IL CAMBIO DI CASACCA DEL M5S

IL CAMBIO DI CASACCA DEL M5S

 

del Coordinamento Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Il M5S non vuole più aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ma chiudervisi dentro, al pari di tutti gli altri che hanno sempre criticato.

Infatti, dopo aver cavalcato il no euro nel 2013 che ha fruttato al M5s una valanga di voti, DI MAIO DICHIARA CHE NON È PIÙ TEMPO DI USCIRE DALL’EURO.
Che dire se non che ce l’aspettavamo una sortita come questa?

Era OVVIO, alla luce di quanto abbiamo visto in questi anni, che sarebbe finita così specie dopo la sua dichiarazione di voler attuare quella “rivoluzione liberale che non è riuscito a fare Berlusconi” e dopo esser stato a Washington.

INOLTRE, PENSARE AD UN REFERENDUM SULL’EURO, significa NON VOLER IN ALCUN MODO USCIRE

Come si legge nell’agenzia di ADNKRONOS che abbiamo più sopra linkato:

Noi diamo 20 miliardi di euro alla Ue: dobbiamo contare e andare a quei tavoli” per cambiare le regole, aggiunge riferendosi al ruolo dell’Italia in Europa.

UN ALTRO CHE SPARGE FANDONIE.
Cambiare la UE dall’interno è TECNICAMENTE IMPOSSIBILE ma nessuno lo dice e tutti sposano il mantra del cambiare da dentro, quindi mentendo sapendo di mentire A TUTTI GLI ITALIANI.

Più ancora dell’affermazione precedente, quella che proprio dichiara quanta propaganda diffonde il M5s, è la seguente affermazione:

“Il quadro europeo non ha più quel monolite franco-tedesco e ora l’Italia può contare di più a quei tavoli e io credo che non sia più il momento per l’Italia per uscire dall’euro.”

Non siamo convinti che Di Maio non sappia del vertice tra Francia e Germania tenutosi il 4 gennaio scorso dove è stato riconfermato il Trattato Bilaterale dell’Eliseo che ha sancito quindi definitivamente l’esistenza di un’Europa a due velocità per il quale è evidente che il binario su cui viaggia l’Italia è quello a scartamento ridotto.
Perciò non si può che pensare tutto il peggio possibile di questa affermazione di Di Maio, perchè o si tratta di insipienza politica o addirittura proprio di propaganda degna di quart’ordine.

E che dire della maggioranza di governo che ricercheranno presso altre forze politiche?
Ma non erano degli assoluti puristi che non si sarebbero MAI coalizzati con nessuno?

Più ancora, però, fa saltare sulla sedia leggere che loro stessi faranno UNA NORMA COSTITUZIONALE per modificare l’art. 67 onde evitare i cambi di casacca.

Grottesco, inoltre, che si inventino una norma costituzionale perché i parlamentari 5 stelle non cambino mai idea quando loro stessi hanno cambiato TUTTA la loro linea politica rispetto a quando sono nati.

È questo il modo per rinnovare il paese?

Sono questi i rivoluzionari 2.0 che abiurano le loro idee e demoliscono definitivamente la politica manipolando essi stessi la Costituzione?

Salvo poi scrivere nel loro codice etico, quello messo a punto dal M5s per le Parlamentarie, che vada rispettata la Costituzione.
Come, di grazia, comprando qualche kg. di rispetto UNICAMENTE presso i mercati finanziari?

 

Insomma, ancora una volta aveva ragione Andreotti a dire che il potere logora chi non ce l’ha.

 

 

 

LA DEMOCRAZIA A CONTRATTO DEL M5S

LA DEMOCRAZIA A CONTRATTO DEL M5S

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra

 

Ci rendiamo conto che la classe politica espressa in questi ultimi vent’anni, sia davvero qualcosa di sconcertante e non meno sconfortante, dal punto di vista della preparazione politica e soprattutto della rappresentanza, della democrazia, dell’etica, della morale.

Vent’anni in cui quel codice etico e politico, che è indispensabile affinchè sia garantita la RAPPRESENTANZA agli elettori, è stato distrutto completamente dai vari listini bloccati di leggi elettorali vergognose e dalla perdita della Politica attiva nei territori, immenso patrimonio valoriale che ha sempre creato SAPERE POLITICO anche nella base.

A seguito di questo, è diventato praticamente impossibile riuscire proprio a dare rappresentanza ai cittadini italiani.
I partiti hanno puntato tutto sull’elettoralismo a scapito della rappresentanza costituita da programmi e conseguenti azioni parlamentari.
Ed è a causa di questo che negli ultimi vent’anni, i cambi di corsia e di casacca si sono succeduti ad un ritmo davvero osceno.

Sapendo di non dover rispondere all’elettorato in virtù di leggi elettorali che proponevano candidati scelti dalle segreterie, NESSUN organismo politico si è più dovuto preoccupare di ONORARE il proprio mandato.
Il popolo dunque ha solo la funzione di garantire posti in Parlamento ma non ha NESSUNA considerazione presso le dirigenze dei partiti che invece mirano unicamente alla difesa degli interessi partitici se non addirittura personalistici.

Invece, è proprio a questo scopo che i Costituenti hanno voluto l’art. 67 della Costituzione, ossia al fine di “sottrarre il deputato alla rappresentanza di interessi particolari” e questo “significa che esso non rappresenta il suo partito o la sua categoria, ma la Nazione nel suo insieme“.

Ma per il Movimento 5 stelle non è così e invece di puntare TUTTO sul ripristino dell’onorabilità della Politica in generale, cavalca demagogico-populisticamente il disgusto degli italiani per gli atti delle classi politiche più squallide che l’Italia repubblicana abbia prodotto.

Infatti, nel loro Codice Etico, pubblicato nel blog di Grillo a firma di Luigi Di Maio in occasione delle Parlamentarie, leggiamo che si “impone il pagamento di una penale in caso di espulsione o abbandono del M5S o di dimissioni anticipate per motivi di dissenso politico“.

Permettetecelo, questo lascia basiti poichè sempre all’interno del Codice Etico del M5s, poi si legge che tale provvedimento ha “lo scopo di garantire una condotta, da parte di tutti gli iscritti e, in particolare, dei portavoce eletti, ispirata ai principi di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, disciplina e onore, rispetto della Costituzione della Repubblica e delle leggi“.

No, qualcosa non torna, perchè, delle due, l’una.

Se si parla di rispetto della Costituzione, allora così deve essere e un contratto firmato dalle parti che sancisce ammende contro chi lascia, quindi un contratto che viola un articolo della Costituzione, quel rispetto lo elide totalmente.

Inoltre, quello che colpisce ancora di più, è che simili atti sono contrari alla democrazia stessa poichè se un parlamentare sta in un partito che cambia il suo mandato elettorale, deve poter decidere di non farne più parte.

Si chiama appunto democrazia, eleggere un proprio rappresentante in Parlamento con un preciso mandato politico, ma sottoscrivendo un contratto privato tra le parti, si evince che a quanto pare non vada più molto di moda.

E non è una questione di lana caprina, ma proprio DIFENDERE e ONORARE la rappresentanza che l’elettore chiede col suo voto.

Basta proprio questo, dunque, a porsi una domanda fondamentale:

se è il rispetto della rappresentanza e della Costituzione che vuole proteggere il M5s, quella Costituzione per la quale in nome della democrazia si sono spesi al referendum del 4 dicembre 2016, perchè poi i suoi leader si sentono in diritto di scavalcarla a proprio uso e consumo?

 

 

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