IL VENEZUELA, L’INFORMAZIONE E NOI

IL VENEZUELA, L’INFORMAZIONE E NOI

Giovanna Botteri
di Nico MACCENTELLI

Ma secondo voi, cosa avrebbero fatto le forze dell’ordine e l’esercito in una giornata elettorale in un paese come l’Italia, la Gran Bretagna o la Germania, davanti a gruppi organizzati che tirano bombe per strada e contro i seggi, che bloccano le strade, che entrano nelle case e freddano a colpi di pistola i candidati?

Cosa sarebbe successo? Altro che dieci morti! I giornali avrebbero titolato a sei colonne: ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA NEL GIORNO DELLE ELEZIONI. Avremmo avuto arresti di massa, perquisizioni e galere piene.

Ma di tutto questo, dell’attacco a un paese sovrano e alla sua democrazia da parte di gruppi terroristici non solo non v’è traccia nelle notizie dal Venezuela da parte dei nostri media embedded, ma c’è un sostegno aperto al terrorismo golpista e antidemocratico, nella falsificazione costruita ad arte dei fatti, attribuendo una scarsa partecipazione alle elezioni per l’Assemblea Costituente, legittimando lo squadrismo violento e vendendocelo come proteste di piazza.
Eppure l’abbiamo vista tutti la bomba esplosa contro i poliziotti!

La Botteri, martedì mattina, per far risultare fischi per fiaschi e continuare la sua storiella degli oppositori “buoni”, è arrivata a dire che l’assassinio del candidato chavista Pinera, a opera di un commando armato, non è stato altro che una rapina!

Anche qui si ripete la stessa pletora di menzogne avuta con Euromaidan durante il golpe nazista in Ucraina: cecchini che sparavano indistintamente su manifestanti e polizia, bulldozer e bombe di fuoco sulla polizia di un governo democraticamente eletto, mentre i media occidentali parlavano di rivolta civile.

Non sono un fissato sul Venezuela, sono fissato sulla verità dei fatti, cosa che i nostri giornalisti che paghiamo lautamente col canone RAI hanno buttato letteralmente nel cesso.

Sono fissato sul fatto che la democrazia si basa su una corretta informazione e non sulla sistematica e permanente menzogna.

E c’è da chiedersi: se stanno facendo questa sporca operazione sul Venezuela, vendendoci puttanate che non stanno né in cielo né in terra, se hanno fatto così con la Siria, inventandosi armi chimiche quando faceva comodo… cosa ci raccontano della realtà del nostro paese?

Non basta il pluralismo per definire un sistema come democratico, quando l’informazione è in mano al sistema di potere, ai gruppi finanziari, ai centri di comando e di intelligence che condizionano in questo modo la vita politica di una nazione.

Vorrei che tutti voi comprendeste che abbiamo preso una brutta china, una strada senza ritorno. Perché ogni pezzo di democrazia, di diritto a sapere, a un’informazione corretta che ci sottraggono costerà cento volte di più riottenerlo. E alla fine, come con il fascismo, si potrà ottenere un sistema realmente democratico solo con una guerra civile o di liberazione.

Non ci stiamo rendendo conto del processo autoritario che ci stanno imponendo?

Se restiamo inermi e non facciamo nulla per esercitare il nostro spirito critico, la nostra partecipazione alla politica nel suo senso più nobile: quello dal basso, quello consiliare, la strada democratica indicataci da Gramsci e che gli è costata la dura galera fascista e la vita, se non mettiamo in gioco i nostri corpi e le nostre menti esautorando questa casta di mentecatti e scontrandoci con questi mestieranti della falsificazione e della politica delle lobby e degli interessi privati, ebbene, sarà tutto perduto nel giro di pochi anni.

E il 4 dicembre sarà stato solo un canto del cigno.

Io sono comunista, lo sapete. Ma queste riflessioni valgono per qualsiasi credo politico. Hanno la cifra, il denominatore comune che ha messo insieme le forze dell’antifascismo e che con la Resistenza aspiravano a una società democratica, di giustizia sociale e pace.

Svegliatevi amici, compagni. Guardate a come giorno per giorno ci stanno trasformando da cittadini in sudditi. Di fronte a questo campo di battaglia fatto di barbarie, precarietà, terrorismo false flag, guerre d’aggressione, prepotenze dei gruppi di potere, dobbiamo essere in grado di creare una nuova Resistenza.

I popoli latinoamericani che si stanno affrancando dall’imperialismo yankee ci stanno indicando la via da seguire. Ma poi ogni esperienza ha la sua originalità in base alle condizioni storiche, politiche e sociali e alle peculiarità delle classi sociali, delle popolazioni, del loro esercizio democratico.
Ci vogliono distruggere la Costituzione. Ci riproveranno ben presto. Non glielo dobbiamo permettere.

 

I CAIMANI

I CAIMANI

I Caimani

dal Coordinamento nazionale del MovES

È passato abbastanza tempo e sono successe abbastanza cose per portarci quasi a dimenticare il Caimano.

Non solo film in sè, ma proprio il personaggio che oggi ritorna alla ribalta.

Ma il film serve, serve specialmente in questo ultimo passaggio così veritiero e così chiarificatore.

Serve perchè ci ricorda che tutti quelli che oggi sono seduti negli scranni del Palazzo, sono gli stessi che proprio il Caimano ha fatto assurgere alla fama in una personalissima ecologia del Caimano stesso: li ha usati per sopravvivere ed è stato usato.

Rivedere oggi questo spezzone di film, però, assume nuove connotazioni.

Di fatto le differenze tra il Caimano e chi gli è succeduto sono pari a zero.

Anzi. Chi ha governato dopo il Caimano, era un genere diverso di Caimano ma un predatore micidiale, qualcuno che provenendo da un genere di Caimani dalla ferocia inaudita, a sua volta si è servito del Caimano, lo ha divorato, incorporato e digerito con una semplicità impressionante.

Monti, Renzi e oggi…

Oggi siamo all’assistere come questi Caimani hanno smembrato il paese.
Ma non è comunque finita qui.

Non è finita perchè a loro volta questi appartengono ad una famiglia di predatori mai visti nella storia contemporanea dell’umanità.

I Caimani che ci hanno governato dopo la caduta del vecchio Caimano, appartengono gerarchicamente ad un genere che non si accontenta solo di sbranare la carne viva del paese.

Gli serve proprio spazzare via quanta più gente possibile, ridurla a polvere per poter predare anche ciò che resta dei loro resti.

I neoliberisti sono quei Caimani e non si fermeranno.

Ci eravamo solo illusi di aver spazzato via il vecchio e patetico Caimano ma drogati di europeismo come siamo sempre stati, non abbiamo compreso in tempo quello che sarebbe accaduto dopo e che quel Caimano serviva solo come fase intermedia ad assuefarci ai peggiori che sarebbero arrivati e che arriveranno a breve.

 

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