I CAIMANI

I CAIMANI

I Caimani

dal Coordinamento nazionale del MovES

È passato abbastanza tempo e sono successe abbastanza cose per portarci quasi a dimenticare il Caimano.

Non solo film in sè, ma proprio il personaggio che oggi ritorna alla ribalta.

Ma il film serve, serve specialmente in questo ultimo passaggio così veritiero e così chiarificatore.

Serve perchè ci ricorda che tutti quelli che oggi sono seduti negli scranni del Palazzo, sono gli stessi che proprio il Caimano ha fatto assurgere alla fama in una personalissima ecologia del Caimano stesso: li ha usati per sopravvivere ed è stato usato.

Rivedere oggi questo spezzone di film, però, assume nuove connotazioni.

Di fatto le differenze tra il Caimano e chi gli è succeduto sono pari a zero.

Anzi. Chi ha governato dopo il Caimano, era un genere diverso di Caimano ma un predatore micidiale, qualcuno che provenendo da un genere di Caimani dalla ferocia inaudita, a sua volta si è servito del Caimano, lo ha divorato, incorporato e digerito con una semplicità impressionante.

Monti, Renzi e oggi…

Oggi siamo all’assistere come questi Caimani hanno smembrato il paese.
Ma non è comunque finita qui.

Non è finita perchè a loro volta questi appartengono ad una famiglia di predatori mai visti nella storia contemporanea dell’umanità.

I Caimani che ci hanno governato dopo la caduta del vecchio Caimano, appartengono gerarchicamente ad un genere che non si accontenta solo di sbranare la carne viva del paese.

Gli serve proprio spazzare via quanta più gente possibile, ridurla a polvere per poter predare anche ciò che resta dei loro resti.

I neoliberisti sono quei Caimani e non si fermeranno.

Ci eravamo solo illusi di aver spazzato via il vecchio e patetico Caimano ma drogati di europeismo come siamo sempre stati, non abbiamo compreso in tempo quello che sarebbe accaduto dopo e che quel Caimano serviva solo come fase intermedia ad assuefarci ai peggiori che sarebbero arrivati e che arriveranno a breve.

 

CI SIAMO DENTRO E NON POSSIAMO SAPERLO

CI SIAMO DENTRO E NON POSSIAMO SAPERLO

Guitti d'avanspettacollo

di Claudio VERDE

Oltre il disagio, l’indignazione, il fastidio, la noia e quella sorda e tenace resistenza interiore che comunque ci anima non possiamo andare, mentre privatamente, giorno per giorno, inseguiamo ogni occasione di bellezza, di piccola grande gioia che possa arricchirci la vita.

Ma non possiamo sapere.

Immaginiamo un libro, un saggio o un romanzo che parli di questi nostri anni fra trenta-quarant’anni…di cosa parlerà, di “Chi” parlerà…e come.

Ma davvero chi oggi occupa un ruolo di primo piano (almeno sembra occuparlo o così crede) ed esercita potere verrà considerato importante e determinante…politicamente, culturalmente degno di un’annotazione?

Io credo che la gran parte di loro verrà vista come personaggi di avanspettacolo e anche del livello più scadente.

Sì, per quanto tutto dipenda dal contesto generale (e fra quarant’anni non sappiamo il mondo come girerà), conoscendo gli attori, davvero credo che più di un imbarazzato, stupefatto, marginale commento, non avranno…

E se usciamo per un attimo dalla confusione del contingente e proviamo a guardarli con freddezza (quello straniamento simile a quando si azzera il volume del televisore) non ci accorgiamo forse che sono proprio delle caricature già adesso?

Compreremmo mai un’auto da uno di loro?

Eppure stanno lì perché li abbiamo messi noi.

Non è del tutto così, però sì, li abbiamo messi noi.

Forse quel saggio, o romanzo, dovrebbe approfondire proprio questo.

LIBERISTI DI SINISTRA?

