SOLO UNA SINISTRA AUTENTICA RIUSCIRA’ AD ABBATTERE L’EUROPA NEOLIBERISTA

SOLO UNA SINISTRA AUTENTICA RIUSCIRA’ AD ABBATTERE L’EUROPA NEOLIBERISTA

Matteo Salvini

La critica all’Europa, quando si ammanta di retorica xenofobica e toni razzisti, finisce per rafforzare politicamente la posizione “eurista”.

Massimo D'Antoni

VOGLIO IL CAMBIAMENTO!

VOGLIO IL CAMBIAMENTO!

MovES

 

di Alberto L. BERETTA

L’euro è una moneta straniera, non abbiamo più la sovranità monetaria dal 2002 che significa che quando abbiamo bisogno di soldi per sviluppare l’economia, dar lavoro, non possiamo più stamparli.

E la BCE, quando ne stampa altri, li dà solo alle banche, che non li danno a imprese e famiglie, ma ci speculano in titoli tossici e valuta o altro.
Insomma, basta EUrodittatura maledetta, che è tarata sulla finanza e sulle esportazioni intraeuro della Germania degli sciacalli Merkel e Schäuble.

Questo a parte, poi c’è il MES, il famigerato Meccanismo Europeo di Stabilità, come totale mancanza di democrazia reale, come burocratismo idiota.

Il Fiscal Compact ammazza-investimenti produttivi. E quasi tutta la sinistra, la MIA cazzo di sinistra, non l’ha ancora capito? E lascia ai vari reazionari Salvini e Meloni l’antiunionismo?

Ho studiato economia, ho fatto anche Scienze Politiche in università, anche se senza laurearmi, ho lavorato in banca, ho abbastanza esperienza anche politica e di vita.

L’UE è nata male e sta andando a finire peggio…Grecia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Irlanda non insegnano proprio niente?

E l’Italia, che da quando è entrata nell’UE e nell’euro ha conosciuto solo il declino generalizzato, dopo quasi un trentennio di prosperità crescente da prima manifattura ed e economia europea e quinta mondiale, dal 1958 fino alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso?

Questa UE fottuta è solo la Germania che s’ingrassa a spese nostre, a volte in combutta con la Francia, a volte no… E’ un’enorme trappola.

Sono stato anche cofondatore del Partito Federalista Europeo, sezione italiana (2012), un mio scivolone, come la fugace militanza in Italia dei Valori, ma sono pentitissimo, l’ho abbandonato quasi subito, anche perché quasi esclusivamente di liberaldemocratici filo ALDE, di Verhofstadt.

Solo il MovES (Movimento Essere Sinistra) ha nel programma i punti 2, 4 e 5 per l’uscita il più indolore possibile, ma il più presto possibile, da quest’EUrodittatura durata troppo.

Per i problemi che ho oggi, dovrei farmi un po’ i fatti miei, ma non riesco a rassegnarmi, non riesco a non pensare che abbiamo il dovere di non accettare più questa corsa alla distruzione e investire tutte le nostre energie e le nostre risorse, ciascuno per quello che può, nel solo Movimento davvero di sinistra esistente: il MovES.

A Roma si festeggia. Ad Atene i bambini si prostituiscono

A Roma si festeggia. Ad Atene i bambini si prostituiscono

bambini poveri

di Giorgio CAMERANESI

La celebrazione dell’anniversario dei 60 anni dalla firma dei Trattati europei di Roma dello scorso sabato si è consumata in una delle più immani disinformazioni di massa di tutti i tempi.

Guardate come hanno ridotto la Grecia e ditemi se pensate che i burocrati e gli ordoliberisti europei dopo 60 anni possano davvero voler costruire quella che ancora qualche illuso chiama “un’Europa diversa”.

Come al solito i fatti di sabato sono stati travisati da giornali e televisioni, ma soprattutto, questa volta hanno voluto dare un senso “popolare” all’evento con alcune manifestazioni.

Quattro manifestazioni “pro Europa a patto che l’Europa cambi”, tre a Roma e una a Londra, e inoltre hanno cercato di mascherarle concedendo una manifestazione “contro l’Europa”, promossa dalla piattaforma Eurostop, con la speranza che finisse in disastrosi scontri: ma, nonostante le forze dell’ordine abbiano provato a provocarli, non ci sono riusciti.

Tutti questi aspetti non vanno minimamente tralasciati!

Sabato si è consumata la piu’ grossa presa in giro dei popoli europei.

