L’ACCORDO INFAME SUI MIGRANTI MOSTRA LA FEROCIA DI UNA UE IRRIFORMABILE

L’ACCORDO INFAME SUI MIGRANTI MOSTRA LA FEROCIA DI UNA UE IRRIFORMABILE

di Giorgio CREMASCHI

A me l’accordo sui migranti dei governi della Unione Europea fa ribrezzo.

Prima di tutto per l’infamia di un progetto che, come fu detto dagli autori dello sgombero di Roma, serve a far sparire le persone, non a risolvere i loro e i nostri problemi.

Lo scopo di tutta l’operazione è costituire campi di concentramento di migranti, chiamati ipocritamente hotspot, in piena Africa, impedendo così alle persone di giungere ai confini della Unione Europea.

Naturalmente per fare questo bisognerà costruire basi militari, inviare soldati, corrompere ancor di più governanti già abbondantemente corrotti, pagare lautamente le bande di tagliagole che sul traffico di persone guadagnano.

Alla fine il costo per noi sarà ben superiore ai 35€ al giorno dell’accoglienza a persona.
Però i migranti non li vedremo più, già 18000 sbarchi in meno vanta Minniti, che gongola per gli elogi europei ricevuti. Dove sono? Nel deserto in attesa di sparire.

Quando Salvini e Renzi dicono “aiutiamoli in casa loro” intendono questo: aiutare chi ci toglie di mezzo il problema, cioè le persone.

E poi ecco la tripla ipocrisia dei governi europei, che non solo nascondono le loro vere intenzioni sui migranti nel solito sproloquio sui diritti umani, ma usano gli sbarchi qui per sbarcare in Africa con un rinnovato colonialismo. Macron è il più sfacciato, ma tutti i principali governi UE cercano di metter piede in Africa, per petrolio, affari, prestigio.

Infine c’è la concordia delle due destre, quella di governo e quella cosiddetta di opposizione, Macron e Le Pen, PD e Lega.
Sia chiaro non mi stupisce il fatto che la Unione Europea che fa gli hotspot in Africa piaccia a tutte e due le destre. L’ho sempre saputo che alla fine sarebbero andate d’accordo.

No, ciò che mi colpisce è la capacità che governi e finte opposizioni di destra hanno avuto di monopolizzare l’opinione pubblica, distogliendola dai problemi sociali più gravi e drammatici.

Il lavoro parallelo sulla minaccia migrante, alla fine è riuscito a far credere a tanta gente colpita dalla crisi che la causa dei loro guai fosse in chi sbarcava qui.

Tuttavia questo trionfo sui migranti subirà la stessa sorte di quello delle politiche di austerità. Queste ultime hanno distrutto una montagna di diritti sociali e di solidarietà umana promettendo che alla fine ci sarebbe stato di nuovo lavoro e benessere per tutti. Imbroglio. L’accordo sui migranti finirà allo stesso modo. ‪

La UE, i suoi trattati, da Maastricht a Dublino, le sue politiche verso i propri cittadini e verso i migranti, l’austerità, lo stato di polizia, le guerre, sono il problema non la soluzione.

La UE non è riformabile, può solo diventare sempre più feroce, verso tutti. Si può cambiare solo con politiche del lavoro e della solidarietà opposte a quelle liberiste in atto.
Fuori da questa Unione Europea.
E penso alla Grecia. E a noi

E penso alla Grecia. E a noi

Murales piazza Syntagma

Ho letto il tuo articolo, caro Luigi Brancato.

Siamo compagni nel MovES, e ti sono vicino, ti ringrazio e ti abbraccio anche se la tua narrazione mi hai reso un po’ più triste.

Forse la Grecia di me non sa che farsene, non so se il mio sia un amore completamente corrisposto, ma sento che a quel paese devo talmente tanto come occidentale, da provare una gratitudine profonda e totale.

Nutro un sentimento di tale identità con quei luoghi, popolazioni, atmosfere, da avvertire una sensazione di netta appartenenza, al punto di quasi poco avvertirmi nel ruolo di turista in occasione dei miei numerosissimi viaggi per diporto in quel paese meraviglioso; la sensazione è piuttosto quella di tornare a casa.

Ciò che mi angoscia ora è l’inevitabile conferma dal tuo scritto di quanto da me constatato sia fondato.

E se nelle isole ancora l’economia sembra reggere tra mille difficoltà, ancora sostenuta dal turismo, la situazione ad Atene è fortemente precipitata negli ultimi anni con una progressione esponenziale.

Non riesco ad immaginare il numero di nuovi mendicanti, di persone che dormono per strada, di intere famiglie scivolate in una repentina, totale indigenza che potrebbe essersi aggiunto al computo negli ultimi mesi.

Penso che rivesta grande importanza anzitutto controinformare, uscire dal coro come tu egregiamente hai iniziato a fare, fornendo notizie di prima mano, che diffondono aspetti di profonde mutazioni sociali, di usi, costumi e rapporti, che arrivano fino a snaturare il sentire e l’agire di un intero popolo.

