I CAIMANI

I CAIMANI

I Caimani

dal Coordinamento nazionale del MovES

È passato abbastanza tempo e sono successe abbastanza cose per portarci quasi a dimenticare il Caimano.

Non solo film in sè, ma proprio il personaggio che oggi ritorna alla ribalta.

Ma il film serve, serve specialmente in questo ultimo passaggio così veritiero e così chiarificatore.

Serve perchè ci ricorda che tutti quelli che oggi sono seduti negli scranni del Palazzo, sono gli stessi che proprio il Caimano ha fatto assurgere alla fama in una personalissima ecologia del Caimano stesso: li ha usati per sopravvivere ed è stato usato.

Rivedere oggi questo spezzone di film, però, assume nuove connotazioni.

Di fatto le differenze tra il Caimano e chi gli è succeduto sono pari a zero.

Anzi. Chi ha governato dopo il Caimano, era un genere diverso di Caimano ma un predatore micidiale, qualcuno che provenendo da un genere di Caimani dalla ferocia inaudita, a sua volta si è servito del Caimano, lo ha divorato, incorporato e digerito con una semplicità impressionante.

Monti, Renzi e oggi…

Oggi siamo all’assistere come questi Caimani hanno smembrato il paese.
Ma non è comunque finita qui.

Non è finita perchè a loro volta questi appartengono ad una famiglia di predatori mai visti nella storia contemporanea dell’umanità.

I Caimani che ci hanno governato dopo la caduta del vecchio Caimano, appartengono gerarchicamente ad un genere che non si accontenta solo di sbranare la carne viva del paese.

Gli serve proprio spazzare via quanta più gente possibile, ridurla a polvere per poter predare anche ciò che resta dei loro resti.

I neoliberisti sono quei Caimani e non si fermeranno.

Ci eravamo solo illusi di aver spazzato via il vecchio e patetico Caimano ma drogati di europeismo come siamo sempre stati, non abbiamo compreso in tempo quello che sarebbe accaduto dopo e che quel Caimano serviva solo come fase intermedia ad assuefarci ai peggiori che sarebbero arrivati e che arriveranno a breve.

 

CON LA SCUSA DEL TERRORISMO, CI LEVERANNO DEMOCRAZIA E DIRITTI

CON LA SCUSA DEL TERRORISMO, CI LEVERANNO DEMOCRAZIA E DIRITTI

dal Coordinamento Nazionale del MovES

Queste parole le ha pronunciate Stefano Rodotà.

È avvenuto con l’11 settembre e continua ad avvenire.

Torino ne è l’ultimo esempio e senza nemmeno dover usare l’alibi del terrorismo.

Abbiamo pubblicato ieri, 22 giugno, un documento riguardante proprio questo argomento, per quanto di grave sta accadendo in Europa grazie all’intesa raggiunta sulla difesa europea.

Siamo, dunque, anche oltre a quanto prefigurava Rodotà e abbiamo il dovere di esserne consapevoli.

Qui sotto uno stralcio dell’intervista che Rodotà ha rilasciato subito dopo l’attentato al Charlie Hebdo.

Da rileggere e non smettere di riflettere.
Per organizzarsi e agire per difendere la DEMOCRAZIA.

“Sta accadendo, e non è la prima volta, che utilizzando come argomento, o meglio, come pretesto, fatti riguardanti il terrorismo o la criminalità organizzata si dice ‘l’unico modo per tutelare la sicurezza è quello di diminuire le garanzie e di aumentare le possibilità di controllo che le tecnologie rendono sempre più possibile.’
E questo è sempre avvenuto, è avvenuto in particolare dopo l’11 settembre, vicenda che ho vissuto in prima persona perché all’epoca presiedevo i garanti europei e ho avuto una serie di contatti continui con gli Stati Uniti che chiedevano un’infinità di informazioni da parte dell’Europa, cui abbiamo in parte resistito.

E sul pericolo della democrazia: “Questo momento rappresenta un passaggio istituzionale importante, vi è una prepotenza governativa, rispetto alla quale i parlamenti non se la sentono di resistere: tanto in Spagna quanto in Francia, in sostanza c’è una accettazione sia della maggioranza che dell’opposizione. In Francia addirittura l’iniziativa è di un governo socialista, anche se sappiamo chi è Manuel Valls e perché è stato scelto. Tutto questo sta spostando l’attenzione e le garanzie nella direzione degli organismi di controllo giurisdizionali, cioè gli organismi che vegliano sulla legittimità di queste leggi dal punto di vista del rispetto delle garanzie costituzionali.

Che sono le Corti Costituzionali in Europa e negli Stati Uniti le Corti Federali.

Non vorrei che si dicesse “Eh cari miei voi la privacy l’avete già perduta perché la tecnologia in ogni momento vi segue e vi controlla”, perché la verità è che l’attentato ai diritti fondamentali legati alle informazioni viene dalla politica e questo è il punto. Non è la tecnologia.”

IL NODO DELLA CREDIBILITÀ DI UN NUOVO SOGGETTO DI SINISTRA

IL NODO DELLA CREDIBILITÀ DI UN NUOVO SOGGETTO DI SINISTRA

miseria globale

di Fiorenzo MEIOLI

Oggi c’è un netto confine tra due linee: la competizione del mercato rispetto alla giustizia sociale.

La destra, il Pd, ritengono legittimamente che una risposta alla crisi vada ricercata dentro al neoliberismo, attraverso politiche di riduzione della spesa pubblica, con la “svalutazione” del lavoro e del welfare, attraverso investimenti in opere faraoniche, con le privatizzazioni e tanto altro ancora.

