CON LA SCUSA DEL TERRORISMO, CI LEVERANNO DEMOCRAZIA E DIRITTI

CON LA SCUSA DEL TERRORISMO, CI LEVERANNO DEMOCRAZIA E DIRITTI

dal Coordinamento Nazionale del MovES

Queste parole le ha pronunciate Stefano Rodotà.

È avvenuto con l’11 settembre e continua ad avvenire.

Torino ne è l’ultimo esempio e senza nemmeno dover usare l’alibi del terrorismo.

Abbiamo pubblicato ieri, 22 giugno, un documento riguardante proprio questo argomento, per quanto di grave sta accadendo in Europa grazie all’intesa raggiunta sulla difesa europea.

Siamo, dunque, anche oltre a quanto prefigurava Rodotà e abbiamo il dovere di esserne consapevoli.

Qui sotto uno stralcio dell’intervista che Rodotà ha rilasciato subito dopo l’attentato al Charlie Hebdo.

Da rileggere e non smettere di riflettere.
Per organizzarsi e agire per difendere la DEMOCRAZIA.

“Sta accadendo, e non è la prima volta, che utilizzando come argomento, o meglio, come pretesto, fatti riguardanti il terrorismo o la criminalità organizzata si dice ‘l’unico modo per tutelare la sicurezza è quello di diminuire le garanzie e di aumentare le possibilità di controllo che le tecnologie rendono sempre più possibile.’
E questo è sempre avvenuto, è avvenuto in particolare dopo l’11 settembre, vicenda che ho vissuto in prima persona perché all’epoca presiedevo i garanti europei e ho avuto una serie di contatti continui con gli Stati Uniti che chiedevano un’infinità di informazioni da parte dell’Europa, cui abbiamo in parte resistito.

E sul pericolo della democrazia: “Questo momento rappresenta un passaggio istituzionale importante, vi è una prepotenza governativa, rispetto alla quale i parlamenti non se la sentono di resistere: tanto in Spagna quanto in Francia, in sostanza c’è una accettazione sia della maggioranza che dell’opposizione. In Francia addirittura l’iniziativa è di un governo socialista, anche se sappiamo chi è Manuel Valls e perché è stato scelto. Tutto questo sta spostando l’attenzione e le garanzie nella direzione degli organismi di controllo giurisdizionali, cioè gli organismi che vegliano sulla legittimità di queste leggi dal punto di vista del rispetto delle garanzie costituzionali.

Che sono le Corti Costituzionali in Europa e negli Stati Uniti le Corti Federali.

Non vorrei che si dicesse “Eh cari miei voi la privacy l’avete già perduta perché la tecnologia in ogni momento vi segue e vi controlla”, perché la verità è che l’attentato ai diritti fondamentali legati alle informazioni viene dalla politica e questo è il punto. Non è la tecnologia.”

MovES: LA PIANTINA E’ NATA

MovES: LA PIANTINA E’ NATA

Mani che temgono pianta

di Bruno DELL’ORTO

Era l’8 Marzo, poco più di tre mesi fa.
Da allora quanta strada!

Molta in salita, certo, ma si procede, si avanza, adagio ma con forza e determinazione.

Avanti e coraggio!
HLVS

In questi ultimi decenni avevamo quasi perduto il coraggio.

Poi adagio, uno alla volta, ci siamo avvistati in lontananza,
ci siamo avvicinati l’uno all’altro,
studiati con tutta la cautela dovuta ad innumerevoli precedenti disillusioni…

Ed abbiamo finalmente riconosciuto una tensione ideale sincera, l’abbiamo vista chiaramente, in noi e fuori di noi, come specchiandoci negli occhi degli altri.

E allora siamo partiti, credendo fortemente in questa esperienza, nella possibilità di cambiare, lasciandoci permeare dal coraggio e dall’entusiasmo dei compagni di viaggio che si sono messi in cammino, qui, al nostro fianco.

Il terreno che ci pareva arso e sterile attendeva solo di essere dissodato. È bastato piantare quel seme che da tanto attendeva, che pazientemente ha portato in sé, come racchiuso in uno scrigno, quel messaggio di giustizia, etica e uguaglianza che al di fuori pareva disperso.