LIBERISTI DI SINISTRA?

di Ivana FABRIS

Combattere il liberismo unendosi ai liberisti, dichiara il “buon” Fassina.

Mica male.

Unirsi ai vari Gotor – quello che recentemente ha nuovamente votato per ripristinare uno strumento di schiavitù come sono i voucher – o ai Pisapia ed MDP, lenoni del PD.

Non so se sono io che non colgo il senso o se proprio questi non si smentiscono mai.
Ma che sbadata che sono!

È logico, loro lo fanno SOLO per l’unità della sinistra.

E io che credevo che lo facessero solo perchè se non si uniscono, nessuno dei partiti che aderiscono supererebbe lo sbarramento!

Che malfidata che sono…

Orwell era un dilettante al confronto e Gramsci non smette di rivoltarsi nella tomba ad ogni chiamata alle armi del solito D’Alema, burattinaio d’eccellenza di questa ulteriore rappresentazione di come la base – che non vuole vedere che ci sono GIA’ segnali pericolosissimi – serva solo all’uso.

All’uso di una classe politica senza scrupoli davvero vergognosa.

Leggete questa nota di Fassina, deputato di Sinistra Italiana:

SINISTRA, FASSINA: IL 1 LUGLIO IN PIAZZA SS APOSTOLI PER UNA SINISTRA PLURALE

“Domenica 1 Luglio sarò a Piazza SS Apostoli all’iniziativa di Mdp e Campo Progressista, perché dobbiamo fare ogni sforzo, fino all’ultimo momento utile, per unire chi può convergere su un’agenda orientata alla dignità del lavoro, al welfare pubblico, alla giustizia ambientale, alla democrazia rivitalizzata: un’agenda alternativa al programma liberista attuato dai governi Renzi e Gentiloni.

Dopo la reazione di chiusura di una parte della platea del Brancaccio all’intervento aperto e intelligente di Miguel Gotor non trovo utile la posizione in base alla quale Sinistra Italiana dovrebbe andare soltanto se invitata a parlare. Una rappresentanza di Sinistra Italiana deve andare anche solo ad ascoltare. In quella piazza vi sono uomini e donne con i quali, attraverso un confronto di merito, possiamo evitare una assurda frammentazione che farebbe perdere credibilità a tutti.

Chi vuole affrontare le condizioni economiche e sociali di maggiore sofferenza non può rassegnarsi, senza combattere, a una nobile deriva di testimonianza ammantata di civismo”

L’ANGELO DELLA MORTE E L’ETEROGENESI DEI FINI

L’ANGELO DELLA MORTE E L’ETEROGENESI DEI FINI

Moschea di Samarra, Iran

di Maria MORIGI

La 53ª sukkah del Talmud Babilonese racconta di come un giorno Re Salomone vide l’Angelo della Morte triste.

«Perché sei così triste?», gli chiese.

«Perché mi hanno ordinato di prendere quei due Etiopi», rispose l’Angelo della Morte, riferendosi a Elihoreph e Ahyah, i due scribi etiopi di Salomone.

Il Re volle salvare i suoi preziosi uomini e li fece scappare fino alla città di Luz, ma appena giunti i due scribi morirono.

Il giorno seguente Salomone incontrò di nuovo l’Angelo della Morte e vide che sorrideva. «Perché sei così felice?» gli chiese. «Hai mandato i due etiopi proprio nel posto in cui li aspettavo!» risposte la Morte.

Fine della parabola della Morte inevitabile.

Le sue molteplici tradizioni in varie culture, da quella arabo-persiana a quelle di scrittori moderni come Borges e Somerset Maugham, ci trasmettono l’inquietudine e la coscienza che ben poco si può calcolare per sottrarsi al disegno della Natura.

Renzi ha voluto il referendum, ma era scritto che il progetto andasse a gambe all’aria, grazie anche al senso civile (seppur ancora modesto) degli elettori italiani.

