REATO DI POVERTÀ, REATO DI INFAMITÀ

REATO DI POVERTÀ, REATO DI INFAMITÀ

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di Marta CONTINI – MovES

 

Reato di povertà, ossia l’infamia del sistema di potere, di un sistema che prende le classi più disagiate e le passa nel tritacarne del profitto più sfrenato.

Esaurite queste, passa al gradino subito superiore a quello dei poveri nella piramide sociale, cioè a quello del ceto medio, e trita i suoi appartenenti e va avanti così. Fino ad esaurimento scorte, verrebbe da dire, visto che si considera l’essere umano solo ed esclusivamente merce.

Scene che siamo abituati a vedere in Grecia, modello still life americano, adesso ci vengono proposte anche in Italia, solo che non è più fiction come non lo è per il popolo greco da ormai troppi anni.
E mentre assistiamo inebetiti a quanto accade, ecco il sistema, eccolo piombare come un colpo di scure sulle teste già indebolite di chi ha fame: ecco il reato di povertà.

Un po’ qui e là per tutta la penisola, infatti, oltre a disseminare marciapiedi e anfratti di dissuasori acuminati per impedire che i senzatetto vi dormano, si comincia a penalizzare chi fruga nei cassonetti dell’immondizia, chi preso dalla disperazione si accontenta di mangiare avanzi sporchi gettati nei cestini della spazzatura, chi si dà all’accattonaggio per poter sopravvivere.

Le amministrazioni comunali parlano di sanzioni amministrative che fa amaramente ridere solo all’idea di come nell’era del politically correct di stile orwelliano (pensa quanto è politically correct ‘sta robaccia, Orwell si farebbe delle grosse risate nel venirne a conoscenza) si definisce quella che è la colpa dell’essere alla fame più nera.
Di fatto, è furto, dice la legge, ed ecco spiegato l’aver sancito il reato di povertà.
Una legge esistente da un po’ ma che, guarda caso, giusto adesso gli amministratori locali applicano con solerzia.

Insomma, becchi e bastonati.
Ci hanno gabbato con la storiella della UE, della meravigliosa e lussureggiante Europa dei popoli, della fratellanza europea, dell’Eden di anglo-franco-tedeschi mentre il sud dell’Europa, confinato al suo inferno, poteva essere spolpato e razziato, dando corpo al razzismo millenario di quei paesi verso quelli del sud Europa.
Dominio e potere, potere e dominio. Null’altro che questo.

In fondo la storia è ancora la stessa, una storia fatta di sangue e morti durata un migliaio di anni nella lotta per la supremazia e il controllo delle ricchezze. Che diavolo è mai cambiato se non nei metodi? Nulla!

Predatori e imperialisti lo erano ieri, predatori e imperialisti lo sono oggi. Solo meglio vestiti e mascherati a danno dei poveri e degli sfruttati, anche grazie ai cosiddetti utili idioti della famosissima sinistra radicale che ancora tentano il più orrendo matrimonio anche nella storia postmoderna: lacchè che baciano i piedi dei potenti sperando in chissà quale beneficio.
La sinistra radicale pedissequamente ripete gli errori del passato: crede di ottenere una condivisione del potere quando invece sancisce e struttura la propria subalternità al potere stesso.
E il potere lo sa, lo sa fin troppo bene con che polli ha a che fare.

Quindi è così che la povertà dilaga mentre si istituisce il reato di povertà. Sei colpevole di essere povero! E si fa leva su un sentimento antico di subalternità, di impotenza, di assoggettamento, di sudditanza.
Si taglia tutto, si toglie ogni DIRITTO UMANO, ogni diritto all’esistenza in nome del neoliberalismo più sfrenato e fetido che, come un virus, fa marcire e morire tutto quello che di vivo tocca.

Troppe persone, ma troppe davvero, vengono immolate ogni giorno su quell’orrendo altare, ma siamo così imborghesiti e illusoriamente aggrappati alle nostre certezze, che in qualche misura oltre ad indignarci, in genere, non si fa nulla perlopiù, se non inseguire ancora le chimere delle varie dirigenze che nella sinistra vecchia e nuova, altro non fanno che uniformarsi al dettato neoliberista.