Quel messaggio, passato attraverso decenni di egoismo e lotta per la sopravvivenza in sintonia col più feroce darwinismo sociale, non si è mai lasciato modificare geneticamente dal pensiero unico, dall’accettazione dell’idea dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dalla logica perversa del profitto.

La piantina ora è nata, piccola e fragile, ma già in possesso di tutta la carica vitale per diventare un albero grande e forte, che offrirà riparo ed ombra ai viandanti più deboli, a quelli che da soli non ce la fanno, e che diventano, diventiamo ed ancor più diventeremmo, in sua assenza, ogni giorno più numerosi.

Un augurio al MovES quindi, a noi, a tutti i cittadini liberi che vorranno avvicinarsi e magari partecipare.

Cambiare è possibile, basta crederci…

SENZA MIGRANTI, UN PAESE ANCORA PIU’ POVERO

SENZA MIGRANTI, UN PAESE ANCORA PIU’ POVERO

di Jaki BALDI

Si dibatte sullo jus soli, ma se immaginiamo un paese senza migranti, lo vedremo più povero sia a livello umano che culturale, nonchè numericamente.

Infatti, viste le condizioni di precariato globale dei nostri giovani, risulta quasi impossibile crearsi un famiglia loro.

Cosa ci insegnano i migranti?

Per esempio a rialzare la testa contro lo sfruttamento lavorativo.

Giorni fa il facchinaggio ha scioperato in tutta Italia ed alla testa dei lavoratori c’erano proprio gli “stranieri” di prima e seconda generazione.

Ne avete avuto notizie dai media? io no..

ESSERE DI SINISTRA

ESSERE DI SINISTRA

Sinistra

di Giuseppe FIRINU

Cosa vuol dire essere di Sinistra?

Di questi tempi sembra difficile dirsi di sinistra, semplicemente perché la Sinistra ha smesso di fare la Sinistra svariati decenni fa, quando al rispetto dei principi fondamentali e tradizionali di Sinistra, al rimanerne fedeli, si preferì intraprendere la strada della scalata al potere, e si credette che per poter vincere le elezioni si dovesse obbligatoriamente inseguire l’elettorato di centro.

Per far ciò fu d’obbligo abbandonare via via i principi da sempre cari alla Sinistra, per ingraziarsi le simpatie degli elettori che non gradivano né parole come comunismo o socialismo, e neppure l’egualitarismo che rappresentava il fulcro delle Sinistre.

Fu Berlinguer il primo a concepire un distacco sempre più deciso dall’Unione Sovietica, e trasformare il suo PCI in un partito che fosse gradito in occidente, e con la scusa di mettere al riparo la democrazia italiana, sia da svolte autoritarie, sia dalla strategia della tensione, pilotata dai servizi segreti occidentali, si inventò il Compromesso Storico, svendendo il sicuro superamento del suo PCI ai danni della DC di Aldo Moro.

Fu così che il PCI del 1976, col 34,4% di voti alla Camera, iniziò il declino che portò nel 1990 il partito del lacrimoso Occhetto alla sua trasformazione in Partito Democratico della Sinistra, una nuova formazione politica riformista che apriva a componenti laiche e cattoliche, con un simbolo che riduceva la falce e martello in un tondino ai piedi di una grande quercia.

Più si rincorreva l’elettorato del centro, e più il Partito perdeva consensi, fino a giungere nel 1994 alla sconfitta elettorale col 20,4% di consensi.

Nel 1998 con la trasformazione in DS la falce e martello si trasformò in una bella rosa.

Nel 2001 i DS ottennero il 16,6% dei voti. Nel 2006 la coalizione denominata Ulivo, guidata da Prodi ottenne il 31,2% dei consensi e nel 2007 nacque il PD che nel 2013 sfiorò il 30%.

Il PD di Renzi ha finito di perdere ogni connotazione che poteva collocare questa forza a sinistra, col Jobs Act, che ha cancellato definitivamente l’Art. 18, la legge di stampo autoritario detta Buona Scuola, i forti tagli alla Sanità, la detassazione delle barche di lusso, i salvataggi delle Banche a lui vicine, la politica economica gradita a Confindustria, il tentativo di smantellamento del Senato, che avrebbe privato del voto il popolo per quel ramo del Parlamento, e gli innesti di interventi populistici, come i vari Bonus ai dipendenti pubblici, agli Insegnanti, ai Militari, ai giovani, a fronte di un rinnovo contrattuale disatteso da ben nove anni.

