POVERTÀ: PADERNO DUGNANO, ITALIA

POVERTÀ: PADERNO DUGNANO, ITALIA

 

di Laura BASSANETTI

PADERNO DUGNANO HA UN CANCRO: SI CHIAMA POVERTÀ, EMARGINAZIONE, LAVORO SOMMERSO.
DOVE SONO GLI SBANDIERATORI DELLA “LEGALITA'”?
CHI TACE È COMPLICE.

I numeri del lavoro nero in Italia sono uno scandalo: 6,5% del PIL nazionale.
Ognuna delle città della provincia italiana ha diversi organi di informazione ufficiosi accanto a quelli accreditati come i bollettini, l’ANSA, la stampa e anche i social network.

Chi vuole sapere come sta il proprio comune, come vanno le cose può fare qualcosa di molto semplice: stare tra la gente.
Ecco perchè nei cortili delle scuole e fuori dai cancelli di queste le cose si sanno prima. O semplicemente SI SANNO.

Dobbiamo ritenere i discorsi, i commenti e i ragionamenti e le lamentele che qui si moltiplicano come attendibili?
O potremmo metterli nell’archivio delle “bufale”? Termine che sta diventando quasi di moda, e che come tale si presta a utilizzi anche di comodo.

Sono VERE come sono VERI molti volti.
I sorrisi di rassegnazione.
Gli abiti di modesta fattura.
Gli anziani stanchi, che sono costretti a ritirare e accompagnare i bambini, perchè oggi nessuna mamma osa richiedere al lavoro un orario compatibile con esigenze di famiglia: potrebbe ritrovarsi in un attimo disoccupata.
Le donne che arrivano dalle vicine case popolari costantemente in ansia di non essere anche qui discriminate, maltrattate, emarginate.

Magari dopo una vita di violenza, di urla lanciate senza che nessuno nel fatiscente palazzone si degnasse di chiedere: hai bisogno di aiuto?

Violenza sulle donne. Già. Eccola, nella porta accanto.
Ha un responsabile: la povertà, la madre dell’ignoranza, la CAUSA dell’ingiustizia.

I bambini che cercano con occhi curiosi la loro maestra di sostegno.
I genitori che si domandano in che mese dell’anno scolastico arriverà.
Le persone che ti si rivolgono e dicono: il sistema è sbagliato, ma ho paura.
I colori dei veli che ricoprono i capelli e le mani colorate che si stringono.
Gli idiomi che si mescolano all’italiano.

La ragazza che è un’insegnante amata da tutti e ridendo coi bambini si adombra di tanto in tanto forse chiedendosi se sarà confermata a scadenza di contratto.
Questa incertezza la chiamo VIOLENZA SU UNA DONNA.
Ma la violenza sulle donne è anche altro.

È l’esercito che parte ogni mattina, in sella alle biciclette, a piedi, in auto se hai studiato quel minimo e hai la patente e punta alle case dei benestanti.
Anziani i cui figli lavorano e sono impegnati.
Possidenti, proprietari di farmacie, di locali, imprenditori. Pedalano e salutano velocemente e intanto sorridendo si scambiano notizie: “Ho trovato un lavoro 3 ore di pulizie al pomeriggio”…”conosco una signora che cerca una stiratrice”.

C’è chi è stata insultata, aggredita, ingiuriata, umiliata, impiegata senza UNO STRACCIO DI ASSICURAZIONE, LASCIATA SOLA IN CASO DI INFORTUNIO DAGLI SFRUTTATORI, DAGLI ACQUIRENTI DI QUESTO MERCATO DEL LAVORO DI MADRI, DI DONNE.

PARLATE DI VIOLENZA SULLE DONNE?
QUESTA COS’E’?
Di questo mercato.

CI PIACEREBBE, TANTO, CONOSCERE LE STATISTICHE COMUNALI SULLE REGOLARIZZAZIONI TRAMITE VOUCHER…O CONTRATTI COLLETTIVI.

Queste cose SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. Non esclusi i fan della “legalità”.
Pronti a sbandierarla quando decidono loro.

Vi aspettiamo per difendere le donne, per denunciarne lo sfruttamento per rompere la catena dell’emarginazione.
Una delle tante occasioni è adesso: buona scuola piccolo A.

UN COMITATO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

UN COMITATO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Corte per la scuola pubblica

Il Comitato in difesa della Scuola Pubblica di Paderno Dugnano (C.S.P.) nasce contro ogni taglio alla scuola pubblica.

A livello italiano e a livello regionale stiamo assistendo ad un vero e proprio smantellamento del sistema scolastico pubblico. Smantellamento accompagnato dall’avanzare di una serie di progetti, di riforme, come appunto la “Buona Scuola”, che dietro il loro apparente dinamismo manageriale non nascondono altro che la privatizzazione dell’Istruzione popolare.

Si sta cercando di ricreare una vera e propria scuola dove possa studiare soltanto chi ha le disponibilità economiche per poterselo permettere.

L’aumento dei costi di studio, (costi dei libri, dei mezzi pubblici, delle tasse scolastiche, delle tariffe dei pasti, dei carichi imposti alle famiglie come i contributi “volontari”), la scarsa qualità del rapporto con la Scuola, programmi non sempre adeguati, integrazione della diversità e collaborazioni difficili sono problemi quotidiani che le famiglie padernesi sono costrette ad affrontare quotidianamente e che sono una diretta conseguenza del sistema che compromettendo il Diritto allo Studio, dequalifica con la privatizzazione la professione dell’Insegnante.

Vista la carenza di rappresentanza dei cittadini fruitori del Servizio Scolastico nel nostro comune, degli studenti/alunni e dei lavoratori del settore, come residenti a Paderno con 2 figli nelle nostre Scuole statali, abbiamo deciso di organizzarci in una struttura democratica con un programma che sia espressione delle necessità delle famiglie, degli studenti e dei lavoratori dell’Istruzione pubblica.

Il nostro appello è rivolto naturalmente a tutte le famiglie e a tutti gli insegnanti (educatori, lavoratori ATA) interessati perchè ci contattino, aderiscano e costruiscano il CSP.

Convinti che l’obiettivo di promuovere una scuola pubblica democratica, gratuita e libera non sia altro che una parte del processo generale per una società migliore dove cultura e istruzione non siano più la prerogativa di una minoranza privilegiata della società.

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