Penso che non capiti solo a me, di discutere, di confrontarsi con amici e parenti dichiaratamente di sinistra (sapessero più cosa significa), e di sentirsi dire che bisogna riformare la UE.
Beh, siamo praticamente dinnanzi al IV Reich e qui stiamo a parlare di riformare da dentro o di coinvolgere altri governi per farlo?
Delle volte pare di stare su Marte. Gente che dovrebbe ben sapere cosa significhi essere di sinistra e continua insistentemente a fare il favore delle destre più destre che esistano.

Sì, perchè è perfettamente inutile piagnucolare sulla vittoria della Lega di Matteo Salvini se si continua a far finta di non vedere IL DRAMMA di milioni di italiani e a dire che ci vuole più Europa.

Eppure, malgrado la drammaticità del momento avanzi velocissima, la dirigenza di una certa sinistra sta a fare il gioco dei quattro cantoni e, mentre prova a definire di quanti gradi vuole inclinarsi a sinistra, la destra occupa tutti gli spazi possibili.

Intanto però, come logico, insieme alla miseria cresce la barbarie. Il vuoto politico fa sì che il vuoto culturale progredisca e avanzi come un blob che fagocita tutto e noi continuiamo a non sentire le grida di una larga parte di paese allo stremo.

Non solo. Continuiamo anche ad assistere impotenti ad una violenza che cresce anche tra le nuove generazioni, figlie di altre generazioni che hanno conosciuto il tutto e subito, il comprare e consumare per essere; generazioni che non hanno mai conosciuto davvero il senso delle parole rispetto e solidarietà, fino al punto (notizia di oggi) di legare un’insegnante disabile alla sua sedia, di picchiarla e di filmarla per sbattere la sua umiliazione in prima pagina sul solito social.

Ecco fatto, cari compagni della sinistra radicale.
Ecco i risultati dell’aver rinunciato alla lotta di classe, ecco il risultato di avere pure distrutto la coscienza di tutta una classe, dell’aver rinnegato il proprio sè per poter leccare da terra le briciole del potere.

Complimenti vivissimi, ci siete riusciti, il disastro è quasi completo, ma sappiatelo, anche questa volta nella fiction che recitate, per voi non ci sarà nessuno spin-off.*
Siete e rimarrete sempre solo dei lacchè del sistema, non diventerete mai protagonisti della vostra fiction.
Il popolo italiano più sfruttato e disagiato, intanto, ringrazia.

 

 

 

*spin-off: in gergo televisivo è una serie di telefilm il cui protagonista appariva in precedenza come personaggio secondario in un’altra serie.

L’EMERGENZA DELLA MISERIA E LA MISERIA DELLA POLITICA

L’EMERGENZA DELLA MISERIA E LA MISERIA DELLA POLITICA

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

La miseria continua a crescere nel nostro paese.
La Caritas denuncia che solo a Roma i nuovi poveri sono 16.000, ALTRE 16.000 persone finite in strada.

Tra questi, anziani e bambini e tanti bambini con disabilità e ad essere colpito è soprattutto quel ceto medio composto da diplomati che mai avrebbe pensato solo pochi anni fa di subire questa sorte.

Persone assolutamente inserite nel tessuto sociale che sono finite così, in particolar modo per la perdita dell’occupazione.
Gli anziani a rischio, sempre solo a Roma, sono 1 su 3.
Per non parlare del precariato che equivale a vivere sulla porta della miseria assoluta.

Il dato più agghiacciante è quello dell’emergenza abitativa, una piaga cancrenosa che ha colpito tutta Italia ma che particolarmente a Roma è drammatica.
Sono circa 30.000 le famiglie coinvolte.
A Roma gli sfratti sono di circa 7-8000 l’anno.
Le richieste di casa popolare, circa 10.000.
L’offerta circa 1000.

 

Ma la miseria di chi è diventato povero è unicamente riconducibile alla miseria di un sistema politico che, pur definendosi di sinistra anticapitalista e antiliberista, continua e continuerà a NON farsi carico del problema.

 
Anche questa è di fatto un’emergenza, viste le condizioni del paese.
La miseria della classe politica rappresenta perciò l’altra faccia della medagli dell’emergenza.