Renzi, se solo avesse dato ascolto alla gente e agli auspici, se si fosse adeguato al flusso prevedibile degli eventi senza riporre fede nella Leopolda del pensiero unico, non avrebbe dovuto dimettersi (comunque a me va bene anche così, perché non sopporto gli arroganti testardi).

Teresa May ha forzato i tempi delle elezioni e si è visto che cosa ha raccolto: maggior debolezza e ancor più nebbia che incombe sull’Impero britannico

L’Angelo della Morte colpirà anche più in alto…

Donald Trump non è al sicuro su alcun fronte, se non impara a piegarsi. Lo schianto sarà come uno tsunami!

Ma veniamo alla più incongrua delle ‘trovate’ per sfuggire l’Angelo della Morte: il MAGGIORITARIO applicato al presunto BI-POLARISMO

L’ordigno è stato inventato per fare in modo che – tra DUE (2.0) schieramenti /poli distanti di un soffio – uno solo dei due venisse premiato con un fracco di voti in più. La garanzia della GOVERNABILITA’, feticcio/ totem, chiamatelo come volete… a discapito del Diritto Naturale e ad onta della Democrazia.

Come secondo ordigno deterrente inoltre è stato brevettato lo SBARRAMENTO, anzi la soglia di sbarramento, che potrebbe rappresentare un argine, ma in realtà è una furbizia per inetti al dialogo.

Ed ecco confezionate così le ciambelle senza buco e l’eterogenesi dei fini.

Perché ormai, prendiamone atto, il bi-polarismo è finito. Anche in Francia è defunto.

E’ il TRI-POLARISMO che vince, pronto a generare (nella affannata ricerca della governabilità) il BUCO NERO del CENTRO dove tutto viene inghiottito da Poteri Forti. E ormai, per accedere alla governabilità, bisogna avere un pelo sullo stomaco che il Malox è acqua fresca.

Se fossi Macron starei maledettamente attenta: non va bene non avere dibattito e contrasto parlamentare, perché si scateneranno piazze, banlieu, studenti, lavoratori scippati di diritti, ma anche razzisti, xenofobi e intolleranti… e la polizia menerà di santa ragione.

Non va bene potere fare tutto da soli…

Si va a finire dove non si voleva andare a finire.

LA SINISTRA ORWELLIANA

LA SINISTRA ORWELLIANA

People Orwell

di Fiorenzo MEIOLI

Oggi, la politica e i media puntano molto su parole come riforma, il nuovo, modernizzazione, innovazione e tanto altro ancora.

Sono tutte parole banali se non vengono rapportate alla situazione di profonda crisi e incertezza che viviamo.

Bisogna, dunque, chiedersi: innovazione per andare dove?

Il nuovo ed il vecchio rispetto a che cosa?

Un conto è costruire un programma di modernizzazione basato sulla solidarietà, incentrato sull’uguaglianza e su una più equa distribuzione delle risorse, diverso è intendere il nuovo in sostanziale continuità con il “pensiero unico” dominante.

Difendere i diritti, valorizzare il lavoro, combattere la povertà, lavorare per una società più giusta non è una posizione conservatrice, il vecchio sta, secondo me, in chi vuole riproporre le vecchie ricette liberiste che, a partire dagli anni ottanta, hanno teorizzato la centralità del mercato, del consumismo, l’individualismo più sfrenato e lo sfruttamento delle risorse naturali.

Non può essere oggi considerato il nuovo quel liberismo degli anni ottanta che ha creato i guasti che sono sotto gli occhi di tutti: l’economia di carta che ha sconfitto l’economia reale, la finanza che ha sottomesso la politica, le diseguaglianze mai state così scandalosamente profonde.

Non può essere considerata moderna quella “sinistra” che crede nell’ineluttabilità dell’economia neoliberale, a cui le politiche dei partiti e degli stati devono adattarsi, quella “sinistra” che dà un grande impulso al passaggio alla postdemocrazia descritta da Colin Crouch: un regime in cui contano sempre meno i cittadini, le organizzazioni politiche e i loro iscritti e sempre di più i media e la personalità dei leader.