e) IMMONDIZIA

Virginia Raggi

di Simone ZAGAROLO

Siamo ideologizzati, contro ogni ideologia.

“Né destra né sinistra, ma solo il bene dei cittadini!”

Bene! Sono frasi ad effetto che prendono per la pancia i cittadini e per la gola. Ma tutto lì, però!

Poi qualcuno, indipendentemente dai suoi reconditi fini, invade la città e la ramazza, svuota i cestini.

Se alle parole avessero dovuto seguire i fatti, si sarebbe dovuto dire:

“Grazie! Mi avete aiutato, ma soprattutto avete aiutato cittadini. La prossima volta metterò anche le macchine dell’AMA a disposizione e chiameremo tutti i cittadini a dare una mano.
Da sola e con i soldi che abbiamo non ce la facciamo!”

Questo mi sarei aspettato!

Nessuna ideologia, nessuno scontro tra fazioni ideologiche, ma pragmatismo e concretezza.

E anzi avrei rilanciato. Senza minimalismi!

Avrei lanciato un appello ai cittadini! Non generico, ma contenente tutta la verità senza veli e senza dietrologia!

La situazione è drammatica, con le casse del comune vuote non ce la facciamo. Non è solo questione di competenza ma che proprio mancano i soldi.

Allora?
Allora scendiamo in piazza per le strade prendete ramazza e scope e diamo una ripulita.
Una vera domenica ecologica questa volta.

Senza maglie colorate, ma con i vestiti che indossate per andare a lavoro o che indossate in casa.

Invece niente!

Questo si che sarebbe stato trasversale e interclassista!

Non populismo.
Una ventata di verità!

Pensate invece, che l’atteggiamento della Raggi sia compatibile con una pratica decantata come anti ideologica, post moderna e innovativa o percorriamo sempre gli stessi schemi, gli stessi modelli di sempre?

Non cambierà nulla se non si rompe, non a parole, ma nei fatti col passato. E pure col presente!

UN SABATO DI SINISTRA

UN SABATO DI SINISTRA

 
Giulio Ambrosone

di Giulio AMBROSONE

Scrivo qualcosa sulla straordinaria giornata di sabato a Ardea, il 13 maggio con il MovES.

Si affollano idee pensieri sensazioni e per un tipo come me tutto appare quasi come un fiume in piena per quanto riguarda le emozioni.

Si incrociano le storie di Jod Dembele ambulante senegalese reduce da tre fallimenti da trent anni in Italia che rivendica il gran cuore italico a fronte di immagini stereotipate di razzisti e xenofobi create dai media.
Della signora Nicolina con figli disoccupati che fa torte per sbarcare il lunario.

Del pensionato Bruno che accudisce la moglie invalida.

Del vecchio politico che incuriosito da noi ci porta un giornalista forse preda, come tanti visti oggi, della loro falsa coscienza e del ricordo di loro ventenni quando si cominciava a fare politica e si mangiavano ancora le fragole.

E del candidato sindaco dell’ammucchiata di sinistra dato per favorito che ci incoraggia che ci bombarda di domande, che poi si collega nella sensazioni alla combriccola di vecchi arnesi che quando passo per andare al bagno con maglietta MovES in bella mostra si zittiscono…non sia mai dovessi sentire qualcosa di compromettente.

In questa varia umanità si dipana un sorriso interiore, li guardo con tenerezza e con la consapevolezza di cosa sia il MovES, di cosa siamo noi e perché lo facciamo…

Siamo tutti sulla stessa barca ed ora in mezzo ai flutti c’è da remare forte, fortissimo come quando accompagnavamo gli Abbagnale alla vittoria.

Ma a distanza di ore, sono satollo il giusto per l’esperienza appena passata e dal fiume carsico della coscienza mi viene lo spunto per un possibile vademecum antigrillino.

Ho sempre considerato molto utile tutto ciò che è frutto dell’osservazione empirica.
Allora armatevi di un tavolino (non di un gazebo) di non grandi dimensioni.

Fornitevi di semplici fogli di carta bianchi su cui chiunque passa può esprimere un’opinione.
Posizionate uno striscione ben visibile che dichiari una cristallina appartenenza ad un’area politica ben precisa (meglio la sinistra ça va sans dire).

Abbiate l’accortezza di non radunarvi copiosamente tipo manipolo d’altri tempi e redigete un volantino che non sembri una brochure di un’azienda high-tech, et voila spariranno con la coda fra le gambe tramortiti dalla kryptonite di cui sopra.
Verificato…funziona.

QUESTA È POLITICA, QUESTA È LA NOSTRA SINISTRA, quella di sempre, quella che le persone comuni riconoscono al volo, esattamente come noi.

Grazie agli stupendi compagni di viaggio di questa rinnovata esperienza, Massimo e Massimiliano complici di questa quieta, commovente, salvifica giornata di civiltà.

Ci voleva. La volevamo, l’abbiamo voluta e continueremo a volerla.