Nemmeno Potere al Popolo, anche qualora dovesse diventare il primo partito in Italia, potrà risolvere il problema e la ragione è molto semplice, la stessa del M5s: l’aver rinunciato a dire NO ad euro ed Unione Europea.

Poco conta se nel programma di PaP c’è scritto “rottura dei trattati” perchè senza uscire dall’Eurozona, quella frase vale MENO DI ZERO.
Le contraddizioni all’interno di Potere al Popolo, dove si sono unite forze in favore della UE e dell’euro a quelle No euro e No UE che hanno rinunciato pur di aderire alla lista, alla fine sono le stesse del M5s in cui tatticismi di Di Maio continuano a perseverare nel non creare coscienza politica e sociale tra la massa.

Si procede spediti a raccontare solo menzogne e a nutrire false speranze, a negare proprio a quel popolo che ha il potere di mandare a casa una classe politica dominante di asserviti ai criminali neoliberisti, la sola verità dei fatti, ovvero che finchè resteremo in questo sistema di potere non c’è scampo per nessuno.

Non si sa più fare politica, non si vuole fare politica.
Si vuole solo perseguire la strada di sempre: menzogne o ripiegamento per garantirsi voti.

Intanto il paese muore in miseria e di fame, ma nulla cambierà.

 

La UE non è TECNICAMENTE riformabile da dentro e chi afferma il contrario o non ha capito il meccanismo di impoverimento e di schiavitù che l’euro rappresenta e mette in atto sistematicamente o è in malafede.
Ma anche chi si adegua pur di mettere in piedi una lista elettorale, non è meno responsabile, visto il momento che viviamo.

La realtà dei fatti è che si continuano a privilegiare gli interessi elettoralistici e quelli dei partiti, ma del tanto acclamato popolo, non importa niente a nessuno.

Certo, fino a che si parla di popolo al chiuso di un stanza o di un teatro ma non si sta in mezzo a chi dorme in macchina o si ritrova a dover chiedere un pasto caldo ogni giorno alla Caritas, mai niente si modificherà.

Fino a che non si riprenderà l’azione politica a fianco di chi sta pagando la follia criminale ordoliberista, fino a che non si ricostituirà una coscienza di classe attraverso l’accoglimento dei bisogni e attraverso la lotta, nessuna sinistra troverà mai più il consenso POPOLARE necessario a rappresentare il vero nemico delle oligarchie finanziarie e bancarie globaliste.

Auguri a tutti noi, ne abbiamo davvero bisogno.

 

 

 

ITALIA, MACELLERIA SOCIALE DI UN PAESE RICCO

ITALIA, MACELLERIA SOCIALE DI UN PAESE RICCO

di Ivana FABRIS

Una donna, una disoccupata, a Torino si è data fuoco presso gli uffici dell’INPS.
Un tentato suicidio di Stato.

Sempre a Torino un uomo di 70 anni vive in strada perchè con 449 euro di pensione non era più in grado di provvedere a pagare le spese condominiali e gli è stata pignorata la casa. Il giornale online che riporta la notizia chiede ai suoi lettori di mettersi una mano sulla coscienza (!!!) e di provare ad aiutarlo.

A Genova due anziani fratelli, a quanto risulta con turbe psichiche, morti di fame e solitudine in un appartamento in cui erano stati collocati dalla Caritas dopo che li avevano trovati a vivere in uno scantinato.

Ancora nel torinese, un netturbino di 60 anni viene licenziato in tronco a due anni dalla pensione in quanto inidoneo al lavoro, dopo un’intera vita a spaccarsi la schiena, perchè malato di Parkinson. I titolari dell’azienda affermano che pur conoscendo bene e capendo le sue condizioni di salute e di vita, loro non sono un istituto di carità.

In una località della Sardegna, un’anziana donna di 91 anni che ha accolto in casa il figlio e la nuora disoccupati, si è vista staccare l’allacciamento all’energia elettrica per morosità. Vivono con la sua pensione di 629 euro al mese e il Comune risponde che ci sono troppi poveri e i soldi di cui dispone sono pochi per provvedere a tutti.

Questi sono solo alcuni delle migliaia di casi di tremenda miseria che si è generata in questo paese che si avvia rapidamente sulla china della realtà sociale esistente in Grecia.