Hanno nuovamente sottoscritto dichiarazioni retoriche estremamente orientate, affermano, verso il popolo europeo che parlavano sopratutto di diritti e hanno rimarcato anni di mancanza di guerre, rivalutando i principi fondanti dell’Europa.

Tutto questo per contrastare il crescente tornado del populismo mondiale, perché non solo li sta facendo tremare, ma perché sanno che non sono neppure in grado di contrastarlo, se non con bugie e repressione.

Enrico Letta

Enrico Letta balla durante le Andreatta Lectures

Le paradossali dichiarazioni del Presidente della Repubblica italiano, che prevede l’attuazione di questi principi nei prossimi dieci anni, sono una evidente volontà di non metterli in atto e quindi il nuovo trattato firmato ieri è nato già morto!

Sessanta anni di predomini finanziari delle classi dominanti hanno portato al disastro economico europeo.

Per questo ho deciso di proporre e guardare insieme a voi un video su come hanno ridotto la Grecia e vi chiedo: queste ignobili carogne possono cambiare?

 

Trattati di Roma? Sessant’anni di guerre e colonialismo

Trattati di Roma? Sessant’anni di guerre e colonialismo

Fine della UE

 

di Luigi BRANCATO

Sul sito dell’Unione Europea riguardo ai trattati di Roma si legge:

Sessant’anni fa, a Roma, sono state gettate le basi dell’Europa così come la conosciamo oggi
e ha avuto inizio il più lungo periodo di pace della storia europea.

Eppure a noi viene da chiederci: cosa è la pace?

L’Unione Europea si è basata fin dagli inizi non sugli interessi delle nazioni o sulle aspirazioni di pace dei popoli, ma su un continuo accentramento del potere.

Potere, che nella migliore tradizione capitalista è inteso come potere economico.

Sessant’anni di costante impoverimento delle economie nazionali più deboli in Europa, al fine di imporre a quei paesi scelte economiche e sociali antidemocratiche.
Schiavizzare e colonizzare, nella minaccia costante che non esista una via d’uscita che non comporti perdita di valore della valuta nazionale e fallimento economico.

Parlano di pace. Di importanza storica dei Trattati di Roma.

Eppure non parlano dei suicidi in Grecia, di come siano aumentati del 40% dopo le misure di austerity imposte dall’Unione Europea.
E l’Italia non è da meno. Nel 2015 il tasso di suicidi ha raggiunto i massimi storici.

Un pó come quando nel ’29 i banchieri e gli azionisti saltavano dalle finestre. Con la differenza che allora a morire erano gli speculatori, oggi sono i padri di famiglia, gli operai, i manovali, gli statali.

Vittime di una guerra coloniale vera e propria, morti non sotto le esplosioni delle bombe, ma sotto le minacce di miseria e di povertà.
Appesi al lampadario nel silenzio delle loro case, o travolti da un treno in corsa.
Non suicidi, ma omicidi a tutti gli effetti.

Il MovES non ci sta.

Il 25 Marzo non celebreremo il compleanno di una istituzione antidemocratica ed antilibertaria.

Il 25 Marzo noi saremo in piazza a piangere le vittime di questa tragedia economica, sociale ed umana ed a porre le basi per un piano d’azione politico che ci permetta di scongiurare il peggio, finchè siamo in tempo.

Intervista a Ivana Fabris su Stazione Itaca

Intervista a Ivana Fabris su Stazione Itaca

Ivana Fabris

di Coordinamento Nazionale MovES

Ivana Fabris, Coordinatrice Nazionale del MovES – Movimento Essere Sinistra – è stata intervistata dalla giornalista Francesca Pipitone nel suo programma Stazione Itaca su www.radioitaca.it  

Tra gli argomenti trattati, la condizione della sinistra in italia, la necessità di una politica al femminile e di un modello democratico partecipato e diffuso. Una democrazia che non deleghi le decisioni, ma le formi all’interno delle comunità politiche locali e nazionali con i contributi di tutti i propri iscritti e simpatizzanti.

Uno degli aspetti fondamentali del programma del MovES è quello di aver compreso che l’uscita dall’Euro è una condizione necessaria per riportare la giustizia sociale e la dignità del lavoro al centro dell’azione politica.

Si sono quindi indicate le linee politiche e le future iniziative del MovES, sulla rete e sui territori, per rappresentare il popolo della sinistra in Italia. Potete ascoltare tutta l’intervista nel file sottostante.

Vogliamo ringraziare ancora Francesca Pipitone e Radio Itaca per la professionalità e per l’opportunità che ci ha offerto di parlare a tutti gli ascoltatori dei nostri valori e dei nostri programmi.

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