La volevano tutte le persone che spontaneamente si sono avvicinate per parlarci, per ritrovare se stessi trovando noi.

La ripeteremo prestissimo.

MARCE, FIACCOLATE, POPULISMI E INUTILI UTOPIE

MARCE, FIACCOLATE, POPULISMI E INUTILI UTOPIE

Burattinaio

 

di Maria MORIGI

1: Non dimentichiamo il rogo di Giordano Bruno, Robespierre giustiziato in nome (e per conto) del suo Terzo Stato, lo sfortunato Pisacane di “Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti”, il sogno della non violenza di Gandhi, il Dream di Martin Luther King…

2: Non dimentichiamo i cannoni di Bava Beccaris sulla folla che chiedeva il pane, “Gorizia tu sei maledetta” e le imprese di Cadorna, il massacro di Debre Libanos (Etiopia) di Graziani, Bolzaneto, Cucchi…

3: Non dimentichiamo chi ha coltivato -in silenzio e senza proclami- la Scienza rendendosi utile al genere umano. Cito a caso Karl Landsteiner che scoprì nel 1901 l’esistenza dei gruppi sanguigni (un miliardo di persone hanno evitato la morte, cioè tutti coloro che hanno subito trasfusioni) e Edward Jenner, che alla fine del Settecento arrivò all’ invenzione del primo vaccino contro il vaiolo (altri 122 milioni di esseri umani salvati) dopo aver osservato che i contadini a contatto con le mucche venivano quasi sempre risparmiati dalle epidemie.

E adesso dirò delle cose antipatiche, perché io – di persona personalmente – ormai non sopporto più, appunto, le marce per i Diritti, le marce delle Donne, le marce della Scienza, le Rivoluzioni colorate e quelle imbiancate, i Giorni dedicati alle Memorie, alla Terra, all’Acqua, all’Eutanasia, al Femminicidio, alla Violenza, alla Libertà di Informazione, ai Bambini abbandonati, ai Migranti, ai Disabili, ai Poveri Cristi… e chi più ne ha più ne metta.

Anche perché le marce A FAVORE di un Principio sacrosanto sono, sempre e inevitabilmente, CONTRO uno stato di fatto, contro un dittatore, contro un Potere che fugge dalle sue necessarie responsabilità pubbliche.

Se avessimo in nostro saldo possesso ‘La Democrazia’ + ‘La Libertà’, si potrebbe fare a meno di questi inutili sforzi da vetrina collettiva.

Ma non è così: l’evidenza dimostra che la nostra è una DEMOCRAZIA SVUOTATA, un contenitore pronto ad essere riempito a seconda del giro di vento e di come decidono banche e potenti lobbies economico-finanziarie.

Una Democrazia implementata in modo utile al consenso, infatti, scatena l’odio e la divisione CONTRO l’Altro e CONTRO chi trova superfluo questo esercizio di retorica democratica.

In USA mancano i finanziamenti privati e pubblici per la ricerca scientifica? Bene si mobiliti il Popolo e le Università per una Grande Marcia della Scienza, anziché dare un lavoro stabile ai ricercatori!.
Trump è un disturbo e un antipatico antifemminista? OK si mobiliti a livello mondiale un fiume di donne incazzate!

Muoiono troppe donne ammazzate dai conviventi? Ed ecco fiaccolate e manifestazioni, dopo le quali si continua a uccidere donne.

Troppi attentati terroristici in Europa? Via libera all’insofferenza razziale, al mantra anti-islamico e all’idea di ‘nemico globale’ e al ‘dittatore sanguinario’!

La grandiosità conclamata dei fini rivela in realtà la pochezza delle motivazioni personali.

Ispirate ad un sano e romantico protagonismo, le motivazioni di partecipazione a questi eventi sono costruite da una regìa ben addestrata. La regìa fa credere che il comune cittadino possa esprimere la propria opinione.

Fa credere che l’opinione pubblica si fondi sul ‘Buon Senso’e su una presunta legittimità della protesta.

Fa credere che la conoscenza e l’informazione siano accessori inutili, perché basta la rete a soddisfare ogni curiosità/esigenza etica.

E d’altronde per le informazioni sulla salute… sulla rete c’è tutto quello che non sappiamo, anzi di più, come per i diritti umani e l’assistenza e la pensione.

Potendomi permettere di essere nostalgica, invidio un po’ l’assenza di un’opinione pubblica in Cina (tutti quelli che ho conosciuto non pare ne sentano affatto la mancanza) anche perché se gli effetti delle campagne mediatiche di disinformazione fossero quelli che vediamo in Occidente, sarebbe un disastro.

E’ che i cinesi hanno alcuni vantaggi: non dubitano del loro sistema, si fidano delle linee guida del Governo, non esiste populismo rivendicativo e sanno che i famelici corrotti prima o poi saranno implacabilmente distrutti dalla Giustizia del Cielo.

Noi queste certezze le abbiamo perse nel corso della Democrazia, della Demagogia coatta e del populismo artificioso e artefatto…

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