Vite invisibili a tutti. I media non raccontano nulla di queste vite sospese.

Nessun giornale a tiratura nazionale racconta questi drammi.
La povertà dilaga ma non si deve sapere.

Nessuno deve accorgersi che ci sta franando la terra sotto ai piedi.

Meglio dare addosso ai migranti in quanto venduti dal sistema di informazione come predatori del poco che ci rimane piuttosto di dire che l’Italia, un paese che dal dopoguerra fino a pochi anni fa è stato ricco, a causa dell’aggressione del colonialismo neoliberalista, viene macellato da questo criminale sistema.

Sì, proprio così, l’Italia è stato sempre un paese ricco a dispetto di quanto ci è sempre stato fatto credere.

Infinite eccellenze nelle capacità produttive industriali e manifatturiere – di cui alcune di altissimo livello qualitativo – e risparmio privato unico al mondo, solo per citare due dei fattori che hanno generato ricchezza nel nostro paese.

Poi il buio totale.

Smantellamento dell’industria, svendita di marchi d’eccellenza a multinazionali straniere, delocalizzazione selvaggia per onorare il dettato neoliberista ma soprattutto ordoliberista.

I comuni strangolati dal criminale patto di stabilità, hanno demolito i servizi sociali ai cittadini ai quali, però, non si astengono dal chiedere sempre più tasse senza restituire nulla SOLO per poter versare larga parte di quei denari nelle casse del Meccanismo Europeo di Stabilità, il famigerato MES che serve ESCLUSIVAMENTE a salvare BANCHE e a proteggere la speculazione finanziaria che, così, si arricchisce due volte.

Non è la crisi che stiamo pagando, non è il debito pubblico, cioè l’erogazione di servizi sanitari e sociali che ci sta impoverendo, ma il debito PRIVATO a titolo speculativo quello che sta mandando al macello milioni di italiani consegnandoli ad una lenta agonia cui il neoliberismo impone l’obbligo di essere silenziosa a causa del sistema di informazione totalmente prono al sistema di potere.

Intanto da più parti di una certa fascia della popolazione italiana, indottrinata dalla propaganda del centrosinistra, si leva il coro generale del cambiare da dentro (!) i trattati europei che condannano a morte per inedia sempre più italiani.

Vorremmo domandare a questi signori e a queste signore, in quanti ANNI pensano di riuscire nell’impresa?
Perchè di ANNI si parla e nemmeno pochi, forse un decennio o forse più, per riuscire in una visione che attinge unicamente al pensiero magico, ossia ad uno scollamento TOTALE tra la realtà obiettiva e la propria ideazione, qualcosa che manca di un nesso di causa tra soggetto e oggetto.

Questa ideazione, non tiene conto che nel frattempo qualche milione di italiani morirà di fame.
Qualche altro milione già indigente si avvierà rapidamente alla miseria assoluta e successivamente scomparirà nel vuoto pneumatico della società dell’apparire, nel vociare delle spiagge estive e nei silenzi ovattati degli inverni ancora riscaldati di tanti.

Nel frattempo anche coloro i quali oggi, seppur a fatica riescono a sbarcare il lunario, dal ceto medio scivoleranno repentinamente nella povertà fino ad andare ad ingrossare le file dei macellati di uno dei più spietati e crudeli sistemi di sfruttamento e di profitto che il mondo moderno abbia mai visto.

La povertà che aumenta ci riguarda quindi TUTTI.
Siamo TUTTI in grave pericolo perchè NESSUNO sarà risparmiato, perchè siamo solo TUTTI pedoni sulla scacchiera di un sistema che non si fa scrupolo di eliminare anche fisicamente migliaia di esseri umani, se questi impediscono la sua corsa al massimo dell’arricchimento possibile.

Chi oggi propugna l’idea che si possano aspettare tanti anni per fermare questo massacro, forse non ha compreso che nessuno di noi è e sarà mai più al sicuro.
Forse non ha per nulla compreso che NESSUNO sarà risparmiato perchè la vita umana non ha più valore, perchè siamo TUTTI solo vuoti a perdere secondo ciò che vuole e agisce il NEOLIBERALISMO.

 

(immagine dal web della crescente povertà in Grecia)

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