La sinistra, a mio avviso, alle rigide regole del mercato dovrebbe contrapporre la giustizia sociale, il lavoro dignitoso, non rinunciando a proporre investimenti in educazione, sanità, welfare e soprattutto avviare una politica per una più equa ridistribuzione della ricchezza.

Quindi, un nuovo soggetto politico della sinistra non può nascere alleandosi con chi ha “sposato” culturalmente e politicamente il pensiero neoliberale.

Ma soprattutto a sinistra si deve prendere atto che l’Italia fa parte oggi di un assetto europeo basato sulla competizione del mercato, l’esatto contrario di ciò che invece recita la nostra Costituzione alla quale pensiamo come punto di riferimento.

Se la sinistra non affronta questo nodo politico, come, ad esempio, si debba riconquistare una quota di sovranità in tema di politica economica e sociale, senza fare chiarezza sulla moneta unica che si è trasformata in uno strumento della vittoria del neoliberismo, nessun progetto a sinistra avrà unità e credibilità.

HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

Bertinotti-Carron

di Ivana FABRIS

Non c’è occasione più ghiotta per i morti viventi di uscire dalle cripte, come l’apparire all’orizzonte di un nuovo schieramento politico che si dichiara di sinistra.

Così, anche Bertinotti, oggi lascia saio e rosario e ci dispensa le sue giaculatorie su cosa serva alla sinistra, dicendo pure (!) che “invocare il centrosinistra è un suicidio e che serve una rottura radicale”.

E lui di rotture se ne intende.

Uguale per i suicidi. Come ci ha suicidati lui, forse solo Occhetto.

Ma pure di ciò che è radicale, è davvero un esperto.
Infatti radical-chic come lui, pochi altri.

Bertinotti, riposa. E prega.

Prega che non ti si chieda mai di rispondere davanti al popolo delle tue responsabilità storiche e della tua compiacenza col sistema e del tuo asservimento al neoliberalismo.

LA GUERRA TRA I POVERI LA VINCONO I RICCHI

LA GUERRA TRA I POVERI LA VINCONO I RICCHI

Trevisan - Gottardi, i due giovani morti a Londra

di Ivana FABRIS

Vergognosa la polemica sui due ragazzi italiani morti a Londra.

Vergognoso che sull’emigrazione giovanile in generale, si dica che è una forma di vigliaccheria.

Andarsene da casa propria è sempre una scelta sofferta e NESSUNO ha diritto di giudicare senza sapere quali condizioni di base hanno determinato quella scelta.

La cosa disperante è che, come al solito, siamo alla guerra tra i poveri.

Si inveisce contro chi paga il prezzo della crisi generata da un sistema a cui non solo NESSUNO a sinistra ha posto un limite, ma addirittura ne è stato fiancheggiatore se non complice.

Se è su queste basi che si pensa di farcela ad uscire dal disastro in cui siamo, beh, credo che sia evidente che in tanti ancora non abbiano capito chi sia il vero colpevole di quanto accade.

Un paese che non sostiene i suoi giovani e li obbliga ad andare all’estero per garantirsi il pane quotidiano e il riconoscimento di anni di studio e di fatica, ma anche di grandi sacrifici, è un paese che sta suicidando il proprio futuro.

Allora, invece di accusare chi se n’è andato per sopravvivere, chiediamoci a chi giova che accada.

A chi se non all’occupante?

A chi se non al colonialista che sa bene che SONO i giovani il motore di qualunque cambiamento?
O pensiamo davvero che la guerra di Liberazione la fecero i 50 e 60enni?

Svuotare l’Italia dalla sua meglio gioventù appartiene al progetto che il neoliberalismo ha confezionato su misura per noi.

Un paese vecchio come sarà l’Italia tra 10/15 anni – più di quanto lo sia oggi – è un paese che potrà essere espropriato delle sue ricchezze e della sua forza di ribellione molto agevolmente e diverrà via via sempre più facile terra di conquista.

Il quadro futuro non è solo preoccupante ma proprio desolante.

DOBBIAMO TORNARE A LOTTARE e questa volta non da posizioni caute e moderate che a questo sistema criminale fanno solo venir da ridere, ma sul serio.

Quindi adesso basta con le paure e le titubanze!

Il tempo stringe e abbiamo l’obbligo, noi generazione anni ’50 e ’60 di tornare a percorrere strada per strada, di tornare a parlare alle persone casa per casa, proprio per riavviare la politica come solo una sinistra antisistema sa fare.

Solo così i nostri ragazzi, a cui è stato tolto il futuro, capiranno che noi siamo al loro fianco.

Solo così sapranno che insieme, noi e loro, possiamo cambiarlo davvero questo paese.

Pertanto, invece di chiacchierare a vuoto solo per ottenere un po’ di visibilità – criticando chi parte in cerca di fortuna e speculando su due giovani vite spezzate di cui TUTTI siamo responsabili – meglio tacere.

Non solo. Visto il passaggio storico in cui siamo, il momento di svegliarsi dal lungo sonno della ragione è ADESSO.

Leviamo quindi le mani dalle tastiere, chiudiamo le bocche di chi invece che proporre sa solo distruggere e svilire la nostra forza e ricominciamo la nostra lotta, quella per la difesa dei diritti di tutti, se riconosciamo ancora francamente e concretamente il valore della parola SINISTRA e cosa significhi ESSERLO.