GOVERNO: QUALE SOVRANITÀ? QUALE DEMOCRAZIA?

GOVERNO: QUALE SOVRANITÀ? QUALE DEMOCRAZIA?

governo-sovranità

 

 

di Viviana Ross PETTY

 

Un amico mi ha fatto seriamente riflettere sul grosso pericolo che sta correndo il nostro paese.
Dopo 5 lunghi anni che hanno visto un governo improbabile, tenuto assieme da maggioranze spurie ci ritroviamo molto più poveri e fragili.

Con la scusa dei salvataggi bancari sono stati drenati miliardi dalle nostre tasche.
Miliardi sottratti a sanità, scuola, interventi per l’occupazione e per diminuire la povertà. Ci sono stati sottratti diritti, il diritto alla previdenza, ad essere tutelati nel lavoro, il diritto alla salute.

Hanno sferrato l’attacco più feroce alla Costituzione che si sia mai visto.
Nonostante gli italiani si siano espressi con assoluta chiarezza si torna a parlare del più liberista e devastante dei sistemi elettorali: il maggioritario.

Viene il sospetto che il Rosatellum sia stato concepito proprio al fine di causare la totale ingovernabilità per spingere a riadottare un sistema poco democratico ma funzionale all’esclusione di ogni identità politica per rimmettere tutto in un frullato non più rappresentativo ma meramente numerico.

Alla fine ci hanno dovuto far votare per forza ma è un caso che non sia riuscito a partire un governo politico e che dobbiamo rassegnarci ad un governo”neutrale”?
Ma i governi neutrali non esistono, chi governa, anche per pochi mesi, può anche far danni incalcolabili ad una democrazia, come la nostra, che non è mai stata così debole ed esposta alle speculazioni finanziarie che ormai sovrastano la politica e fanno da padrone.

Quello che si prospetta è un altro governo tecnico che metta in atto le varie “ricette” che #celochiedeleuropa.

Può ancora chiamarsi democrazia l’impossibilità di un popolo di autodeterminarsi? Di rispettare i principi costituzionali a cominciare da”la sovranità appartiene al popolo”?

Di mantenere, in libertà l’assetto parlamentare che i Costituenti hanno concepito e scelto? Di formare un governo scelto dagli elettori? Di disporre delle ricchezze e stabilire la loro ripartizione?

Io credo sia il momento di suddividere le forze politiche non più secondo una immaginaria collocazione ormai svuotata da ogni significato ma tra chi, avendo chiari i poteri che ha di fronte e la posta in gioco decide di assoggettarsi al potere perché è più facile, comodo ed ha il proprio tornaconto e chi sceglie la scomoda resistenza.

INGEGNERIA ELETTORALISTICA CONTRO DEMOCRAZIA

INGEGNERIA ELETTORALISTICA CONTRO DEMOCRAZIA

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile MovES

Mentre il Paese crolla sotto al peso della scure che taglia tutto ciò che è occupazione e tutto ciò che appartiene allo Stato, quindi tutto ciò che è pubblico, invece di tornare alla Politica, si continua a rivolgersi all’ingegneria elettoralistica, con l’idea che possa servire sia come calcolo strutturale sia come fonte di cambiamento strutturale.

Nel mentre, anche il governo compie lo stesso percorso di ingegneria. Politica questa volta, quindi ancora più perversa.
Così siamo davanti ad un altro atto di forza. Un altro attacco all’impianto democratico del Paese.
Questa la realtà, ovvero un sistema di potere che si trincera conscio di non poter più controllare a suo piacimento il consenso.

La violenza contenuta in questo insulto alla Costituzione e alla democrazia italiana, è immane.
La agisce un governo che sa di essere nel pieno solco del dettato delle oligarchie neoliberiste che vogliono che il potere si concentri in poche mani perfettamente gestibili dal sistema stesso.

A questo serve un governo farlocco di nominati. A questo serve devastare la Scuola Pubblica che rischia di essere troppo sapere e troppo pensiero critico destinato alla massa.
Questo è un sistema di potere che preferisce non rischiare, vista la Storia della sinistra italiana più di quella di altri paesi europei.

Eppure c’è ancora chi si definisce di sinistra, nelle nuove entità politiche di questa parte, che vagheggia improbabili coalizioni – scambiandola per unità della sinistra quando è tutt’altro – proprio con chi è completamente inginocchiato al sistema da anni, ormai, tanto aver consentito l’abolizione dell’art.18 e il Jobs Act o la riforma Fornero e tanto altro di peggio e innominabile.

Il tutto sempre e comunque nella logica dell’ingegneria elettoralistica come arma di distruzione di massa da parte del sistema.
Neanche che, 70 anni di Storia dal 19948 ad oggi, avessero mai dimostrato COSA REALMENTE necessiti per  dare realmente fastidio al potere.

Si chiama POLITICA, non governabilità e nemmeno ammucchiate elettorali che danno voti ma NON cambiamento, solo perchè gli spin doctor della comunicazione confermano il dato numerico.

E si chiama SINISTRA DI CLASSE, cioè una rappresentanza politica degna del suo nome verso tutte le masse che in questo momento sono sotto il tallone di ferro del neoliberismo, del capitalismo finanziario e delle élite che hanno in pugno la vita di miliardi di persone.

Questa che si definisce sinistra, mantenendo una posizione moderata e che per nulla preoccupa il sistema, dovrebbe però rileggersi quanto dichiarato da Matteo Renzi pochi giorni fa alla Direzione del PD, passata sotto silenzio anche nei social media:

“Nostro avversario non è chi se ne è andato”…

Compagni ma un DUBBIO non vi viene dinnanzi ad una simile dichiarazione?
Non nasce il sospetto che si stia verificando UN’ALTRA volta quello che abbiamo visto accadere di volta in volta?

Mesi fa il MovES ha affermato che la mossa di Bersani e D’Alema di uscire dal PD per fondare Art.1-MDP et similia, altro non era che quello che nella politica americana viene chiamato “TICKET”, ossia far credere di essersi smarcati da una certa compagine o da una certa area politica, unicamente per intercettare lo scontento, salvo poi prendere i voti che permetteranno a quella forza di entrare in Parlamento e usarli a beneficio dei soliti noti, con la solita argomentazione di rito per imbonire l’elettore ormai ulteriormente scornato dalle politiche del PD.
Possibile non capirlo?

Intanto ci troviamo messi così e in piazza, ieri, contro la fiducia sulla legge elettorale, da una parte Sinistra Italiana e altre forze, mentre dall’altra il M5s.
Ma almeno in difesa della democrazia non valeva la pena di fare, ieri in piazza, NOI, un’ammucchiata stile referendum del 4 dicembre, mirata alla causa che poi tanto male non avrebbe fatto?

Insomma, permetteteci – senza alcuna pretesa di superiorità da parte nostra – di dire che in una certa area della sinistra sedicente tale, il caos regna sovrano.

Eppure basterebbe tanto poco davvero per capire che definirsi sinistra è ben altro che formare improbabili coalizioni che operano solo della bassa ingegneria con chi ha tradito il mandato degli elettori, con chi ha generato la macelleria sociale e l’ha permessa.

Cari Compagni, Sinistra è andare CONTRO tutto questo, è tornare ad intepretare le istanze di chi non ha più nulla ed è solo contro al sistema, motivo per cui lo subisce e non si ribella, di chi ha perso il lavoro, di chi sta pagando il prezzo proprio a causa di quelli con cui vi alleerete.
Meditate, Compagni, meditate…

 

 

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