Renzi gode tuttora di grande fiducia popolare grazie a questa anomalia del suo partito che si colloca a Sinistra ma che attua una politica economico-sociale palesemente di destra perché neoliberista.

Quest’inganno operato nei confronti di un elettorato che si illude di votare a Sinistra votando PD, e che si sente appagato nel ritenersi rappresentato a livello governativo, sta producendo un vulnus gravissimo e difficile da sanare, perché si tramuta in una mancanza di fiducia nella parte dell’elettorato che si sente per contro orfana di un vero partito credibile e forte di Sinistra.

Sotto questo aspetto il Movimento 5Stelle, che sbandiera il suo essere oltre la Destra e la Sinistra, peggiora la situazione, facendo ritenere ad una grande fetta dell’elettorato che Destra e Sinistra siano due concezioni superate e svuotate di ogni significato.

In realtà l’egualitarismo della Sinistra non può conciliarsi con l’individualismo di Destra, né le politiche che intendono salvaguardare lo Stato Sociale possono essere confuse col laissez-faire, cioè uno sregolato libero mercato di Destra.

Come non si può essere equidistanti tra la solidarietà e la xenofobia o il razzismo, o la chiusura delle frontiere.

Il berlusconismo ha introdotto e radicato il convincimento che le ideologie dietro ai partiti non abbiano più ragione d’essere, e che non conti più l’idea di come debba essere disegnata la società italiana, quanto amministrare l’intero Paese come se fosse una sola grande azienda.

Questo ha condotto ad uno scadere dei valori che dovrebbero essere i principi fondamentali in politica, soppiantando etica e ideologia di fondo con affarismo e lotta per il potere finalizzato al conseguimento di interessi personali.

Tra i politici è prevalso il principio della governabilità a discapito della democratica rappresentatività, ma il sistema elettorale maggioritario, con premi di maggioranza e sbarramenti, ha ulteriormente aggravato la situazione politica, e spinto all’abbandono delle urne il 30% dell’elettorato, deluso a destra e a manca.

La confusione ingenerata a Sinistra da un PD con bandiere rosse e politiche di destra, la mancanza di una forza di vera Sinistra non frammentata, e uno sbarramento al 5% che escluderebbe diversi partiti di sinistra, fa sì che esiste un esercito potenzialmente importante di gente che si riconosce ancora nei valori tradizionali della Sinistra, ma che è orfana di una forza politica che possa rappresentarla.

In conclusione c’è molta gente di sinistra che vorrebbe essere rappresentata ma che non vede ancora alcun faro all’orizzonte.

ATTUARE LA COSTITUZIONE? MOLTO BENE. E ALLORA PENSIAMO A COSA FARE COI TRATTATI UE CHE VANNO CONTRO DI ESSA

ATTUARE LA COSTITUZIONE? MOLTO BENE. E ALLORA PENSIAMO A COSA FARE COI TRATTATI UE CHE VANNO CONTRO DI ESSA

Come uscire dall'euro

di Fiorenzo MEIOLI

Senza la capacità di rimettere in discussione la relazione fra Italia, eurozona ed Unione Europea, sarà complicato costruire una sinistra in grado di rimettere al centro il lavoro come recita la nostra Costituzione e di superare il centrosinistra degli ultimi 30 anni.

L’Art.1 della nostra Costituzione dice che “l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro” che sostanzialmente vuol dire che il lavoro costituisce l’interesse fondamentale, compresa la sua dignità.

E’ una chiara presa di posizione verso gli interessi dei più deboli, perché i più forti, pensavano i nostri Costituenti, a tutelarsi sono in grado da sé.

Insomma, a sinistra si deve prendere atto che l’Italia fa parte però di un assetto europeo basato sulla competizione del mercato, l’esatto contrario di ciò che invece recita la nostra Costituzione alla quale pensiamo come un punto di riferimento.

Se la sinistra non affronta questo nodo politico, come, ad esempio, si debba riconquistare una quota di sovranità in tema di politica economica e sociale, senza fare chiarezza sulla moneta unica che si è trasformata in uno strumento della vittoria del neoliberismo, nessun progetto a sinistra avrà unità e credibilità.