Partire dai vissuti quotidiani, da cosa questa stretta comporta, per fare comprendere ai più come si ruba non solo il livello di qualità della vita, ma l’identità stessa di una nazione intera.

Mi è intollerabile il solo pensiero di tutto questo e credo che, poco o molto che sia ciò che è in nostro potere, dovremmo sentire una spinta prepotente a muoverci.

Bruno DELL'ORTO

L’ultima crociata ariana

L’ultima crociata ariana

di Maria MORIGI

Non ne avevamo abbastanza di femminicidi autoctoni annidati nelle famiglie perbene, che arriva il Gad a spiegarci che “il rituale di umiliazione delle donne è una precedente intollerabile sul suolo europeo”. Il Gad vive evidentemente in una dimensione aliena.

Primo, perché considera che il rituale di umiliazione sia giustificabile su altro suolo che non sia quello europeo.
Secondo, perché dice che gli episodi di Colonia rappresentano un unicum nella storia di un’Europa popolata da Walkirie ma anche da Ofelie, Sante Giovanne, Ladies Macbeth, Cassandre, Medee, Antigoni, Pastorelle di Lourdes ecc….

E di fronte a ciò che sta succedendo sul suolo europeo, quanto a contromisure nei confronti dei pessimi e diffusi autori del pessimo delitto contro le donne, vorrei assicurare il variegato mondo delle donne (femministe e meno femministe) che non è in discussione se consentire o meno alla violenza. Non è in discussione il ruolo delle donne che vanno senz’altro sostenute e difese.

E’ in discussione il come – con la dismissione del Welfare – conviene allevare un sottoproletariato senza diritti.
E come la potenza europea sia tanto cieca da non riuscire a prevedere gli esiti delle sue politiche economicistiche di abbruttimento dei popoli, o gli esiti delle politiche di accoglimento.

E’ in discussione una Civiltà dei Diritti. Un’identità europea di garanzia dei Diritti. Del più povero, dell’ultimo arrivato, del migrante sfruttato dalle mafie, del nuovo schiavo, delle donne, dei bambini.
E’ in discussione la capacità dei tutori dell’ordine di prevenire e contrastare.

Le contromisure che si stanno adottando aprono l’autostrada al neo-nazismo razzista: muri, fili spinati, sospensione di diritti, stati di emergenza.

Perché è difficile liberarsi della propria passata etica coloniale che ha consentito di perpetrare massacri in tutto il mondo. E riconoscere che persino le donne afghane adottarono il burqa per sottrarsi allo sguardo dei colonizzatori britannici…

 

 

 

(immagine dal web)

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La manna dal cielo

La manna dal cielo

di Franco CAMERINI

Forse Merkel e altri leader di paesi culturalmente poco inclini all’accoglienza avevano fatto il passo più lungo della gamba, aprendo le frontiere all’immigrazione.

L’intento palese era di ottenere due effetti: riconquistare credibilità e dignità verso i popoli europei dopo aver mostrato la loro spietata anima usuraia nell’affaire Tsipras e mostrare a Renzi e a Tsipras stesso quanto le richieste di collaborazione che Italia e Grecia insistentemente pretendevano in quanto Paesi più esposti al fenomeno fossero esagerate, accogliendo in pochi giorni migliaia di richiedenti e mostrando alle tv di tutto il mondo quanto fossero buone, organizzate e solidali le popolazioni del nord Europa.

Ora, senza entrare nei meriti di chi sia più bravo o più efficace o più solidale, soffermiamoci ad osservare la cronaca.
Negli ultimi giorni dell’anno iniziano a trapelare nelle notizie il malcontento generale e la consapevolezza dei suddetti Leaders Europei che non potranno continuare a questi ritmi di accoglienza.

Gettano il sasso e attendono le reazioni per misurare l’elettorato e la sua pancia e notano che prevale il sentimento più becero: quello disumano.
Ora, magicamente, in contemporanea in più città europee e non nei paesoni, lontano dai riflettori, in quelle importanti, un piccolo esercito di perfetti imbecilli organizza questa esibizione di machismo e disprezzo del genere femminile come se fossero colpiti da un virus, contemporaneamente, a centinaia di km. di distanza un gruppo dall’altro, Salisgurgo, Colonia, ecc.

E la tattica aggressiva è la medesima, come fosse scritta sul manuale del perfetto coglione.
Questa Manna dal cielo, che Merkel e soci hanno colto al volo paventando l’immediata chiusura delle frontiere, non è sicuramente un dono di Dio, forse (a pensar male ci si azzecca) a qualcuno è venuta l’idea di usare il sistema berlusconiano, quello per riempire di fans le sue piazze: una borsina di viveri, 50 euro, per venderti l’anima con la promessa che la punizione non sarà esemplare.

 

 

 

(immagine dal web)

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